Grave di Ciano, accesso agli atti negato: protesta dei Comuni

Crocetta del Montello, Vidor e Moriago criticano la decisione dell’Autorità di Bacino: documenti non disponibili agli enti locali.

06 maggio 2026 05:00
Grave di Ciano, accesso agli atti negato: protesta dei Comuni -
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CROCETTA DEL MONTELLO – Si apre un nuovo fronte sul progetto delle future casse di laminazione previste nell’area delle Grave di Ciano. I Comuni di Crocetta del Montello, Vidor e Moriago della Battaglia contestano il diniego di accesso agli atti deciso dal Commissario straordinario dell’Autorità di Bacino distrettuale delle Alpi Orientali, Marina Colaizzi, rispetto alla documentazione richiesta sul nuovo studio di fattibilità.

La richiesta riguardava in particolare i risultati delle indagini geognostiche, le analisi di laboratorio preliminari per la caratterizzazione geotecnica dei terreni, le verifiche ambientali sulla qualità dei suoli e gli esiti della modellazione 2D proposta. Secondo i Comuni, si tratta di materiali rilevanti perché alla base del successivo avvio della progettazione definitiva dell’intervento.

Il nodo degli atti non accessibili

Il diniego, secondo quanto riferito dagli enti locali, sarebbe stato motivato dalla natura della documentazione. Il progetto di fattibilità tecnico-economica, anche se ancora a livello preliminare, conterrebbe analisi multidisciplinari e dati sia tecnici sia commerciali legati al know-how dei professionisti incaricati, maturato nella progettazione di opere analoghe. Per questo, allo stato attuale, il materiale non sarebbe accessibile a terzi.

Una motivazione che Crocetta del Montello, Vidor e Moriago della Battaglia non condividono. I Comuni ritengono infatti di essere enti pubblici direttamente interessati dalle ricadute dell’opera e, per questo, di avere titolo a conoscere contenuti, dati e presupposti progettuali dell’intervento previsto sulle Grave di Ciano.

La posizione del Comune di Crocetta

La sindaca di Crocetta del Montello, Marianella Tormena, giudica la decisione difficilmente compatibile con il percorso di confronto avviato in precedenza. Il riferimento è anche all’incontro dello scorso anno a Crocetta, alla presenza del Commissario, durante il quale i Comuni avevano manifestato disponibilità al dialogo.

Per Tormena, negare la conoscenza degli atti rischia di essere letto dalla popolazione come un segnale negativo, soprattutto in assenza di strumenti utili a comprendere la portata del progetto. La sindaca richiama inoltre la necessità che la politica, a ogni livello, prenda consapevolezza di quanto sta avvenendo nei territori coinvolti.

I tre Comuni insistono sul tema della trasparenza, considerata indispensabile per affrontare un’opera ritenuta di forte impatto. La mancata condivisione degli atti, sostengono, può indebolire il rapporto di fiducia con le comunità locali e alimentare preoccupazioni su un intervento che riguarda direttamente il territorio e i cittadini.

Resta fissato, secondo quanto comunicato, un incontro a giugno convocato dalla dott.ssa Colaizzi con circa 50 Comuni. Un passaggio che viene valutato positivamente dalla sindaca Tormena, pur senza superare il nodo principale: al momento gli studi e i progetti richiesti da tempo non sarebbero ancora consultabili dagli enti interessati.

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