Tuffo dal pontile, non ce l’ha fatta il 17enne ferito a Jesolo: il suo cuore si è fermato

Morto il 17enne rimasto gravemente ferito dopo un tuffo nell’acqua bassa a Jesolo. Era ricoverato a Mestre.

06 agosto 2026 17:08
Tuffo dal pontile, non ce l’ha fatta il 17enne ferito a Jesolo: il suo cuore si è fermato -
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JESOLO – Dopo quattro giorni trascorsi in condizioni disperate, il suo cuore ha smesso di battere. È morto all’ospedale dell’Angelo di Mestre il ragazzo di 17 anni, residente a Trento, rimasto gravemente ferito durante un bagno notturno sul litorale di Jesolo.

Il giovane si era tuffato da un pontile senza accorgersi della profondità ridotta dell’acqua. L’impatto con il fondale gli aveva provocato un gravissimo trauma cervicale, seguito anche da un arresto cardiaco.

Il tuffo nella notte vicino a piazza Marconi

L’incidente si era verificatoa alle 3 della notte tra sabato e domenica, nella zona della torretta 17, non lontano da piazza Marconi.

Il diciassettenne si trovava sulla spiaggia con alcuni amici. Il gruppo aveva deciso di entrare in mare per un bagno notturno, ma in quel momento la marea era particolarmente bassa.

Il ragazzo, tra i primi a tuffarsi, avrebbe colpito con la testa il fondale sabbioso e compatto.

L’arresto cardiaco e la rianimazione

Le condizioni del giovane sono precipitate rapidamente. I sanitari hanno dovuto avviare le manovre di rianimazione cardiopolmonare dopo l’arresto cardiaco.

Il battito era ripartito e il ragazzo aveva ripreso conoscenza, ma il quadro clinico restava estremamente grave. Dopo essere stato intubato e stabilizzato, era stato portato in ambulanza all’ospedale di San Donà di Piave.

I medici avevano poi disposto il trasferimento nel reparto di Neurochirurgia dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, dove era stato ricoverato in Rianimazione con prognosi riservata.

Il decesso dopo quattro giorni

Nonostante le cure intensive, le conseguenze del trauma si sono rivelate irreversibili.

Dopo quattro giorni di agonia, il diciassettenne è morto nell’ospedale mestrino. La tragedia ha sconvolto gli amici presenti quella notte e la comunità dalla quale proveniva.

Il caso richiama ancora una volta i pericoli dei tuffi effettuati senza conoscere la profondità dell’acqua, soprattutto durante la notte e in presenza di una marea molto bassa.

Nei giorni scorsi, lungo il litorale veneto, un bambino di cinque anni aveva rischiato di annegare a Bibione ed era stato rianimato sulla spiaggia.

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