Hydro Feltre, approvato l’accordo con il Gruppo Cortese: fonderia salva
Il voto in assemblea sblocca il trasferimento del ramo d’azienda, condizione richiesta per il subentro del gruppo.
FELTRE - La vertenza Hydro arriva a un passaggio decisivo: le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nel trasferimento del ramo d’azienda della Fonderia da Hydro al Gruppo Cortese hanno approvato in assemblea l’ipotesi di accordo sulla contrattazione di secondo livello firmata dalle organizzazioni sindacali e dal nuovo soggetto industriale. Il voto, avvenuto nella serata di ieri, consente di proseguire nel perfezionamento della cessione ed evita, secondo quanto emerso nella trattativa, il rischio di chiusura definitiva delle attività.
L’intesa rappresentava infatti una delle condizioni poste dal Gruppo Cortese per il proprio subentro. L’approvazione è arrivata al termine di un confronto definito complesso, che ha coinvolto direttamente i dipendenti interessati al passaggio.
Cosa prevede il passaggio
L’operazione apre una prospettiva industriale diversa rispetto alla dismissione totale dello stabilimento feltrino, ma con un perimetro limitato. In base a quanto reso noto dalla FIOM CGIL, la continuità occupazionale viene garantita a 36 lavoratrici e lavoratori coinvolti nella cessione del ramo d’azienda.
Resta però aperta la situazione di 40 lavoratori che non saranno interessati dal trasferimento al Gruppo Cortese. Su questo fronte il sindacato chiede che il confronto prosegua per individuare soluzioni di tutela e di riconoscimento anche per chi, al momento, resta fuori dall’operazione.
Un anno di vertenza a Feltre
La trattativa arriva dopo quasi un anno di mobilitazione. Nella ricostruzione della FIOM, un ruolo centrale è stato svolto dalle RSU del sindacato, elette poco più di un anno fa e chiamate ad affrontare una delle vertenze più difficili degli ultimi anni nel Bellunese.
Scioperi, presidi ai cancelli e presenza ai tavoli istituzionali e ministeriali hanno accompagnato la vertenza, con l’obiettivo di impedire la cancellazione delle attività produttive. Secondo il sindacato, proprio questa mobilitazione ha consentito di contrastare la prospettiva di una chiusura completa del sito.
Dopo l’assemblea, Stefano Bona ha spiegato che la soluzione individuata «è parziale e non può essere considerata una vittoria», ma permette di mantenere aperto un presidio industriale ritenuto fondamentale per Feltre e di conservare una base occupazionale da cui ripartire.
I prossimi passaggi
Per la FIOM, l’accordo approvato non chiude la vertenza. Il sindacato annuncia che continuerà a seguire il perfezionamento della cessione del ramo d’azienda, la concreta applicazione dell’intesa sottoscritta e soprattutto la ricerca di prospettive occupazionali e industriali per tutti i lavoratori coinvolti.
Il punto politico e sindacale ribadito dopo il voto è che nessun addetto debba essere considerato sacrificabile. Per questo, accanto al passaggio al Gruppo Cortese, resta aperto il confronto sulle tutele per chi non rientra nella cessione e sul futuro industriale dello stabilimento di Feltre.