Udine, crediti fiscali fittizi per 10 milioni: l’inchiesta supera quota 100 milioni

La Guardia di Finanza di Udine segnala altri 10 milioni di euro di crediti fiscali ritenuti non spettanti o inesistenti.

29 settembre 2026 10:38
Udine, crediti fiscali fittizi per 10 milioni: l’inchiesta supera quota 100 milioni -
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UDINE – Un nuovo intervento della Guardia di Finanza di Udine porta sotto osservazione altri 10 milioni di euro di crediti fiscali ritenuti non spettanti o inesistenti. I Finanzieri del Comando Provinciale hanno infatti proposto all’Agenzia delle Entrate la sospensione di deleghe di pagamento tramite modelli F24, dopo aver individuato quella che viene contestata come un’indebita compensazione di crediti tributari.

L’attività si inserisce in un filone investigativo già aperto nelle scorse settimane e che aveva portato al blocco di oltre 90 milioni di euro collegati a una società udinese.

Con quest’ultimo intervento, l’ammontare complessivo dei crediti fittizi fermati dalle Fiamme Gialle supera quindi i 100 milioni di euro.

Il collegamento con una società friulana

L’attività trae origine dagli approfondimenti svolti dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Udine su una società già finita sotto la lente degli investigatori.

Proseguendo le verifiche, i Finanzieri hanno individuato una seconda impresa, questa volta con sede nell’hinterland milanese, risultata in rapporto con quella friulana.

Secondo quanto accertato dalla Guardia di Finanza, anche questa società avrebbe messo in atto condotte simili a quelle già contestate nel primo filone dell’indagine.

Un credito da 10 milioni nella dichiarazione Iva

Al centro delle verifiche c’è la dichiarazione Iva 2024 presentata dall’impresa lombarda.

All’interno del documento sarebbe stato indicato un credito da riportare in detrazione o in compensazione pari a 10 milioni di euro.

Secondo gli accertamenti, però, non sarebbero emersi elementi probatori considerati idonei a dimostrare il titolo giuridico alla base dell’acquisizione di quel credito fiscale.

Da qui è scattata l’iniziativa delle Fiamme Gialle per impedire che la somma potesse essere utilizzata in successive compensazioni o ceduta ad altri soggetti.

La segnalazione all’Agenzia delle Entrate

Prima che i crediti potessero essere ceduti o ulteriormente compensati, la Guardia di Finanza ha inoltrato una segnalazione alla competente Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Milano.

L’obiettivo è quello di attivare la procedura di sospensione dei modelli F24 collegati alle somme finite sotto esame.

L’intervento consente così di congelare l’utilizzo dei crediti contestati prima che possano produrre effetti economici e fiscali.

Oltre 100 milioni già bloccati

Il nuovo accertamento si aggiunge a quello portato avanti nelle settimane precedenti nei confronti della società udinese.

In quel caso erano stati bloccati oltre 90 milioni di euro riconducibili all’utilizzo di crediti d’imposta ritenuti fittizi.

Sommando anche i 10 milioni individuati nell’ultima operazione, il valore complessivo dei crediti sottoposti a blocco dalle Fiamme Gialle di Udine supera ora i 100 milioni di euro.

L’attività è stata condotta in sinergia con le Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate di Udine e Milano.

L’obiettivo: impedire compensazioni indebite

Le verifiche della Guardia di Finanza si concentrano in particolare sui meccanismi di compensazione fiscale e sulla possibile circolazione di crediti d’imposta privi dei requisiti necessari.

Il rischio, in casi di questo tipo, è che somme inesistenti vengano utilizzate per abbattere debiti fiscali reali, con conseguenze economiche dirette per la collettività.

L’intervento preventivo consente invece di bloccare i crediti prima che possano essere impiegati o trasferiti.

Il contrasto alle frodi fiscali

Il contrasto agli illeciti tributari, alle indebite compensazioni e alle frodi legate alla cessione di crediti d’imposta rappresenta uno dei principali ambiti di attività della Guardia di Finanza.

L’obiettivo è duplice: da una parte tutelare il corretto funzionamento del sistema economico e del mercato, dall’altra garantire che le risorse pubbliche vengano utilizzate e destinate secondo quanto previsto dalla legge.

L’indagine prosegue ora con gli approfondimenti necessari a ricostruire nel dettaglio i rapporti tra le società coinvolte e la natura dei crediti fiscali contestati.

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