Grado, progetto BRAVE sulle valli da pesca: primi rilievi su 72 chilometri di argini

Tra giugno e agosto 2026 il primo monitoraggio sugli argini delle valli lagunari.

02 settembre 2026 15:29
Grado, progetto BRAVE sulle valli da pesca: primi rilievi su 72 chilometri di argini -
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GRADO - Nella laguna di Grado entra in una nuova fase il progetto europeo BRAVE, che mette insieme Comune, Regione Friuli Venezia Giulia e Università di Trieste per studiare lo stato delle valli da pesca e definire interventi su argini, biodiversità e gestione ambientale. Il primo dato operativo riguarda i rilievi effettuati tra giugno e agosto 2026: su circa 72 chilometri complessivi di arginature esaminati, 43,6 chilometri non presentano dissesti evidenti, mentre in altri tratti sono emerse erosioni e situazioni critiche che saranno oggetto di ulteriori approfondimenti tecnici.

L'aggiornamento è stato al centro di un incontro tenuto nei giorni scorsi a Grado, dedicato al progetto BRAVE, acronimo di Building Resilience and Adaptive Vision for the Adriatic Sea Environment, finanziato dal programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027. L'obiettivo è costruire strategie condivise per la tutela e la valorizzazione della vallicoltura lagunare, con particolare attenzione alla salvaguardia degli ecosistemi marini e costieri.

I numeri delle valli da pesca nella laguna gradese

Nel sistema lagunare di Marano e Grado, le valli da pesca rappresentano un elemento centrale sia sul piano storico sia sotto il profilo ambientale. Nel territorio comunale gradese si concentra infatti la maggior parte di queste aree: dei circa 1.700 ettari complessivi presenti nella laguna, circa 1.400 ettari ricadono nella laguna di Grado.

Si tratta di ambienti che mantengono viva una pratica tradizionale secolare ma che, allo stesso tempo, svolgono una funzione ecologica rilevante. Le valli contribuiscono infatti alla conservazione di canali, bacini, velme, barene e vegetazione e hanno un ruolo nella tutela della biodiversità dell'intero sistema lagunare.

Il primo monitoraggio sugli argini

Durante l'incontro, i funzionari regionali hanno illustrato le attività avviate per costruire un quadro organico dello stato strutturale, ambientale e gestionale delle valli da pesca, evidenziando criticità e potenzialità. I ricercatori dell'Università di Trieste hanno invece presentato i risultati emersi dalle azioni svolte sul territorio.

Il primo rilievo ha riguardato gli argini delle valli della Laguna di Grado. Il monitoraggio ha accertato che una parte consistente delle arginature non mostra problemi evidenti, ma ha anche individuato tratti con fenomeni erosivi e altre criticità. Su queste aree saranno ora eseguite ulteriori analisi, attraverso rilievi topografici e aerofotogrammetrici, per definire con maggiore precisione entità dei dissesti e possibili interventi.

Grado, progetto BRAVE sulle valli da pesca: primi rilievi su 72 chilometri di argini

Gli enti coinvolti e il lavoro condiviso

All'appuntamento hanno partecipato i funzionari del Servizio caccia e risorse ittiche della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche della Regione Friuli Venezia Giulia Alberto Fonzo, Mauro Cosolo, Stefano Kutin ed Elena Vianello, i ricercatori della Coastal Group dell'Università degli Studi di Trieste Annelore Bezzi, Saverio Fracaros e Stefano Sponza, oltre ai rappresentanti dell'amministrazione comunale di Grado, tra cui il sindaco Giuseppe Corbatto.

La collaborazione tra gli enti proseguirà anche nella fase successiva del progetto. Il Comune di Grado metterà a disposizione dati, informazioni e conoscenze già in possesso dell'ente, mentre con Regione e Università saranno condivise iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte agli operatori e agli stakeholder del territorio.

Le due priorità emerse per i prossimi mesi

Dal confronto finale sono uscite due linee di lavoro. La prima riguarda la definizione di un percorso condiviso tra i soggetti istituzionali competenti per affrontare la manutenzione e il ripristino delle arginature, anche in relazione alle attività di dragaggio dei canali lagunari e alla possibilità di utilizzare in modo mirato i sedimenti.

La seconda punta a rafforzare, anche sul piano politico e istituzionale, il riconoscimento del valore ambientale e collettivo delle valli lagunari, considerate un elemento caratterizzante della Laguna di Marano e Grado e del sito Natura 2000. L'obiettivo indicato dai partecipanti è arrivare all'individuazione di risorse dedicate alla conservazione e alla valorizzazione di questo patrimonio naturalistico e socioeconomico.

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