«Ho perso la vista per la leucemia, ma non la voglia di vivere»: Alessandro a Nordest24 | VIDEO

La storia di Alessandro Pallaro a Nordest24: leucemia, perdita della vista, rinascita e il sogno della Route 66.

03 settembre 2026 09:29
«Ho perso la vista per la leucemia, ma non la voglia di vivere»: Alessandro a Nordest24 | VIDEO -
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BASILIANO (UDINE) – Prima la leucemia, arrivata quando aveva appena compiuto 16 anni. Poi mesi durissimi tra chemioterapia, radioterapia, complicazioni e un trapianto di midollo osseo reso possibile dal fratellino di appena otto anni. Quando la malattia sembra finalmente alle spalle, un'altra prova: Alessandro Pallaro perde progressivamente la vista fino a ritrovarsi completamente cieco a 16 anni.

Ma la sua storia non finisce lì. Anzi, è proprio da quel buio che, dopo un percorso lungo anni, comincia una seconda vita.

Alessandro, giovane di Basiliano, si è raccontato senza filtri a Nordest24 con Patrick Ganzini, l'appuntamento in onda ogni mercoledì alle 20.30. Un viaggio di quasi mezz'ora attraverso la malattia, la rabbia, la famiglia, la conquista dell'autonomia e un sogno che oggi porta un nome preciso: Route 66.

«A quell’età pensi di avere la vita in mano»

Quando tutto comincia Alessandro è un adolescente come tanti. Ha appena compiuto 15 anni ed è pronto ad affrontare il passaggio alle scuole superiori.

In quegli anni ti senti un po' Superman, pensi di avere la vita in mano

Poi qualcosa cambia. Arrivano stanchezza e febbre persistente, fino a un malore e al ricovero in ospedale. La diagnosi gli viene comunicata circa una settimana più tardi: leucemia.

Alessandro racconta che allora non conosceva realmente la malattia e, paradossalmente, considera oggi quella inconsapevolezza una forma di protezione.

Non sapevo nemmeno cosa fosse una leucemia. Forse il non sapere mi ha aiutato mentalmente a non abbattermi troppo

Una storia che richiama quella raccontata a Nordest24 dal papà di Lorenzo, che a soli 10 anni è riuscito a sconfiggere una rara leucemia dopo un trapianto.

Chemioterapia, radioterapia e 28 pastiglie al giorno

Il primo periodo è devastante. Alessandro racconta di aver assunto fino a 28 pastiglie al giorno, oltre alle terapie chemioterapiche e alla radioterapia.

Gli effetti sul fisico sono pesantissimi.

Nel giro di un mese e mezzo non riuscivo più a camminare da solo, non riuscivo a sostenermi in piedi

Nei primi sei mesi arrivano anche altre complicazioni: un'infezione cerebrale e un'appendicite acuta che stava evolvendo in peritonite. Tutto, racconta, concentrato tra l'agosto e il dicembre del 2012.

E mentre gli amici trascorrono l'estate fuori casa, lui è costretto a rimanere in una stanza protetta a causa delle difese immunitarie estremamente basse.

Io ero sempre fuori, facevo sport, stavo con gli amici. Ritrovarmi chiuso in una stanza d'ospedale e vedere gli altri divertirsi è stato molto pesante

Il fratellino di otto anni gli dona il midollo

Poi arriva il trapianto di midollo osseo. Il donatore compatibile è qualcuno di vicinissimo ad Alessandro: suo fratello, che all'epoca ha appena otto anni.

È uno dei passaggi più emozionanti dell'intervista.

Alessandro ricorda ancora ciò che il bambino disse alle infermiere:

Se serve per tirare fuori Ale da quella stanza, io lo faccio».

Quelle parole, però, inizialmente fanno nascere in Alessandro anche un enorme senso di colpa. È il fratello maggiore, quello che dovrebbe proteggerlo, e invece vede il più piccolo affrontare un intervento per lui.

Mi sentivo un pessimo fratello maggiore. Lui l'ha fatto con il cuore in mano perché voleva riabbracciarmi

Oggi la prospettiva è completamente diversa: «Lo ringrazio ancora per avermi salvato la vita».

Attorno ai due fratelli c'è una famiglia che, racconta Alessandro, fa cerchio durante i mesi più difficili.

Poi la vista comincia a spegnersi

La leucemia viene sconfitta, ma il percorso lascia conseguenze pesantissime.

Alessandro racconta che nel novembre del 2012 comincia ad accorgersi di vedere sempre più sfocato. Prima da lontano, poi sempre peggio.

La perdita della vista prosegue gradualmente per diversi mesi.

Il 3 aprile 2013 è il giorno dell'ultimo ricordo visivo di Alessandro.

Vedevo sempre meno, sempre meno, finché non si sono spenti gli occhi. Come quando salta la corrente a casa».

Ha 16 anni e improvvisamente deve imparare nuovamente anche i gesti più semplici: muoversi dentro casa, uscire, prepararsi qualcosa, raggiungere un luogo.

Devi praticamente riprogrammare tutto. Devi reinventarti da zero

«Per sette anni non ho accettato quello che ero diventato»

La rinascita, però, non è immediata. Ed è forse questo uno degli aspetti più forti della testimonianza di Alessandro.

Per anni all'esterno mostra una versione di sé apparentemente serena, mentre dentro prevalgono rabbia e rifiuto.

Per sette anni dicevo agli altri che era tutto ok per non farli preoccupare. Ma dentro di me non era tutto ok

Alessandro racconta di essersi convinto che la propria vita fosse finita e che la cecità gli avesse tolto qualsiasi possibilità.

Il cambiamento arriva molto più avanti, attraverso un percorso di crescita personale. Lentamente la domanda «Perché proprio a me?» lascia spazio a un'altra:

Dove posso arrivare, anche così?

È l'inizio della svolta.

Un messaggio di rinascita già emerso anche in un'altra delle storie raccontate da Nordest24, quella di Chiara Ruaro, che aveva ricevuto una prognosi durissima e ha raccontato il proprio percorso di rinascita.

Il sogno della Route 66

E poi c'è il progetto che oggi racchiude tutto questo percorso.

Si chiama “Viaggio Oltre il Buio” e ha come scenario una delle strade più famose al mondo: la Route 66, negli Stati Uniti.

Alessandro era già stato in America e quella strada gli era rimasta dentro.

La Route 66 è la strada della rinascita americana e voglio che sia simbolicamente anche la strada della mia rinascita

Non sarà semplicemente un viaggio.

Alessandro vuole percorrerla in tandem insieme all'amico Loris, trasformando l'esperienza in un documentario.

Anche il tandem ha un significato preciso. Alessandro pedalerà dietro e dovrà affidarsi completamente a Loris, che sarà davanti.

Io non vedo e devo fidarmi totalmente di lui. Se lui smette di pedalare io faccio più fatica, e viceversa. Se pedaliamo insieme arriviamo molto più lontano.

Fiducia, collaborazione e rinascita diventano così i tre grandi simboli del progetto.

Una raccolta fondi per trasformare il sogno in realtà

Per realizzare il viaggio e il documentario è stata avviata anche una raccolta fondi.

Tutte le informazioni sul progetto sono disponibili sul sito viaggiooltreilbuio.org, indicato dallo stesso Alessandro durante l'intervista.

Il giovane di Basiliano racconta di essere rimasto profondamente colpito dalle persone che hanno già scelto di sostenerlo.

Mi hanno fatto sentire veramente sostenuto. Le persone che contribuiranno è come se venissero con me a pedalare

Il documentario non vuole imporre una lezione, precisa Alessandro, ma portare chi lo guarderà a interrogarsi sui propri limiti e sul modo con cui affrontiamo ciò che accade nella vita.

«Non importa ciò che ci accade, ma come scegliamo di reagire»

È nella parte finale dell'intervista con Patrick Ganzini che Alessandro lascia forse il messaggio più importante.

Non vuole presentarsi come qualcuno che possiede una formula valida per tutti. Parte invece dalla propria esperienza, dal dolore attraversato e dagli anni necessari per riuscire ad accettare la nuova vita.

Non importa ciò che ci accade nella vita, ma come scegliamo di reagire a ciò che ci accade

E aggiunge:

Il dolore nella vita è inevitabile. La sofferenza è una scelta.

Parole forti, come riconosce lui stesso, nate però da un percorso che lo ha portato dalla convinzione di non poter più fare nulla alla possibilità di viaggiare, studiare, lavorare e progettare una traversata della Route 66.

Alessandro non vuole che la propria storia finisca con la malattia o con il giorno in cui ha perso la vista.

Vuole che il buio rappresenti un punto di partenza.

E la prossima pagina, quella che ha deciso di scrivere insieme a Loris e a chi sceglierà di sostenerlo, passa proprio per quella lunga strada americana.

Le interviste di Nordest24 tornano ogni mercoledì alle 20.30 su Nordest24, con storie di rinascita, testimonianze e protagonisti del Nordest.

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