Legge casa in Fvg, Massolino: «Bene alcuni strumenti, ma serve più coraggio»
Dopo l'approvazione in Aula, la consigliera regionale indica criticità su tavoli territoriali, alloggi inutilizzati e percorsi di
Trieste - Dopo il via libera in Aula alla nuova legge sulla casa, dal Consiglio regionale arrivano anche rilievi sui punti ritenuti ancora deboli del provvedimento. A intervenire è la consigliera regionale Giulia Massolino, del gruppo Patto per l'Autonomia-Civica FVG, che definisce il tema dell'abitare una delle questioni più urgenti per i territori e segnala la necessità di misure più incisive per affrontare la crisi abitativa in Friuli Venezia Giulia.
Secondo Massolino, il testo approvato contiene alcuni strumenti utili, ma solo una parte minima delle proposte presentate dal suo gruppo è stata accolta durante l'esame in Aula. Tra i passaggi ritenuti più rilevanti, la consigliera indica il ruolo attribuito alle Ater rispetto ai tavoli territoriali, un aspetto che a suo giudizio presenta ancora criticità e sul quale la Regione dovrebbe assumere un peso maggiore nel coordinamento.
Il nodo dei tavoli territoriali
Un elemento positivo, secondo la consigliera, è l'approvazione di un emendamento che affida all'Amministrazione regionale l'avvio del lavoro dei tavoli, almeno nella fase iniziale e nel passaggio di consegne sul coordinamento del confronto tra i soggetti coinvolti. Per Massolino questo intervento può correggere in parte un assetto che, così come previsto, rischia di lasciare irrisolti alcuni problemi organizzativi.
Agenzie per l'Abitare e alloggi da rimettere sul mercato
Tra gli strumenti inseriti nella riforma, Massolino valuta favorevolmente anche le Agenzie per l'Abitare, considerate un canale utile per mettere in contatto domanda e offerta di alloggi. Il punto, però, resta quello delle risorse e della capacità di far conoscere davvero questo servizio a proprietari e inquilini.
La consigliera richiama il caso di Trieste, dove in passato erano già state sperimentate soluzioni analoghe senza ottenere i risultati attesi, anche perché poco conosciute. Per questo, osserva, non basta introdurre lo strumento sul piano normativo: servono investimenti più consistenti nella promozione e nella pubblicizzazione, altrimenti il rischio è che resti poco utilizzato.
Un altro tema sollevato durante il dibattito riguarda gli incentivi e le garanzie per chi mette a disposizione gli immobili. Su questo punto Massolino condivide l'impostazione della legge, ma chiede che si affronti anche la questione della responsabilità sociale di chi lascia gli alloggi inutilizzati, soprattutto nelle aree a più alta intensità abitativa e dove possono nascere fenomeni speculativi. Secondo la consigliera, in altri Paesi europei questo problema viene trattato con maggiore decisione.
L'attenzione alle persone in esecuzione penale
Nel confronto sulla crisi abitativa la consigliera ha richiamato anche una fascia spesso meno visibile: le persone in esecuzione penale o impegnate in percorsi di reinserimento sociale. La mancanza di una soluzione abitativa, sottolinea, rappresenta spesso uno degli ostacoli principali al rientro nella società.
Il tema, aggiunge, si lega anche al sovraffollamento carcerario, perché l'assenza di un'abitazione rende più difficile per alcune persone scontare parte della pena con misure domiciliari. Da qui l'auspicio che nei futuri bandi e regolamenti attuativi ci sia un'attenzione specifica anche a queste situazioni, in modo da non escludere chi sta cercando un percorso di autonomia abitativa.
Per Massolino, in sintesi, la legge approvata contiene strumenti utili, ma non ancora sufficienti rispetto alla portata del problema. La richiesta è quella di un cambio di passo più netto nelle politiche regionali, con un utilizzo più efficace del patrimonio esistente e con misure capaci di riportare sul mercato gli alloggi sfitti.