Dopo gli incendi in Friuli, mozione in Regione per monitorare la fauna sfollata
Liguori e Capozzi chiedono verifiche anche fuori dalle zone bruciate, richiamando una nota Ispra del 2017.
TRIESTE - In Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia arriva una mozione che chiede di estendere l'attenzione sulla fauna selvatica non solo alle aree percorse dal fuoco, ma anche ai territori vicini dove gli animali possono essersi spostati dopo gli incendi. Il punto, sollevato dalle consigliere regionali Simona Liguori e Rosaria Capozzi, riguarda soprattutto la fase successiva allo spegnimento dei roghi, quando habitat, rifugi e risorse alimentari possono risultare compromessi per settimane o mesi.
L'atto, annunciato dalle due consigliere e sottoscritto anche da Giulia Massolino, Massimo Moretuzzo e Marco Putto di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, chiede alla Giunta regionale di rafforzare il monitoraggio della situazione faunistica nelle zone colpite dagli incendi e nelle aree circostanti. Secondo le proponenti, la normativa prevede già tutele specifiche per i terreni direttamente interessati dal fuoco, mentre resta aperta la questione di ciò che accade oltre quel perimetro.
Cosa chiede la mozione
Nel testo viene evidenziato che un incendio di particolare estensione può distruggere o rendere temporaneamente inutilizzabili gli habitat naturali, costringendo parte della fauna a cercare riparo in territori vicini. Questo spostamento, osservano le consigliere, può portare aree non bruciate a sostenere una presenza di animali superiore a quella abituale, con risorse disponibili limitate e un equilibrio naturale alterato.
Per questo la mozione punta ad avere una valutazione specifica della situazione dopo gli incendi e criteri chiari per capire quando la fauna presente nelle aree limitrofe si trovi in condizioni di particolare vulnerabilità. L'obiettivo indicato è accompagnare con un controllo costante la fase successiva ai roghi, quando il territorio continua a modificarsi e gli animali continuano a spostarsi.
Il richiamo alla nota Ispra
Nell'atto consiliare viene richiamata una nota di Ispra del 2017, indirizzata alle Regioni, nella quale si indicava l'opportunità di monitorare la fauna sia nelle aree colpite dagli incendi sia nei settori limitrofi. Lo stesso documento, ricordano le firmatarie, prevedeva anche la possibilità di valutare, nei casi di particolare vulnerabilità, eventuali misure di regolazione del prelievo venatorio.
Secondo Liguori e Capozzi, il problema non si esaurisce con la fine dell'emergenza visibile. Le conseguenze sugli ecosistemi e sugli animali selvatici possono infatti proseguire nel tempo, anche in porzioni di territorio che non sono state raggiunte direttamente dalle fiamme ma che diventano aree di approdo per la fauna in fuga.
Il riferimento alla montagna friulana
Sul tema, nei giorni scorsi, era intervenuto anche Gianluca Galasso, coordinatore della lista civica Latus Anniae, che aveva segnalato la necessità di approfondire la situazione della fauna sopravvissuta agli incendi e oggi presente nei territori circostanti alle aree colpite, ringraziando le consigliere per il deposito della mozione.
Nelle dichiarazioni che accompagnano l'iniziativa, Liguori e Capozzi sostengono che dopo un incendio di grande estensione il territorio continui a cambiare anche nei mesi successivi e che proprio per questo serva un monitoraggio attento, con particolare riguardo alla montagna friulana e agli spostamenti della fauna verso le zone limitrofe.