HTI, bilancio record nel 2025: ricavi a 1,622 miliardi e 5.000 dipendenti nel mondo
Il gruppo altoatesino chiude il 2025 con 221 milioni in più, investe su R&S e formazione e annuncia i grandi progetti tra Italia, India e Messico.
VIPITENO – HTI archivia il 2025 come l’anno dei primati. Il gruppo altoatesino attivo a livello mondiale nelle tecnologie per la montagna e la mobilità (impianti a fune, innevamento programmato, veicoli cingolati, eolico, idroelettrico e digitalizzazione delle destinazioni) ha chiuso l’esercizio con un fatturato record di 1,622 miliardi di euro, in aumento del 15,8% rispetto al 2024. La crescita, pari a 221 milioni di euro in più sull’anno precedente, è stata trainata soprattutto dal comparto funiviario.
Numeri record tra ricavi, personale e investimenti
Oltre ai ricavi, il bilancio mette in evidenza l’espansione dell’organico: i collaboratori hanno raggiunto quota 5.000, distribuiti nelle diverse sedi e mercati internazionali del gruppo. Sul fronte degli investimenti, HTI ha destinato 42,5 milioni di euro a ricerca e sviluppo, affiancando 3,3 milioni alla formazione del personale, con l’obiettivo di sostenere innovazione di prodotto e competenze interne.
Dove nasce il fatturato e cosa traina la crescita
La geografia dei ricavi conferma la proiezione globale dell’azienda: il 43% del fatturato è generato nell’arco alpino, il 26% in Nordamerica, l’11% in Asia e il 9,5% in Centro e Sud America. A guidare il gruppo è il business degli impianti a fune, che vale il 60% del fatturato complessivo.
Nel corso del 2025 HTI ha installato oltre 80 nuovi impianti a fune, venduto più di 1.000 battipista e veicoli cingolati e consegnato oltre 2.000 generatori di neve, consolidando le proprie posizioni nei principali mercati turistici e infrastrutturali.
Seeber: «Strategia fondata su diversificazione, internazionalizzazione e innovazione»
«Risultati importanti che premiano ancora una volta la nostra visione imprenditoriale basata su innovazione, internazionalizzazione e diversificazione», ha dichiarato il presidente Anton Seeber, indicando nei collaboratori e nella capacità di adattamento uno dei fattori decisivi. «Abbiamo dimostrato quanto siamo flessibili e capaci di adattarci come gruppo. È il frutto di un orientamento strategico chiaro e di una cultura aziendale che punta su resilienza, responsabilità individuale e risultati concreti».
Progetti 2025: Italia in ripresa, commesse internazionali e nuove acquisizioni
Il 2025 è stato anche un anno di cantieri e consegne ad alta visibilità. Per Leitner si è registrato un marcato ritorno del mercato italiano, con 18 opere inaugurate nella stagione sciistica all’interno di un piano di ammodernamento da 85 milioni di euro, dall’Abruzzo alla Valle d’Aosta.
Nel percorso verso Milano-Cortina, il gruppo è stato coinvolto con l’ascensore inclinato “IE20 Predazzo” accanto al trampolino di salto, oltre alla modernizzazione dell’innevamento programmato a cura di Demaclenko.
Sul fronte delle grandi commesse, a Interalpin è stata presentata quella da 53 milioni di euro per i Mondiali di sci alpino di Narvik 2029, che vedrà Leitner, Prinoth e Demaclenko impegnate con tecnologie per impianti, mezzi e innevamento.
Tra le novità di prodotto e applicazione, Prinoth ha portato sul campo la missione in Antartide con Panther XL, mezzo cingolato pensato per operare in condizioni estreme e impiegato a supporto dell’Istituto Polare Norvegese presso la stazione di ricerca Troll. Skadii, invece, ha esteso l’uso della propria tecnologia dal perimetro delle stazioni sciistiche alle destinazioni turistiche, puntando sul monitoraggio dei flussi.
Nel funiviario, Leitner ha realizzato in Trentino la “Funivia delle Mele” in collaborazione con Melinda; Leitner Poma of America ha completato 16 impianti in Nord America; Poma ha firmato ad Ajaccio, in Corsica, “Angelo”, quarto impianto urbano in Francia. Cantieri e installazioni hanno interessato anche Paesi come Spagna, Norvegia, Argentina, Colombia, Cina, Giappone, Vietnam, Algeria e Madagascar.
Sul piano societario, l’ingresso di HKD Snowmakers – specializzata nell’innevamento programmato con sedi negli Stati Uniti e in Canada – ha ulteriormente rafforzato la presenza del gruppo nel mercato nordamericano.
Le principali novità del 2026: dalle Alpi all’India, fino al Messico
Il 2026 si apre con un portafoglio progetti particolarmente ampio. In Italia spicca “Cervino The One”, infrastruttura Leitner tra le più rilevanti delle Alpi: quasi 6 chilometri di sviluppo per collegare Cervinia al Plateau Rosa nel comprensorio “Cervino Ski Paradise”.
Bartholet guarda invece all’India, dove a Varanasi è in programma la prima funivia urbana del Paese, pensata per integrarsi nel paesaggio e offrire un’alternativa al traffico cittadino.
In Messico sono annunciati quattro progetti: Morelia, Naucalpan e due nuove linee del Cablebus a Città del Messico. Ulteriori interventi sono previsti anche in India (area himalayana) e in Vietnam, dove Poma completerà un impianto trifune indicato come “da record”.
Nell’eolico, Leitwind punta alla Turchia con la prima turbina LTW90 da 2,0 MW. Sul fronte innevamento, Demaclenko ha presentato il nuovo generatore Titan 5.0, progettato per aumentare la produzione e la qualità della neve anche con temperature marginali, riducendo al contempo i consumi energetici. Prinoth, infine, ha mostrato a Las Vegas il Panther T23r, trasportatore cingolato con torretta rotante, e annuncia a Grenoble (Mountain Planet) un nuovo battipista elettrico orientato a coniugare prestazioni e sostenibilità.
Un gruppo globale con radici altoatesine
HTI opera con i propri prodotti in 88 Paesi e dispone di una struttura internazionale composta da 22 siti produttivi, 110 filiali e 183 centri vendita e assistenza. Il bilancio 2025 conferma una fase di espansione sostenuta, con investimenti mirati e un’agenda 2026 che spazia dalle infrastrutture alpine ai progetti di mobilità urbana e alle nuove tecnologie energetiche.