L’“Insultario triestino-italiano” arriva alla Lovat di Trieste con Diego Manna
Presentazione venerdì 23 ottobre alle 18 alla Libreria Lovat, con Paolo Stanese in dialogo con l’autore.
Da tandul a pampel: l’“Insultario triestino-italiano” si presenta alla Lovat
Venerdì 23 ottobre alle ore 18 Diego Manna presenta alla Libreria Lovat l’“Insultario triestino-italiano”, nuovo volume della collana di Editoriale Programma dedicata agli insulti regionali. A dialogare con l’autore sarà Paolo Stanese.
Il libro e la presentazione
Il dialetto triestino ha sempre avuto un talento particolare per l’insulto creativo. Secoli di porto, confini, osmize, mercati e contaminazioni linguistiche hanno lasciato in eredità un repertorio sterminato di parole, imprecazioni e modi di dire, spesso impossibili da tradurre senza perderne metà del gusto. Nasce da questa constatazione l’“Insultario triestino-italiano” di Diego Manna, pubblicato da Editoriale Programma, che sarà presentato venerdì 23 ottobre alle ore 18 alla Libreria Lovat di Trieste. A dialogare con l’autore sarà Paolo Stanese.
Sottotitolo programmatico: “Insulti, parolacce, imprecazioni, modi di dire poco gentili e vilipendi vari”. Il volume raccoglie dalla A alla Z parole ed espressioni nate nelle strade, nei rioni, nelle osterie, raccontandone significato, uso, storia ed etimologie, con un occhio di riguardo per quelle sufficientemente improbabili da meritarsi almeno una discussione davanti a un ottavo di vino.
Il triestino e il repertorio linguistico
Il punto di partenza è proprio il carattere particolare del triestino: una lingua di confine che nel tempo ha raccolto e trasformato termini provenienti dal veneto, sloveno, tedesco, greco, francese, inglese e italiano, facendoli diventare parte di un vocabolario nel quale folklore, ironia e oscenità convivono con sorprendente naturalezza.
L’Insultario non vuole però sostituirsi ai dizionari seri del dialetto. L’intenzione dichiarata è diversa: osservare insulti, parolacce e prese in giro come materiale linguistico, folcloristico e culturale, cercando di capire da dove arrivano, cosa raccontano e soprattutto perché continuano a far ridere. In sintesi, come recitano le istruzioni del volume: meno cattedra, più morbin.
Parole, modi di dire e ironia
Dentro si incontrano grandi classici come mona, pampel, cugno, tananai, petesson, boba, nagana e marantiga, ma anche modi di dire, come omo longo dindio sicuro, filastrocche, parole ala versari, repete repete e termini che non sempre sono entrati nei vocabolari ufficiali. C’è perfino un conteggio dedicato alle numerose parole triestine per indicare qualcuno che ha bevuto un po’ troppo: una sorta di “50 sfumature di petesson”, perché evidentemente anche l’ebbrezza, a Trieste, pretende precisione lessicale.
Il volume si inserisce nella collana di Editoriale Programma dedicata agli Insultari regionali, piccoli dizionari che esplorano il turpiloquio e i modi di dire locali come una porta laterale, e parecchio rumorosa, attraverso cui entrare nella lingua e nell’identità di un territorio.
Formato, prezzo e disponibilità
L’edizione triestina conta 168 pagine, nel formato tascabile 10,5 × 16 centimetri, al prezzo di copertina di 7,90 euro, ed è già presente in edicola in allegato con il quotidiano Il Piccolo, in libreria, nonché online.
Chi è Diego Manna
Diego Manna, editore e fondatore di White Cocal Press, è autore di libri e giochi dedicati a Trieste, al dialetto e alle peculiarità del territorio, tra cui Le disgrazie del tran de Opcina, Barkolana, Tachite al tram e Friko Bestiale.
L’appuntamento è dunque per venerdì 23 ottobre alle ore 18 alla Libreria Lovat. A conversare con Diego Manna sarà Paolo Stanese.