Morti sulla strada: vite spezzate, responsabilità e dolore. Cosa dice il contesto italiano di oggi
Incidenti stradali mortali, cause, prevenzione e risarcimento danni: cosa possono fare le famiglie e come tutelarsi.
Ogni giorno ci sono famiglie che piangono spezzate dal dolore, madri davanti le telecamere che non riescono a parlare.
Perché? Perché hanno perso un figlio. Perché hanno perso una parte della loro vita.
Siamo talmente esposti a questo genere di notizie, che non abbiamo più la coscienza, spesso, di comprendere che non si tratta soltanto titoli di cronaca nera destinati a riempire poche righe sui giornali locali: sono storie di giovani che non tornano a casa, di genitori che ricevono una telefonata nel cuore della notte, di sogni interrotti su un rettilineo o in una curva affrontata con troppa, superba sicurezza.
Sono notizie che spesso non motivano i cittadini a cambiare fin da subito i propri comportamenti in strada, al volante, sullo scooter, quando camminano.
E la parte lesa invece, oltre, al dolore, che strumenti ha per tutelarsi? Che strumenti ha una madre che perde un figlio per ottenere giustizia e per non soffrire, per forza, l’iter di un processo in tribunale?
In quei momenti, è possibile richiedere un risarcimento per incidente stradale mortale con Studio Piraino a Roma e in tutta Italia, anche in fase stragiudiziale, ossia senza dover per forza avviare un processo.
E dunque, per trarre delle conclusioni, cerchiamo una risposta alla domanda che sta rimanendo qui, che attraversa le comunità, il pensiero dei cittadini, il pensiero di chi ha perso un proprio caro: perché continuiamo a perdere così tante vite sulla strada?
Un copione che si ripete ancora e ancora
Le dinamiche degli incidenti mortali sembrano spesso seguire uno schema tristemente ormai noto, reiterato.
L’eccesso di velocità è tra i fattori più ricorrenti: pochi chilometri orari in più, il piede appoggiato con più forza e distrattamente sull’acceleratore in una strada “dritta e senza traffico” possono ridurre drasticamente il tempo di reazione e aumentare in modo esponenziale la violenza dell’impatto con un pedone o con un altro veicolo.
Possono portare a non rendersi conto della prossimità di un incrocio, nonostante la presenza di un’adeguata segnaletica stradale.
Ma la velocità non è di certo l’unica causa degli incidenti.
Alcol e sostanze stupefacenti alterano la percezione e la prontezza dei riflessi. E, nonostante tutto, c’è chi ne fa uso abituale, mettendo in pericolo di vità non solo sé stesso ma anche gli altri.
Anche l’estrema stanchezza, soprattutto nei rientri notturni o dopo lunghe ore di lavoro, riduce la capacità di concentrazione.
Per non parlare dell’uso del telefono al volante: anche solo il controllo di una notifica può distrarre in quel secondo fatale in cui succede l’irrimediabile se non si fa attenzione alla strada.
Gli agenti della polizia spesso raccontano che quando arrivano sul luogo di un incidente grave, le dinamiche che hanno causato un incidente sono sempre le stesse: un sorpasso azzardato e non segnalato, una precedenza non rispettata, una distrazione al cellulare, la guida in stato di ebbrezza, la musica a volume troppo alto.
Ma nonostante le dinamiche si ripetano, le famiglie e le vite di chi si ritrova a dover affrontare certe tragedie sono diverse.
Anche Ippolito Piraino, fondatore dello Studio Piraino lo sa: anni fa è stato lui stesso vittima di un grave incidente stradale. Un’esperienza che lo ha costretto a confrontarsi direttamente con le difficoltà burocratiche, con le lungaggini delle pratiche e con la frustrazione di non sentirsi adeguatamente tutelato.
Del resto, quando ti trovi dall’altra parte e non sai cosa fare, per far valere davvero i tuoi diritti, capisci davvero quanto sia facile commettere errori o sottovalutare aspetti fondamentali di una pratica per ottenere un giusto risarcimento.
Proprio da quell’esperienza personale, infatti, è nato il suo percorso di specializzazione come patrocinatore stragiudiziale per le pratiche risarcitorie. E da qui è nato anche il libro “Risarcimento Assicurato” (Bruno Editore, 2023), in cui Piraino non si limita a illustrare le strategie corrette per affrontare una pratica di incidente stradale e ottenere un risarcimento equo, ma racconta anche la propria storia ai lettori.
Giovani vite interrotte
Colpisce spesso non solo la notizia, ma l’età di molte vittime. Ma soprattutto i motivi superficiali che riguardano la fine della loro vita.
Ragazzi di diciotto o vent’anni, giovani coppie, amici che rientrano da una serata. A volte sono motociclisti, altre volte conducenti che hanno appena ottenuto la patente. La combinazione tra entusiasmo, inesperienza e sottovalutazione del pericolo può rivelarsi letale combinata alla distrazione di chi, invece, dovrebbe assumere un comportamento responsabile in strada.
Ragazzi che avevano tutta la vita davanti, che erano usciti per una pizza con gli amici. Ragazzi che non avrebbero mai potuto immaginare che tutto sarebbe andato storto.
Cosa fare per diminuire il rischio di incidente stradale mortale
Quando un incidente stradale provoca una morte, per chi non lo sapesse, si aprono diversi scenari. Oltre all’indagine penale per accertare eventuali responsabilità, c’è la questione civile legata al risarcimento dei danni.
Al di là degli aspetti giuridici e assicurativi, però, la vera sfida resta la prevenzione. Educazione stradale, controlli più rigorosi da parte delle autorità, campagne di sensibilizzazione, pene più severe in caso di responsabilità individuale, potrebbero essere iniziative rappresentative di un vero passo avanti per il nostro paese. Ogni conducente, quando dirige un volante, ha la possibilità di essere un potenziale pericolo, è vero, ma anche la possibilità e tutti gli strumenti a disposizione per evitarlo.
Rallentare, non usare il telefono, non mettersi alla guida se non si è lucidi può salvare una vita.
Ma ancora oggi, dietro ogni croce, dietro ai margini di una strada, c’è una storia che non si è conclusa come avrebbe dovuto.
E allora anziché chiederci “perché continuiamo a perdere così tante vite sulla strada?” proviamo a cambiare prospettiva e re-inquadrare il nostro comportamento, chiedendoci: “cosa potrò fare già da domani per essere conducente migliore”?