Latisana, 5 milioni per ripristinare la condotta irrigua del Varmo

Due milioni sono già pronti per l’appalto; altri tre sono destinati al bilancio regionale 2027.

03 novembre 2026 16:30
Latisana, 5 milioni per ripristinare la condotta irrigua del Varmo -
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A sessant’anni dalla drammatica piena del Tagliamento del 1966 che aveva causato gravi danni all’agricoltura e messo a rischio la pubblica incolumità, per la sicurezza idraulica di Latisana e il sostegno al comparto agricolo arriva un segnale concreto: la Regione FVG, con fondi stanziati dalla Direzione centrale Difesa dell’ambiente, mette in campo un investimento di 5 milioni di euro per il ripristino irriguo del Varmo e i primi interventi per la sicurezza idraulica (2 milioni già operativi e pronti per l'appalto dei primi due lotti, 3 milioni destinati sul bilancio regionale 2027 per il terzo lotto). L'obiettivo è duplice: garantire la risorsa idrica di qualità per le aziende agricole locali e tutelare la sicurezza idraulica degli abitati dai fenomeni meteo estremi, intervenendo sul reticolo idrografico minore.

La condotta del Varmo e gli interventi per la sicurezza idraulica

Nell’ultima seduta della Deputazione amministrativa del Consorzio, per ripristinare il tratto interrotto della condotta del Varmo è stata definita la specifica modalità di procedura di gara, compiendo il passaggio decisivo che precede l’indizione della gara di appalto, con l'obiettivo di aprire il cantiere entro gennaio 2027. “L’infrastruttura - spiega il direttore generale Armando Di Nardo - assicurerà la disponibilità della risorsa idrica a scopo irriguo del fiume Varmo su una superficie di oltre 3000 ettari, che dal comune raggiungerà il comprensorio di Lignano. Recentemente – aggiunge il direttore – si sono conclusi gli interventi di ristrutturazione del canale principale di adduzione irrigua di tutta l’area del latisanese, realizzati dal con fondi PNRR per l’importo di circa 4,5 milioni di euro”.

La rete di progetto si sviluppa per 3 chilometri passando da tratti a cielo aperto ad altri intubati in una condotta in vetroresina, nel sedime demaniale esistente. “Si tratta di un luogo dal forte valore storico e idraulico – sottolinea il RUP dei lavori, ing. Massimo Ventulini: - su quell'area scorreva in passato un vecchio canale in terra, scavato per rendere possibile l'agricoltura in terreni sterili e inutilizzabili. Inizialmente aveva la funzione di “lavare” dalla presenza salina i terreni di Lignano, appena bonificati e sottratti alle acque salmastre. Successivamente la stessa infrastruttura è diventata funzionale allo sviluppo agricolo di tutti i territori serviti lungo il suo percorso di oltre 30 km”.

Negli anni ‘80, con il crescente sviluppo economico, pareva che il settore primario venisse soppiantato dalle industrie e dai servizi, e quindi con l’urbanizzazione di Pertegada il canale era stato dismesso. In realtà subito dopo ci si è accorti che i fabbisogni per il comparto agricolo erano rimasti immutati, e con una serie di artifizi (ovvero pompando acque di riutilizzo “da valle verso monte”) si è cercato di assicurare la risorsa per il comparto agricolo.

L’attenzione viene rivolta anche alla sicurezza del territorio e alla tenuta del reticolo idraulico minore, fondamentale per convogliare le acque verso i canali di bonifica. Per mitigare gli effetti di precipitazioni sempre più intense ed estreme, che espongono l’abitato di Pertegada al rischio allagamenti, verranno avviati i primi interventi mirati. È previsto innanzi tutto il ripristino della rete di capofossi privati — oggi quasi del tutto cancellata dal tempo —, essenziale per intercettare le acque prima che raggiungano le abitazioni, con particolare riguardo all'area di via Casette. “Un’opera solo in apparenza secondaria, ma strategica e capace di garantire benefici tangibili alla sicurezza idraulica della comunità”, precisa Di Nardo.

“Sarà all’insegna della sostenibilità ambientale ed energetica - conclude la presidente del Consorzio di bonifica Rosanna Clocchiatti -, poiché sfrutterà esclusivamente il deflusso naturale delle acque a gravità, evitando il pompaggio delle acque di valle. In questo modo, lo storico tracciato rinasce in chiave moderna e tecnologica grazie a una nuova condotta intubata, progettata per garantire una distribuzione della risorsa idrica costante, controllata e di elevata qualità”.

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