Lancio di Capodanno finisce in tragedia, base jumper sbatte contro la parete e muore | VIDEO
Il violento impatto contro la parete dopo il lancio: il corpo senza vita del base jumper rimane sospeso nel vuoto a 600 metri di altezza
RIVA DEL GARDA (TRENTO) – Tragedia nella tarda mattinata di oggi, 1° gennaio, lungo la parete di cima Capi, tra la Val di Ledro e il lago di Garda: un base jumper sloveno, classe 1986, ha perso la vita dopo un lancio finito in modo drammatico.
La dinamica dell'incidente
L’uomo si è gettato dalla cima ma, pochi istanti dopo il salto, ha impattato violentemente contro la parte alta della parete strapiombante, rimanendo sospeso nel vuoto con la vela incastrata tra due arbusti, a una quota di circa 600 metri sul livello del mare.
Secondo le prime ricostruzioni, il base jumper avrebbe perso il controllo subito dopo il lancio.
La scena non è passata inosservata: diversi testimoni hanno notato la vela bloccata in parete e hanno immediatamente lanciato l’allarme.
Rapido intervento del Soccorso alpino in elicottero
La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle 12, consentendo alla macchina dei soccorsi di attivarsi in tempi rapidi. La Centrale Unica di Emergenza ha disposto l’invio dell’elicottero, mentre a terra si preparavano gli operatori delle Stazioni del Soccorso Alpino della Val di Ledro e di Riva del Garda.
L’intervento ha richiesto grande attenzione e precisione, viste le condizioni estremamente delicate della parete e la posizione instabile della vela. Una volta giunto in zona, l’elicottero ha individuato dall’alto il punto esatto in cui si trovava il base jumper.
Per evitare che lo spostamento d’aria potesse gonfiare improvvisamente la vela e causare una caduta nel vuoto, l’equipaggio ha verricellato in parete il Tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico a circa 60 metri più a monte, mantenendo una distanza di sicurezza. Il soccorritore ha quindi attrezzato un solido ancoraggio e si è calato con la corda fino a raggiungere il corpo del base jumper.
I soccorritori possono solo constatare il decesso del base jumper
Purtroppo, per l’uomo non c’era più nulla da fare. Il medico, intervenuto nelle operazioni, non ha potuto far altro che constatare il decesso.
Dopo aver ottenuto il nullaosta delle autorità competenti, il tecnico di elisoccorso ha provveduto a mettere in sicurezza il corpo senza vita e l’attrezzatura utilizzata per il lancio. Successivamente, l’elicottero ha trasportato in parete altri due soccorritori alpini, fondamentali per completare le delicate fasi di recupero della salma e di tutto il materiale.
L’intervento si è concluso intorno alle 14:15, dopo oltre due ore di lavoro intenso e ad alto rischio.