Il caso Kronospan: una ricchezza senza macchie per la nostra comunità o un problema per le generazioni future?
Venti impetuosi ed inesorabilistanno battendo il territorio di San Vito al Tagliamento. Il caso Kronospan stacoinvolgendo i nostri amministratori, i nostri imprenditori, la politica etutta la nostra c...
Venti impetuosi ed inesorabili
stanno battendo il territorio di San Vito al Tagliamento. Il caso Kronospan sta
coinvolgendo i nostri amministratori, i nostri imprenditori, la politica e
tutta la nostra comunità.
Ciò che immediatamente colpisce è
come il progetto presentato dall’azienda al dibattito pubblico (200 nuovi posti
di lavoro; 150 milioni di euro di investimenti come obiettivo per il 2023; le
aziende locali coinvolte nella realizzazione del progetto; l’IRES e l’IMU che
andrebbero nelle casse del Comune di San Vito; il progetto architettonico che
si armonizzerebbe con il verde; la raccolta delle acque piovane; lo sviluppo
della rete ferroviaria) appaia senza ombre ed una garanzia di prosperità per la
nostra comunità.
Dall’altro parte (dal comitato
ABC ed alcune forze politiche) vengono enfatizzati alcuni dati presenti nelprogetto
PAUR depositato dall’azienda in questione presso gli uffici competenti
regionali per l’approvazione dell’ampliamento in cui vengono evidenziati gli
inquinanti che verrebbero emessi nell’ambiente dalle ciminiere attive 24 ore al
giorno, tutti i giorni, nelle acque e nell’aria (: diossine, policlorobifenili,
formaldeide, metalli pesanti, particolato) in quantità riferita inferiore ai
limiti di legge ed un aumento del trasporto in entrata ed uscita su gomma.E’
doveroso sottolineare quanto per verificarsi una patologia da inquinamento nell’uomo
il fattore da tenere in considerazione non è solo la quantità di inquinanti per
anno, ma anche la persistenza di alcuni di questi nell’ambiente e soprattutto
la continuità dell’esposizione nel tempo.
Questo dibattito e le accuse si
vengono a sedimentare su una situazione ambientale a Ponte Rosso già critica ad
oggi: i dati al 19 di Aprile 2021 parlano che ci sono già state 27 giornate
dall’inizio dell’anno di sforamento delle emissioni, captate dalla centralina
di Morsano al Tagliamento, sul previsto tetto massimo di 35 giorni l’anno per
legge.
Sono le perizie tecniche che
dovranno sancire la sostenibilità e l’impatto ambientale di questo ampliamento
e a parte quelle previste per legge a livello regionale,altre sono state
proposte, finanziate ed avanzate anche da soggetti privati e dal comune stesso.
Di sicuro, in una situazione delicata come quella che si sta profilando con una
serie di decisioni importanti da prendere per la nostra comunità, screditare
tramite gli organi di stampa e cercare di isolare delle persone (anche
illustri) che avanzano delle perplessità (tra l’altro condivisibili) non sono
degne di una società democratica che i nostri cittadini si meritano.
Consideriamo anche come un
giudizio tecnico chiaro e definitivo in queste situazioni sia auspicabile e
necessario ma non debba costituire il paravento dietro il quale nascondere la
mancanza di una propria presa di posizione. Questo discorso vale per i
politici, per gli imprenditori e tutti i cittadini che hanno a cuore il bene
della nostra comunità. Siamo anche ben consci che sarebbe pura follia
immaginare un futuro senza industria ma nemmeno desideriamo un dominio della
tecnologia (spesso ridotta a mero veicolo per la trasmissione di dati asettici)
con la perdita del ruolo centrale dell’uomo, della tutela del suo benessere e
della sua salute.
La nostra comunità è in attesa di
risposte concrete, precise e rassicuranti per il proprio futuro. La Lega è forza di governo in Regione dove sono
presenti Tecnici preparati e come sempre noi della Lega Salvini Premier di San
Vito al Tagliamento siamo dalla parte della nostra gente e ne cureremo gli
interessi primari; la salute in primis.
Zanet Ernesto e Roberto Barel per Lega Salvini S.Vito al Tagliamento