Kito di Tarvisio, i consiglieri Pd: "Fermare i 19 licenziamenti annunciati"

Mentil, Pozzo, Celotti e Martines chiedono di evitare i tagli e sollecitano un intervento più pressante delle istituzioni.

22 maggio 2026 19:16
Kito di Tarvisio, i consiglieri Pd: "Fermare i 19 licenziamenti annunciati" -
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TRIESTE - I 19 licenziamenti annunciati alla Kito chain Italia di Fusine, nel territorio di Tarvisio, aprono un nuovo fronte di preoccupazione politica e sindacale in un'area montana definita fragile anche dal punto di vista sociale. A intervenire sono i consiglieri regionali del Pd Massimo Mentil, Massimiliano Pozzo, Manuela Celotti e Francesco Martines, che chiedono di impedire i tagli occupazionali e di garantire una prospettiva allo stabilimento.

Secondo i consiglieri dem, la perdita di posti di lavoro è sempre un'ipotesi grave, ma in un territorio montano assume un peso ancora maggiore perché alle ricadute economiche si sommano quelle sociali. Nella loro presa di posizione indicano la Kito di Tarvisio, erede della ex Weissenfels, come un punto di riferimento che non può venire meno per il valore economico e sociale che rappresenta per chi vi lavora.

La presa di posizione del Pd

Mentil, Pozzo, Celotti e Martines esprimono solidarietà ai lavoratori dello stabilimento di Fusine della Kito chain Italia, presenti oggi allo sciopero di otto ore indetto da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Rsu dopo l'annuncio dei 19 licenziamenti. Alla mobilitazione ha preso la parola anche il consigliere regionale Massimiliano Pozzo.

Nella nota, gli esponenti del Pd sostengono che sia necessario garantire una prospettiva all'azienda, perché in mancanza di una soluzione ci sarebbero, a loro avviso, contraccolpi inaccettabili per il territorio. Da qui la richiesta di evitare gli annunciati licenziamenti.

Il nodo del piano industriale

I consiglieri riferiscono inoltre che la proposta avanzata dalla proprietà è stata giudicata irricevibile e che, allo stato attuale, non sembra esserci uno sbocco alternativo. Per questo ritengono che l'impegno delle istituzioni, già presente finora, debba diventare ancora più pressante.

Al centro della richiesta politica c'è un piano industriale ritenuto credibile. Secondo il Pd, la proprietà non può continuare a ignorare questa esigenza, tanto più in un sito produttivo nel quale sono state investite importanti risorse pubbliche.

Nella stessa presa di posizione, i quattro consiglieri regionali chiedono che i licenziamenti vengano assolutamente scongiurati, richiamando il contributo dato negli anni da lavoratori e lavoratrici dello stabilimento e sottolineando la necessità di garantire loro il massimo rispetto.

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