Latte, il Consiglio Fvg approva la mozione: prezzi giù fino a 30 centesimi

Il testo chiede controlli sulle pratiche sleali e misure per riequilibrare i margini tra allevatori e vendita al consumo.

15 settembre 2026 19:59
Latte, il Consiglio Fvg approva la mozione: prezzi giù fino a 30 centesimi -
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TRIESTE - Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato a larghissima maggioranza una mozione sulla salvaguardia della filiera del latte, con l’obiettivo di intervenire sul divario tra il prezzo riconosciuto ai produttori e quello pagato dai consumatori. Il documento, presentato dalla Lega con primo firmatario Alberto Budai e da Maddalena Spagnolo per Futuro nazionale, ha raccolto numerose adesioni trasversali. Unica astensione quella di Giulia Massolino, del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg.

Al centro della mozione c’è l’andamento dei prezzi del latte e dei prodotti lattiero-caseari in Friuli Venezia Giulia e nel resto d’Italia: secondo quanto evidenziato in Aula, al calo dei prezzi alla stalla non è corrisposta una riduzione proporzionale dei prezzi al consumo.

Cosa chiede la mozione alla Giunta regionale

Tra gli impegni affidati alla Giunta c’è anzitutto il supporto al Governo, anche in coordinamento con la Conferenza politiche agricole, nelle iniziative già avviate sul comparto. Il testo sollecita poi l’attivazione di un sistema nazionale per raccogliere le segnalazioni di pratiche commerciali sleali, così da consentire verifiche rapide ed eventuali sanzioni.

La mozione chiede inoltre l’aggiornamento degli algoritmi che determinano il costo di produzione, verificando l’efficacia di un sistema di calcolo ponderale che tenga conto sia dei costi rilevati nelle diverse aree geografiche sia del peso di ciascuna area sulla produzione lattiera nazionale.

Nel documento rientrano anche azioni più ampie a tutela dell’intero comparto lattiero-caseario, per garantire equilibrio economico lungo tutta la filiera. A livello nazionale viene indicato anche il sostegno all’esportazione e l’attivazione dello strumento nazionale di crisi, con la polverizzazione del latte e il suo utilizzo a fini umanitari.

Un altro punto riguarda il coinvolgimento delle istituzioni europee per vigilare sul rispetto della direttiva UE 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese della filiera agricola e alimentare, che richiama il principio di prezzi minimi di vendita non inferiori ai costi di produzione.

I numeri richiamati in Aula

Budai ha motivato la mozione parlando di “un forte calo, fino a 30 centesimi al litro, del prezzo del latte riconosciuto ai produttori alla stalla”, con conseguenze dirette sul reddito degli allevatori. Ha inoltre ricordato che il costo medio di produzione supera i 55 euro per ettolitro.

Secondo il consigliere, questa dinamica produce un doppio effetto negativo: da una parte comprime i margini degli allevatori, dall’altra non porta vantaggi ai consumatori, perché il ribasso registrato alla stalla non si trasferisce sugli scaffali.

Le posizioni dei gruppi

In Aula Rosaria Capozzi del M5S ha espresso piena condivisione del testo, definendo evidente il problema descritto nella mozione sia per gli allevatori sia per i consumatori.

Favorevole anche Furio Honsell di Open Sinistra Fvg, che ha richiamato le difficoltà nel garantire certezza su ciò che viene acquistato come vero latte, attribuendo parte del problema anche al peso delle grandi industrie.

Massimo Mentil del Pd ha spiegato di condividere il documento perché, a suo giudizio, il settore lattiero-caseario vive una difficoltà che dura da anni e il sacrificio degli allevatori non trova un adeguato riconoscimento. Per il consigliere, va rafforzata la tutela delle buone pratiche dei produttori rispetto a quelle scorrette.

Diversa la posizione di Giulia Massolino, che si è astenuta. Secondo l’esponente del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg, il testo rappresenta un tentativo di tamponare un modello produttivo che mostra contraddizioni strutturali. In Aula ha sostenuto che il tema non sia soltanto il sostegno economico a un sistema in crisi, ma anche la necessità di interrogarsi sulle cause della crisi stessa e sulla prospettiva di produzioni più resilienti, considerando che all’aumento dell’offerta non corrisponde un aumento della domanda.

L’intervento dell’assessore Zannier

Parere favorevole alla mozione anche da parte dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, che ha ricordato il lavoro già svolto dalla Regione in coordinamento con il livello nazionale. Zannier ha descritto le difficoltà delle aziende lattiero-casearie nel far quadrare i conti tra ricavi e costi, citando l’ingresso sul mercato italiano di prodotti esteri, il crollo dei prezzi, il rapporto tra produzione effettiva e gestione dei pascoli e il tema delle misure contributive.

L’assessore ha aggiunto che non è accettabile la richiesta di chi punta a ottenere contributi pari al 100 per cento delle proprie entrate.

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