Identificato il 22enne finito nel Rio de San Polo, trovato morto nel canale

Identificato Jamel Mallat, il 22enne tunisino morto nel Rio de San Polo. Indagini sulle ore prima della caduta.

07 maggio 2026 09:30
Identificato il 22enne finito nel Rio de San Polo, trovato morto nel canale -
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VENEZIA – Il ragazzo morto all’alba di martedì nel Rio de San Polo è stato identificato. Si chiamava Jamel Mallat, era un cittadino tunisino nato nel 2004 e aveva 22 anni. La conferma dell’identità è arrivata dopo gli accertamenti svolti dalle forze dell’ordine, chiamate ora a ricostruire con precisione gli ultimi spostamenti del giovane prima della caduta in acqua.

La tragedia si è consumata poco prima delle 5 del mattino, davanti al palazzo della Guardia di Finanza, in una zona del centro storico veneziano che a quell’ora era quasi completamente deserta. Secondo una prima ricostruzione, Mallat sarebbe scivolato dalla fondamenta finendo nel canale. Dopo essere caduto, avrebbe cercato di restare a galla e avrebbe gridato per chiedere aiuto.

Il nome del giovane è emerso con certezza solo in un secondo momento. Fino al giorno precedente nessuno si era presentato alle forze dell’ordine per segnalare una scomparsa o un mancato rientro. Non risulta inoltre, allo stato degli accertamenti, che il 22enne fosse ospite di una struttura ricettiva veneziana.

La sua presenza in città, stando a quanto ricostruito, potrebbe essere stata piuttosto recente. Jamel Mallat frequentava alcuni connazionali, ma anche ragazzi veneziani della sua età. Rapporti e frequentazioni che gli investigatori stanno valutando nel tentativo di comprendere meglio il contesto nel quale il giovane si muoveva nelle ore e nei giorni precedenti alla tragedia.

Resta da chiarire perché il 22enne si trovasse nella zona dei Frari a quell’ora del mattino. Gli investigatori vogliono capire dove avesse trascorso la notte, con chi fosse stato e quale percorso avesse compiuto prima di arrivare nei pressi del Rio de San Polo.

Il quadro, al momento, presenta ancora diversi punti da approfondire. Le botteghe e i bar erano chiusi, le calli poco frequentate e il traffico sui canali era limitato quasi esclusivamente alle imbarcazioni di servizio e rifornimento. Proprio un mezzo destinato alle consegne alimentari avrebbe poi intercettato i due turisti polacchi sconvolti dopo il tentativo di salvataggio, attraccando nella zona di Corte Amaltea.

Un elemento centrale dell’inchiesta è rappresentato dalle telecamere di sorveglianza, in particolare quelle installate nell’area del palazzo della Guardia di Finanza. I filmati avrebbero ripreso gli ultimi momenti prima della caduta nel rio e potrebbero aiutare gli investigatori a ricostruire la dinamica con maggiore precisione.

Dalle prime informazioni, il giovane sarebbe stato visto barcollare poco prima di finire in acqua. Solo dopo la caduta avrebbe iniziato a urlare, attirando l’attenzione di due turisti polacchi che dormivano in una struttura ricettiva nelle vicinanze.

La Procura potrebbe decidere di disporre l’autopsia per chiarire le cause esatte del decesso e verificare se vi fossero condizioni fisiche o altri elementi in grado di spiegare il comportamento del ragazzo prima dello scivolamento.

I primi a intervenire sono stati proprio i due turisti polacchi, svegliati dalle richieste d’aiuto provenienti dal canale. I due sarebbero usciti immediatamente, senza nemmeno vestirsi del tutto, raggiungendo la riva da cui arrivavano le grida.

Una volta arrivati sul posto, si sono chinati sulla fondamenta e hanno provato ad afferrare le mani del giovane, che annaspava nel rio. La situazione, però, era particolarmente difficile: la marea era bassa e il livello dell’acqua risultava molto distante dal bordo della riva.

Nonostante gli sforzi, i due uomini non sono riusciti a sollevarlo. Per alcuni istanti avrebbero tentato di trattenerlo, ma la presa è venuta meno. Mallat è scivolato nuovamente verso il fondo, mentre i soccorritori cercavano a loro volta aiuto.

La morte di Jamel Mallat lascia aperti molti interrogativi. Gli investigatori stanno procedendo a ritroso, analizzando immagini, possibili testimonianze e contatti del giovane per capire come sia arrivato in quella zona del centro storico e cosa sia accaduto nelle ore precedenti alla tragedia.

Nel frattempo, anche sui social la notizia dell’annegamento è stata rilanciata nella speranza che persone vicine al 22enne possano fornire informazioni utili. L’obiettivo è ricostruire non solo gli ultimi minuti davanti al Rio de San Polo, ma anche il percorso umano e personale di un ragazzo che, fino a poche ore prima dell’identificazione, non aveva ancora un nome per chi stava indagando sulla sua morte.

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