La proteina che rende i tumori resistenti alle terapie: la scoperta al CRO di Aviano | VIDEO

La dottoressa Roberta Maestro spiega a Nordest24 la scoperta del CRO di Aviano che può rendere più mirate le cure contro i sarcomi.

03 agosto 2026 09:30
La proteina che rende i tumori resistenti alle terapie: la scoperta al CRO di Aviano | VIDEO -
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AVIANO - Una proteina potrebbe spiegare perché una delle strategie terapeutiche più promettenti contro i sarcomi funziona soltanto in alcuni pazienti. A illustrare la scoperta nell’intervista condotta da Patrick Ganzini per Nordest24 è la dottoressa Roberta Maestro, direttore del laboratorio di Oncogenetica e Oncogenomica Funzionale del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano.

Al centro della ricerca c’è la proteina TWIST1, individuata come uno dei possibili meccanismi responsabili della resistenza agli inibitori di MDM2, farmaci progettati per riattivare p53, uno dei principali sistemi naturali di difesa dell’organismo contro lo sviluppo dei tumori.

La ricerca del CRO di Aviano

Lo studio è stato condotto dal laboratorio di Oncogenetica e Oncogenomica Funzionale del CRO di Aviano, in collaborazione con l’Ospedale Policlinico San Martino di Genova.

Il lavoro è stato sostenuto dalla Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e dai fondi del 5X1000 destinati all’Istituto. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Experimental and Clinical Cancer Research.

Nell’intervista, Roberta Maestro spiega il valore della scoperta e le possibili conseguenze per una medicina sempre più personalizzata.

Perché p53 è importante

La proteina p53 rappresenta uno dei principali meccanismi di protezione contro la trasformazione tumorale delle cellule.

In molti sarcomi, soprattutto nei liposarcomi e nei sarcomi intimali, p53 sarebbe ancora potenzialmente funzionante, ma la sua azione viene bloccata dalla proteina MDM2.

Gli inibitori di MDM2 sono stati sviluppati proprio per interrompere questo legame, liberando p53 e permettendole di tornare a esercitare la propria azione antitumorale.

Una terapia efficace soltanto in alcuni pazienti

Questa strategia ha mostrato risultati promettenti, ma non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo.

Uno dei problemi principali consisteva nell’impossibilità di capire in anticipo quali tumori sarebbero stati sensibili al trattamento e quali, invece, avrebbero manifestato resistenza.

La ricerca del CRO individua in TWIST1 uno dei possibili elementi capaci di ostacolare l’efficacia della terapia.

TWIST1 agisce come una “pinza”

Secondo quanto emerso dallo studio, TWIST1 agirebbe come una sorta di “pinza molecolare”, rafforzando l’interazione tra p53 e MDM2.

Quando questa proteina è presente, gli inibitori incontrano maggiori difficoltà a inserirsi tra le due molecole e a separarle. L’effetto antitumorale del farmaco risulta quindi ridotto.

Al contrario, nei modelli cellulari e animali utilizzati dai ricercatori, eliminando TWIST1 il legame tra p53 e MDM2 si indebolisce e gli inibitori riescono ad agire più efficacemente.

Un possibile biomarcatore per scegliere le cure

La proteina TWIST1 potrebbe assumere un doppio valore.

Da un lato potrebbe diventare un biomarcatore predittivo, utile per individuare i pazienti con maggiori probabilità di rispondere agli inibitori di MDM2. Dall’altro potrebbe rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico, da colpire per potenziare l’efficacia dei farmaci.

Durante l’intervista, la dottoressa Maestro sottolinea come questa prospettiva possa aiutare a selezionare meglio i pazienti ed evitare trattamenti poco efficaci.

Verso una medicina più personalizzata

I sarcomi sono tumori rari e molto complessi, per i quali le possibilità terapeutiche restano limitate in diversi casi.

Comprendere in anticipo i meccanismi di sensibilità e resistenza significa poter orientare le cure in modo più preciso, tenendo conto delle caratteristiche biologiche del singolo tumore.

La ricerca si inserisce nel percorso verso terapie sempre più personalizzate, come avviene anche in altri studi innovativi sviluppati nel Nordest, tra cui la ricerca di Trieste sulle cellule staminali ottenute dall’urina.

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