In\Visible Cities 2026 tra Gorizia e Gradisca: 10 giorni e oltre 40 eventi

Dodicesima edizione per il festival di Quarantasettazeroquattro: spettacoli, danza, musica e progetti inclusivi tra Gorizia e Gradisca.

18 agosto 2026 14:24
In\Visible Cities 2026 tra Gorizia e Gradisca: 10 giorni e oltre 40 eventi -
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GORIZIA - Dieci giornate di festival, oltre 40 eventi e un programma distribuito tra Gorizia e Gradisca d’Isonzo: In\Visible Cities torna nel 2026 con la sua dodicesima edizione, in calendario dal 26 al 30 agosto a Gorizia e dal 2 al 6 settembre a Gradisca. Il cartellone mette insieme teatro, musica, danza, performance partecipative, itineranti e multimediali, con un’attenzione dichiarata alla sperimentazione e ai linguaggi contemporanei.

Il dato più utile per il pubblico è proprio la struttura del festival: due città, dieci giorni complessivi e una proposta diffusa che punta a portare gli spettatori fuori dagli spazi e dalle modalità più tradizionali della visione. Il tema scelto per questa edizione è “Andare fuori”, filo conduttore di un programma che apre il nuovo triennio di progettazione del festival organizzato dall’associazione Quarantasettazeroquattro.

Le date e i luoghi del festival

La prima parte di In\Visible Cities si terrà a Gorizia dal 26 al 30 agosto 2026. La seconda si sposterà a Gradisca d’Isonzo dal 2 al 6 settembre 2026, confermando la cittadina isontina come una delle sedi centrali del progetto.

A Gradisca il festival coinvolgerà spazi molto diversi tra loro: centro storico, Casa Maccari, Monte di Pietà, ex Enoteca regionale e anche il paesaggio rurale. Una scelta che punta a distribuire gli appuntamenti in più punti della città e ad accompagnare il pubblico dentro luoghi già conosciuti o meno frequentati attraverso percorsi artistici non convenzionali.

In questo contesto si inserisce anche la collaborazione con la Galleria Spazzapan, già al centro della stagione espositiva cittadina raccontata da Nordest24 nella mostra della Galleria Spazzapan.

Il nuovo triennio e i sei percorsi tematici

L’edizione 2026 segna l’avvio di un nuovo triennio per In\Visible Cities. Come ha spiegato il co-direttore artistico Gioele Peressini, il festival ha scelto di articolare la propria proposta in sei percorsi tematici, pensati non come categorie chiuse ma come direzioni di ricerca che si intrecciano tra loro.

L’obiettivo dichiarato è mantenere il carattere di contaminazione tra linguaggi artistici differenti, portando avanti un lavoro su drammaturgie originali, formati ibridi e modalità narrative capaci di sorprendere il pubblico. La formula resta quella che negli anni ha caratterizzato la manifestazione: non solo spettacoli frontali, ma anche esperienze partecipative, itinerari performativi e incursioni in spazi urbani o extraurbani.

Inclusione, accessibilità e CasaFestival

Accanto al programma degli spettacoli, il festival conferma anche i progetti dedicati all’accessibilità e all’inclusione culturale. Tra questi c’è “Zero gradi di separazione”, rassegna sostenuta dalla Fondazione Carigo, che resta uno degli assi del cartellone 2026.

Sempre sul fronte dell’accessibilità, quest’anno In\Visible Cities collabora con il progetto ARIA promosso dal Comune di Sagrado. A Gradisca sarà inoltre attiva CasaFestival, gestita congiuntamente dalla Consulta giovani del Comune di Gradisca d’Isonzo e dal Circolo ARCI Skianto: lo spazio sarà aperto dal 2 al 6 settembre, ogni giorno dalle 17 alle 20.

CasaFestival non sarà soltanto un punto informativo, ma anche uno dei luoghi di programmazione e incontro del festival nella fase gradiscana. Alla sua organizzazione partecipano Roberta Saunig, presidente della Consulta giovani, e Giuseppe Vicario per il Circolo ARCI Skianto.

Arte e scienza nel cartellone 2026

Tra le linee progettuali confermate c’è anche “Ars. Arti Re(l)azioni Scienze”, che porta nel festival la contaminazione tra arte e scienza. Il progetto è del Comune di Gradisca d’Isonzo, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e curato da Quarantasettazeroquattro e Kaleidoscienza, in partenariato con Puntozero, Compagnia Arearea e Kilonova Art.

Questo segmento del programma si affianca alle altre proposte performative e contribuisce a definire il profilo dell’edizione 2026, costruita su più piani: spettacolo dal vivo, riflessione sui linguaggi contemporanei, accessibilità e attivazione di spazi cittadini.

Enti coinvolti e collaborazioni sul territorio

Il festival è organizzato da Quarantasettazeroquattro ed è co-finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, dal Comune di Gradisca d’Isonzo e dalla Fondazione Carigo. Alla presentazione nella sala consiliare del Comune di Gradisca erano presenti il presidente dell’associazione Alessandro Cattunar, i direttori artistici Miriam Paschini e Gioele Peressini, il sindaco Alessandro Pagotto e il vicesindaco Enzo Boscarol.

Tra le collaborazioni territoriali figura anche l’associazione SiAmo Gradisca, con cui quest’anno è previsto un lavoro più stretto per aumentare le ricadute del festival sul tessuto commerciale cittadino. Nelle stesse settimane Gradisca ospiterà anche appuntamenti culturali come Onde Mediterranee, altro tassello del calendario estivo locale.

Il festival arriva dopo l’esperienza del 2025 legata alla Capitale europea della cultura e riparte nel 2026 confermando la formula diffusa tra Gorizia e Gradisca, con spettacoli, progetti inclusivi e una rete che coinvolge enti pubblici, associazioni culturali, realtà giovanili e partner scientifici.

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