“L’altra da me” debutta in anteprima al TSF: un diario partigiano diventa teatro

Dall’8 al 10 maggio al Teatri Stabil Furlan: in scena il dialogo tra madre e figlia nato da un diario ritrovato.

23 aprile 2026 20:25
“L’altra da me” debutta in anteprima al TSF: un diario partigiano diventa teatro -
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MARTIGNACCO (UD) – Un diario scritto di nascosto durante la clandestinità, una madre partigiana conosciuta davvero solo dopo la sua scomparsa, e una figlia che prova a ricomporre i silenzi lasciati in eredità. È da questo nucleo intimo e insieme storico che nasce “L’altra da me”, nuova produzione di SpkTeatro presentata in anteprima negli spazi del Teatri Stabil Furlan, all’interno della rassegna Savôrs, nella Sala TSF della sede di via della Vecchia Filatura 10 (Torreano di Martignacco).

L’anteprima è in calendario in tre date: venerdì 8 maggio e sabato 9 maggio alle 20, domenica 10 maggio alle 16.

Un diario ritrovato, una storia che riemerge

Il punto di partenza dello spettacolo è la vicenda di Maria Antonietta Moro, partigiana e combattente antifascista. Durante i mesi in cui fu costretta a nascondersi, Moro affidò a un diario pensieri e paure, una voce privata rimasta a lungo inaccessibile. Quelle pagine, rimaste per anni nel cono d’ombra della vita familiare, sono state ritrovate dalla figlia solo dopo la morte della madre, trasformandosi in una frattura e, al tempo stesso, in una possibilità di incontro.

“L’altra da me” prende ispirazione dal volume “Tutte le anime del mio corpo – diario di una giovane partigiana”, che ricostruisce il profilo della donna: prima vicina ai gruppi antifascisti jugoslavi, poi impegnata nella Resistenza italiana. Un ritratto emerso postumo, attraverso una scrittura diretta, giovane e urgente.

La drammaturgia: madre e figlia davanti allo stesso specchio

La drammaturgia firmata da Lisa Moras mette al centro Lorena, una donna che, dopo aver perso la madre, si trova tra le mani quel diario e scopre una versione materna mai conosciuta. Il passato non torna come semplice rievocazione, ma come interrogazione: la madre giovane e Lorena giovane – nel suo alter ego Leni – si rispecchiano sulla scena, si cercano e dialogano oltre il tempo.

Il cuore dello spettacolo sta nella materia dei non detti: i silenzi dell’affetto e quelli della storia finiscono per assomigliarsi, fino a rivelare un’eredità che si spezza e si ricompone. Non come condanna, ma come presenza che chiede ascolto.

Una scena sonora e contemporanea

La messa in scena si affida a un immaginario riconoscibile e attuale: microfoni, cuffie, lampade, console e computer compongono un ambiente più vicino a un set sonoro contemporaneo che alla tradizionale ricostruzione storica. L’obiettivo è far arrivare la storia “all’orecchio prima che all’occhio”, evocando immagini interiori e avvicinando la memoria della Resistenza a una sensibilità di oggi, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni.

In scena ci sono Eleonora Marchiori e Giulia Cosolo; musiche e sound design sono curati da Tommaso Tommers Benedetto, con grafiche di Marco Zanella.

Produzione e sostegni

“L’altra da me” è prodotto da SpkTeatro con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia, di ANPI Udine e del Teatri Stabil Furlan, e con un partenariato che include, tra gli altri, il Teatro Verdi di Pordenone, coinvolto anche in tappe del percorso di residenza artistica.

L’anteprima di maggio rappresenta il primo passaggio pubblico di un lavoro destinato a proseguire il proprio sviluppo. La domanda che lo attraversa resta volutamente aperta: che cosa rimane di noi in chi viene dopo, che cosa si trasmette e che cosa resta in attesa – dentro un diario o dentro un silenzio – di essere finalmente ascoltato.

Per informazioni e prenotazioni è consigliato contattare il numero 392 3273719.

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