Granchio blu, il Consiglio Fvg approva un ordine del giorno per aiutare pesca e acquacoltura

Approvato a Trieste l’ordine del giorno di Serena Pellegrino: tra le ipotesi sostegni a investimenti, logistica e filiera regionale.

30 luglio 2026 14:34
Granchio blu, il Consiglio Fvg approva un ordine del giorno per aiutare pesca e acquacoltura -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato un ordine del giorno che impegna la Regione a valutare misure contro le conseguenze economiche e ambientali della proliferazione del granchio blu, con particolare attenzione agli operatori della pesca e dell’acquacoltura. Il testo, presentato da Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra), punta a tradurre in interventi concreti una criticità che nel 2026 sta pesando sempre di più sulle coste regionali.

Secondo quanto spiegato dalla consigliera, l’ordine del giorno riprende gli obiettivi di un emendamento all’Assestamento di bilancio che proponeva 500mila euro per favorire la riconversione economica delle imprese e la nascita di una filiera regionale dedicata alla lavorazione e alla commercializzazione del granchio blu.

I numeri dell’emergenza nelle acque del Fvg

Il dato che ha accelerato il confronto politico riguarda l’andamento della pesca nei primi mesi dell’anno. Nei soli primi quattro mesi del 2026, nelle acque del Friuli Venezia Giulia è stato pescato un quantitativo di granchio blu pari a quello registrato nell’intero 2025. Una crescita che, secondo il comparto, non interessa più soltanto le lagune.

La specie, infatti, viene segnalata ormai anche a tre o quattro miglia dalla costa e durante una singola uscita può finire nelle reti dei pescatori fino a 150 chilogrammi di esemplari. Un quadro che si inserisce nella più ampia pesca in crisi in Friuli Venezia Giulia, con effetti diretti non solo sul pescato ma anche sugli allevamenti e sulle attrezzature.

Pellegrino richiama anche l’allarme lanciato da Confcooperative Friuli Venezia Giulia e dai pescatori regionali. In particolare viene citata la posizione del coordinatore del settore pesca di Confcooperative Fvg, Achille Ghenda, secondo cui il granchio blu ha ormai raggiunto anche il largo, mettendo a rischio l’equilibrio dell’ecosistema marino.

Cosa chiede l’ordine del giorno

L’atto approvato dall’Aula indica una serie di possibili interventi a favore delle piccole e medie imprese del settore. Tra questi, sostegni per l’acquisto di macchinari, attrezzature e tecnologie innovative da destinare alla lavorazione, trasformazione e conservazione delle carni di granchio blu.

Nel documento trovano spazio anche misure per lo sviluppo di nuovi prodotti, per la promozione e la commercializzazione, oltre a interventi sulla logistica, sullo stoccaggio e sul confezionamento. L’obiettivo dichiarato è accompagnare gli operatori colpiti dalla diffusione della specie aliena e costruire una vera filiera alimentare regionale, invece di limitarsi alla gestione dell’emergenza.

Secondo la consigliera, la sola commercializzazione del granchio blu nella ristorazione oggi rappresenta un rimedio parziale, insufficiente a compensare i danni provocati alle altre specie ittiche, agli impianti di acquacoltura e agli strumenti di lavoro.

Il confronto con l’Emilia-Romagna

Nel dibattito viene portato anche l’esempio dell’Emilia-Romagna, tra i territori italiani più colpiti dal fenomeno. La Regione ha già stanziato risorse per sostenere le imprese dell’acquacoltura, compensare le perdite produttive e coprire i costi legati al contenimento e allo smaltimento del granchio blu.

Per il 2026 l’Emilia-Romagna ha previsto un ulteriore milione e mezzo di euro, che si aggiunge ai 3,5 milioni già messi a disposizione negli anni precedenti. Tra gli strumenti attivati figurano finanziamenti per macchinari, attrezzature, vendita diretta e diversificazione delle attività.

È proprio su questo punto che l’ordine del giorno approvato a Trieste chiede alla Giunta regionale di muoversi rapidamente, coinvolgendo il settore produttivo e individuando linee contributive facilmente accessibili per le imprese della costa friulana e giuliana.

L’atto votato dal Consiglio impegna quindi la Regione a valutare interventi che tengano insieme tutela ambientale e sostegno al lavoro nei territori costieri, a partire da investimenti per trasformazione, conservazione, logistica, stoccaggio e confezionamento del granchio blu.

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