Italia, Slovenia e Croazia a Trieste: quasi quattro ore di confronto con Verola
All’Università Popolare riuniti istituzioni italiane e rappresentanti delle Comunità Italiane in Slovenia e Croazia.
TRIESTE - Quasi quattro ore di confronto per fare il punto sulle relazioni tra Italia, Slovenia e Croazia e sul ruolo delle Comunità Nazionali Italiane nei due Paesi vicini. L’incontro si è tenuto nella sede dell’Università Popolare di Trieste e ha riunito rappresentanti delle istituzioni italiane, delle Comunità Italiane e delle principali organizzazioni di riferimento dell’area dell’Alto Adriatico.
Al tavolo c’era anche Nicola Verola, Ministro Plenipotenziario e Direttore Generale per l’Europa e la Politica Commerciale Internazionale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La direzione generale da lui guidata segue infatti le relazioni bilaterali dell’Italia con i Paesi membri dell’Unione Europea e con i Paesi dei Balcani, anche sul piano politico, economico e culturale.
Chi ha partecipato all’incontro
Oltre a Nicola Verola, hanno preso parte al confronto Marin Corva, rappresentante della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato e presidente dell’Unione Italiana; Felice Žiža, rappresentante della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento sloveno; Paolo Demarin, presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana; Marko Gregorič, presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana; Renzo Codarin, presidente di Federesuli; ed Edvino Jerian, presidente dell’Università Popolare di Trieste.
La presenza del direttore generale della Farnesina ha dato all’appuntamento un rilievo istituzionale particolare, in un passaggio considerato utile per verificare lo stato dei rapporti trilaterali e le prospettive di collaborazione nell’area.
Il punto sulle relazioni nell’Alto Adriatico
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato da tutti i partecipanti il progresso registrato negli ultimi anni nei rapporti tra i tre Paesi, in un quadro di collaborazione crescente tra Italia, Slovenia e Croazia. In questo percorso, è stato sottolineato, le Comunità Italiane hanno assunto un ruolo sempre più riconosciuto.
Secondo quanto emerso nel confronto, l’Università Popolare di Trieste ha rappresentato in questi anni un riferimento stabile, contribuendo a mettere in relazione istituzioni, comunità e soggetti impegnati nella tutela della lingua e dell’identità italiana oltreconfine. Un tema che negli ultimi mesi ha riportato al centro Trieste anche in appuntamenti legati alle comunità dell’Adriatico orientale, come nel caso di Trieste Thalassa Matera.
Jerian ha parlato di un cambiamento profondo nel clima e nella qualità delle relazioni, sottolineando come il lavoro portato avanti nel tempo dall’UPT abbia contribuito a creare le condizioni per passare dal dialogo alla costruzione di programmi condivisi.
Dalla diplomazia ai progetti concreti
Uno dei passaggi centrali del confronto riguarda proprio la possibilità di tradurre i rapporti istituzionali in iniziative operative. Dal tavolo è emersa la consapevolezza che la collaborazione tra i tre Paesi possa svilupparsi attraverso progetti concreti a beneficio delle Comunità Italiane e dell’intero territorio dell’Alto Adriatico.
In questo quadro, l’Università Popolare di Trieste rivendica il proprio ruolo non solo come soggetto impegnato in cultura e formazione, ma anche come luogo di relazione e diplomazia culturale. Jerian ha indicato l’UPT come un ponte capace di unire, chiamato a sostenere la lingua, la cultura e l’identità italiana e allo stesso tempo a favorire il dialogo con le realtà slovene e croate.
Il presidente dell’UPT ha infine ribadito la disponibilità dell’ente a proseguire su questa linea, mettendo a disposizione l’esperienza maturata in oltre un secolo di attività per sviluppare nuovi programmi condivisi tra istituzioni e comunità dell’area.