Incendio sull’Amariana, revocato lo sfollamento di Pissebus: resta il monitoraggio

Ad Amaro il punto della Regione: fuoco ancora attivo su Amariana e Amarianute, ambulatorio psicologico dal 20 agosto 2026.

18 agosto 2026 18:52
Incendio sull’Amariana, revocato lo sfollamento di Pissebus: resta il monitoraggio -
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AMARO - Migliora la situazione dell’incendio che da circa dieci giorni interessa i monti tra Amaro e Tolmezzo, ma l’emergenza non è ancora chiusa. Il dato più immediato per i residenti è la revoca dello sfollamento di Pissebus, decisa dopo il miglioramento della qualità dell’aria e il rientro dei valori delle polveri sottili.

Lo ha riferito oggi al campo base di Amaro l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, spiegando che il fuoco resta attivo su due fronti, quello dell’Amariana e dell’Amarianute, dove continuano le operazioni di contenimento e monitoraggio.

La svolta sull’aria e sul rientro nella frazione era già emersa nelle ultime ore con il ritorno a casa dei residenti di Pissebus, dopo giorni segnati dai superamenti di PM10.

Cosa cambia per i residenti

Secondo la Regione, il primo segnale concreto arriva proprio dal miglioramento dell’aria, che ha permesso di alleggerire le misure per la popolazione. Resta però un monitoraggio costante dell’evoluzione del rogo, anche in relazione al vento e alle precipitazioni attese.

Accanto all’intervento tecnico, da giovedì 20 agosto 2026 sarà attivato anche un servizio di supporto psicologico per la popolazione. L’ambulatorio dedicato sarà ospitato alla Casa della Comunità di Tolmezzo, con psicologi formati e accesso tramite il proprio Medico di medicina generale o Medico di vallata.

Riccardi ha spiegato che il servizio nasce per affrontare anche l’impatto emotivo di un’emergenza prolungata, con un’impostazione già adottata in passato durante l’emergenza grandine di Mortegliano.

Le operazioni ancora in corso sui due fronti

La pioggia caduta ieri ha favorito un’evoluzione positiva, ma non ha ancora consentito di dichiarare concluso l’incendio. I mezzi continuano a operare sia sull’Amariana sia sull’Amarianute per mantenere il fuoco entro un perimetro di sicurezza.

L’assessore ha indicato nelle precipitazioni previste per giovedì un passaggio potenzialmente decisivo per arrivare alla chiusura definitiva dell’emergenza, sempre tenendo conto delle condizioni del vento e della complessità del terreno montano.

Tra i dati forniti durante il sopralluogo c’è anche l’impegno della macchina dei soccorsi: in una decina di giorni sono state oltre 700 le persone della Protezione civile regionale alternate sul campo, insieme a Vigili del fuoco, Corpo forestale, Forze dell’ordine, sindaci e altri operatori.

Il lavoro dei pompieri resta centrale anche nelle emergenze che coinvolgono aziende agricole e ricoveri per animali, come mostrato di recente dal caso delle 200 rotoballe in fiamme a Camisano Vicentino.

Animali nelle stalle e misure per l’economia

Un altro elemento considerato positivo riguarda gli animali evacuati, che stanno progressivamente tornando nelle stalle. Anche su questo fronte, però, la Regione invita alla prudenza e a proseguire con le verifiche prima del pieno ritorno alla normalità.

Sul versante economico, l’indicazione arrivata dal sopralluogo riguarda soprattutto le attività agricole e il patrimonio boschivo. Per le imprese della zona, ha riferito Riccardi, sono attese misure di sostegno nell’ambito dei provvedimenti nazionali legati alla richiesta di emergenza.

A livello regionale, invece, nella prossima manovra di assestamento dovrebbero essere messe a disposizione risorse per il patrimonio boschivo e per le attività economiche colpite dall’incendio, in raccordo con il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e con l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Il sopralluogo ad Amaro

Al campo base di Amaro erano presenti anche il sindaco di Tolmezzo Roberto Vicentini, il sindaco di Amaro Cristiana Mainardis, il presidente della Comunità montana Ermes De Crignis e il presidente del consorzio Boschi carnici Luigi Cacitti.

Nel punto fatto oggi la Regione ha ribadito che l’incendio resta un evento di particolare complessità, aggravato dall’impervietà dell’area montana, con interventi che continuano su entrambi i versanti del rogo finché le condizioni meteo e operative non permetteranno di dichiarare conclusa l’emergenza.

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