Emergenza incendi, Pissebus evacuata nella notte: il rogo entra nel territorio di Tolmezzo
Il rogo supera il rio Confine e avanza sull’Amarianute. Il sindaco di Tolmezzo dispone l’evacuazione della zona di Pissebus.
TOLMEZZO. La linea che si sperava potesse fermare l’avanzata dell’incendio non ha retto. Le fiamme hanno oltrepassato il rio Confine, entrando nel territorio comunale di Tolmezzo e avvicinandosi alla zona di Pissebus. Nella serata di sabato il sindaco Roberto Vicentini ha quindi firmato l’ordinanza di evacuazione dell’area.
È il passaggio più delicato dall’inizio dell’emergenza: dopo giorni di battaglia sul versante dell’Amariana, il fronte si è spostato ulteriormente verso Tolmezzo e ha raggiunto il Monte Amarianute, imponendo una misura preventiva a tutela delle persone presenti nell’area.
Dal presidio all’evacuazione di Pissebus
Soltanto poche ore prima, nell’ultimo bollettino ufficiale delle 23, la Protezione Civile regionale indicava Pissebus come la località più vicina al fronte dell’incendio, annunciandone il presidio.
Il quadro si è però ulteriormente aggravato e, nel corso della serata, è arrivata la decisione del Comune di evacuare la zona.
Nordest24 aveva seguito l’ultimo aggiornamento della Protezione Civile delle 23, con l’espansione delle fiamme sull’Amarianute e il presidio di Pissebus.
Il fuoco supera il rio Confine
A preoccupare è soprattutto il superamento del rio Confine, individuato nelle operazioni dei giorni scorsi come uno dei riferimenti territoriali entro cui tentare di mantenere il rogo.
L’incendio è riuscito invece ad andare oltre, estendendosi sul versante dell’Amarianute e rendendo necessario rafforzare le misure di sicurezza sul lato di Tolmezzo.
La forte accelerazione era stata registrata già attorno alle 17.30 di sabato, quando il fronte aveva improvvisamente ripreso vigore.
Nordest24 aveva riferito nel pomeriggio che le fiamme avevano raggiunto l’Amarianute dopo una nuova intensificazione dell’incendio.
Mezzi aerei nuovamente in volo all’alba
Con le prime luci di domenica 16 agosto sono riprese anche le operazioni dall’alto.
Nella giornata precedente erano stati schierati due elicotteri regionali, il Canadair CAN 12, l’elicottero L-11 dell’Esercito proveniente da Casarsa della Delizia e gli Air Tractor Fire Boss sloveni.
Il dispositivo internazionale comprende anche ufficiali di collegamento a terra e una squadra droni. Particolarmente importante l’utilizzo della termocamera montata sul drone della Protezione civile slovena, che permette di localizzare punti caldi difficilmente visibili da terra e indirizzare con maggiore precisione i lanci dei mezzi aerei.
Un incendio che cambia in pochi minuti
Il problema principale resta l’estrema instabilità del fronte.
Lungo le pendici tra Amaro e Tolmezzo, aree apparentemente tranquille possono tornare a bruciare nel giro di poco tempo. Il terreno molto ripido contribuisce alla propagazione: materiale incandescente, rami e pigne possono precipitare lungo i versanti e innescare nuovi focolai più in basso.
Nella giornata di sabato le fiamme erano tornate ad avvicinarsi anche a un’azienda agricola già evacuata, rendendo necessario un nuovo intervento ravvicinato dei mezzi antincendio.
La pressione degli altri fronti
A complicare ulteriormente il lavoro delle squadre è stata l’apertura contemporanea di altri incendi.
Sul Monte Dobis, sopra Fusea, sabato è comparso un nuovo focolaio. Gli operatori sono riusciti successivamente a portarlo sotto controllo, ma sulla sua origine dovranno essere svolti accertamenti.
Per l’incendio principale dell’Amariana è stata indicata invece un’origine naturale legata a un fulmine.
La contemporaneità degli interventi rappresenta uno dei problemi più difficili da gestire: spostare elicotteri, personale o squadre terrestri su un nuovo incendio significa inevitabilmente ridurre, anche temporaneamente, le risorse disponibili sugli altri fronti.
Alta e media tensione ancora disattivate
Restano inoltre disattivate le linee di alta e media tensione interessate dall’emergenza.
A terra l’organizzazione delle operazioni ha coinvolto il Corpo forestale regionale, Vigili del Fuoco, Pompieri volontari e numerosi gruppi comunali della Protezione Civile provenienti da diverse località del Friuli.
Durante la notte è rimasto operativo un presidio coordinato dal DOS della Stazione forestale di Paluzza, con il supporto dei volontari.
Domenica vertice direttamente sul territorio
La mattinata di domenica sarà determinante per valutare le prossime mosse.
È previsto un incontro sul posto con il direttore della Protezione Civile regionale Aristei e l’assessore regionale Riccardo Riccardi, per verificare l’evoluzione del fronte e definire il dispositivo necessario nelle prossime ore.
Riccardi aveva già spiegato durante Ferragosto come l’emergenza degli ultimi due mesi avesse richiesto l'impiego di circa 700 persone tra strutture regionali, statali e volontariato.
Adesso la priorità è Tolmezzo
Nelle ultime ore il baricentro dell’emergenza si è dunque spostato.
Non c’è più soltanto il grande incendio dell’Amariana da contenere: l’avanzata sull’Amarianute, il superamento del rio Confine e soprattutto l’evacuazione di Pissebus mostrano che il fronte ha raggiunto una nuova fase.
La priorità delle prossime ore sarà impedire che il fuoco possa avanzare ulteriormente verso le aree abitate e le infrastrutture del territorio di Tolmezzo.