La musica è luce, l’Orchestra a Fiati di Muggia porta in regione il concerto sinestetico
Lo spettacolo ideato da Giacomo e Andrea Sfetez unisce orchestra, letture e Band Giovani in un viaggio sensoriale.
MUGGIA – Un concerto costruito come un viaggio dal buio alla luce, tra musica, teatro e partecipazione del pubblico. L’Orchestra a Fiati Città di Muggia “Amici della Musica APS” porta sui palcoscenici del Friuli Venezia Giulia “La musica è luce”, spettacolo sinestetico ideato da Giacomo Sfetez e nato da un’idea condivisa con Andrea Sfetez.
Il progetto mette al centro la sinestesia, il fenomeno per cui la stimolazione di un senso può generare automaticamente la percezione di un altro. Da questa suggestione prende forma un percorso musicale e scenico che parte dall’oscurità e arriva alla luminosità evocata dalla musica, intrecciando il tema del viaggio dei migranti con quello delle difficoltà quotidiane vissute da una persona non vedente o con disabilità.
Un viaggio immaginario tra partenze, silenzi e approdi
Lo spettacolo ha una durata prevista di circa un’ora e mezza. I musicisti non saranno soltanto esecutori: saranno coinvolti anche in letture poetico-teatrali che introdurranno e accompagneranno i brani. I testi sono curati da Giorgio Micheli, mentre la lettura a leggìo è affidata a Livio Soldini e Cesare Tarabocchia, con la consulenza di Mariella Terragni. Il tecnico di scena è Edoardo Milani.
La direzione musicale è di Andrea Sfetez, che firma anche consulenza e adattamenti musicali. La Band Giovani è preparata da Giacomo Sfetez. In scena si alterneranno l’Orchestra a Fiati Città di Muggia “Amici della Musica APS”, una piccola orchestra ritmica formata da giovani musicisti e cantanti, e il pianoforte di Vincenzo Zoccano.
L’immagine narrativa scelta dagli ideatori è quella della partenza notturna di una nave a vapore dal porto di Napoli, o da qualsiasi altra città e paese, verso l’America o verso una terra pronta ad accogliere chi parte. Il buio della notte diventa l’incognita del viaggio, il dolore del distacco e la paura di ciò che non si conosce. A questa traversata viene accostato, per similitudine, il percorso di una persona con disabilità visiva, chiamata ogni giorno a confrontarsi con limiti, ostacoli e ricerca di autonomia.
Nel racconto scenico, la luce interiore cercata da chi vive una disabilità viene avvicinata alla prima luce dell’alba intravista dagli emigranti in arrivo a New York, con la Statua della Libertà e il Nuovo Mondo come immagini di speranza. Il riferimento scelto per accompagnare il progetto è una citazione di Galileo Galilei: “Ho amato troppo le stelle per aver paura della notte”.
L’orchestra e le formazioni coinvolte
L’Orchestra a Fiati Città di Muggia “Amici della Musica APS” è composta da circa sessanta musicisti muggesani, triestini e provenienti dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia. Il direttore principale è il muggesano Andrea Sfetez, diplomato in corno al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste nel 1981.
Accanto all’organico orchestrale, il progetto prevede la presenza della Piccola Orchestra Ritmica formata da giovani musicisti e cantanti. Il pianoforte è affidato a Vincenzo Zoccano, mentre gli interventi recitati saranno interpretati da Livio Soldini e Cesare Tarabocchia.
Il programma musicale
Il percorso si apre con “Fenesta ca lucive”, brano strumentale affidato alla Band Giovani, scelto come apertura simbolica del viaggio e della partenza notturna degli emigranti da Napoli.
Segue “Catacombae”, da “Quadri di un’esposizione” di Modest Petrovič Mussorgsky nella versione di Maurice Ravel, in forma orchestrale: un momento pensato per evocare l’oppressione e la rassegnazione di chi affronta la traversata in mare aperto, immerso nel buio della notte.
Il programma prosegue con “4'33''” di John Cage, legato all’incognita e all’oppressione del silenzio assoluto al buio, e con l’incipit da “L’oro del Reno” di Richard Wagner, immagine sonora delle onde in movimento.
“I pini di Roma della via Appia” di Ottorino Respighi, in versione orchestrale, rappresenta il sorgere dell’alba: un sottile fascio di luce che progressivamente diventa splendente.
La Band Giovani eseguirà poi “I muscoli del capitano” di Francesco De Gregori, con la figura del capitano che avanza tra la nebbia che preannuncia il sole, pronto a riportare l’imbarcazione sulla giusta rotta. Sempre di De Gregori è “L’abbigliamento di un fuochista”, quadro della vita dura e faticosa a bordo, tra stanchezza, ambienti angusti e nostalgia dei cari rimasti a terra.
Al pianoforte, Vincenzo Zoccano interpreterà “La leggenda del pianista sull’oceano” di Ennio Morricone. Ancora la Band Giovani proporrà “Titanic” di Francesco De Gregori, seguito da “Serenata” di Leroy Anderson, pagina orchestrale che introduce danze ibero-latine e conduce verso suoni e colori musicali d’America.
Nel programma anche la suite da “West Side Story” di Leonard Bernstein, omaggio a una delle opere più iconiche del Novecento americano, e “Tu vuò fa’ l’americano” di Renato Carosone, affidata alla Band Giovani per raccontare con energia e ironia napoletana il sogno americano visto dagli emigrati.
La voce di Enrico Caruso accompagnerà “Fenesta ca lucive” dal vivo, come memoria degli emigranti lontani da casa. Spazio poi a “Blue Moon” di Richard Rodgers e Lorenz Hart, una delle melodie più celebri della tradizione light americana, e a “Round Midnight” di Thelonious Monk e Cootie Williams, capolavoro del jazz moderno intriso di malinconia e mistero notturno.
A chiudere, “Ray Charles Memories”, con orchestra e Gruppo Giovani: un omaggio all’artista in cui la musica diventa visione, emozione e libertà.
Le date in Friuli Venezia Giulia
Il calendario del progetto comprende sette appuntamenti in regione. La prima data è fissata l’11 gennaio alle 17.30 a Udine, al Palamostre. Il 16 gennaio alle 20.30 lo spettacolo sarà a Muggia, al teatro Verdi.
L’8 febbraio sono previste due repliche a Trieste, al teatro Miela, alle 16.30 e alle 18.30. Il 20 marzo alle 20.30 il concerto arriverà a Gorizia, al Kulturni Dom. Il 22 marzo alle 17.30 sarà la volta di Pordenone, all’Auditorium Concordia.
Il 16 aprile alle 20.00 “La musica è luce” sarà a Duino, all’Auditorium del Collegio del Mondo Unito. Ultima data indicata il 18 aprile alle 20.30 a Tolmezzo, al teatro Candoni.
Le voci del progetto
Giacomo Sfetez, ideatore dello spettacolo sinestetico, spiega che “il ciclo di concerti promosso sul territorio regionale in forma di esperienza sensoriale che vedrà come protagonisti prima di tutto gli stessi spettatori, prendendo come spunto la metafora della traversata via mare, vuole sostenere l'importanza ricoperta dal messaggio musicale quale elemento comunicativo universale, aggregante e avvolgente, usufruibile anche da culture diverse così come persone portatori di una disabilità come quella visiva”.
Per Vincenzo Zoccano, presidente fondatore della Fondazione ALIA e pianista, “la musica ci guida dal buio alla luce, un viaggio interiore fatto di emozioni e nuove speranze. E, con il mio motto: dove vive bene una persona con disabilità, viviamo meglio tutti”.
Giorgio Micheli, autore dei testi, sottolinea che lo spettacolo “viene intervallato da recitativi interpretati da due attori”. I testi, spiega, sono stati individuati attraverso una ricerca letteraria e si riferiscono ai tre momenti chiave della narrazione: la partenza dei migranti, la traversata dell’oceano nel buio della notte, con il parallelismo sulla disabilità dei non vedenti, e l’arrivo nei porti degli Stati Uniti.
Le pagine scelte comprendono testi di migranti anonimi e di autori italiani e stranieri, con sentimenti di nostalgia e timore di chi lasciava la terra natia per affrontare l’oceano. Micheli cita Edmondo De Amicis, Mario Soldati, Carlo Michelstaedter, John Fante, Charles Baudelaire e altri. I dialoghi tra i due fuochisti sono invece di sua scrittura. Nel percorso trovano spazio anche citazioni di Helen Keller, scrittrice non vedente e sorda, e di Jorge Luis Borges, divenuto cieco in tarda età, oltre a due brevi biografie su Enrico Caruso e Primo Carnera e accenni a Renato Carosone e Ray Charles.
Ferdinando Parlato, presidente dell’Orchestra a Fiati Città di Muggia APS-ETS, richiama il tema della sinestesia, “fenomeno sensoriale per cui la stimolazione di un senso provoca automaticamente la percezione di un altro senso - vedere un colore in risposta a suoni”. È questo, afferma, l’argomento che l’Orchestra Fiati Città di Muggia porterà nei teatri regionali di Muggia, Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine, Duino e Tolmezzo. “Si prevede un'interazione tra musicisti e pubblico astante per creare un viaggio immaginario per associare, in una sorta di similitudine, le incertezze che ogni persona con disabilità visiva è costretta a vivere nel suo vivere quotidiano”.
Il progetto gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – IO SONO FRIULI VENEZIA GIULIA, del sostegno de Le Fondazioni Casali e della Samer & Co. Shipping e del patrocinio dei Comuni di Udine e Muggia.