Legge Omnibus, via libera ai primi quattro articoli in Consiglio regionale

Il Capo I del ddl 79 interviene su finanze, Por Fesr, economie di gara e gestione dei progetti finanziati

19 maggio 2026 18:46
Legge Omnibus, via libera ai primi quattro articoli in Consiglio regionale -
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TRIESTE – Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza i primi quattro articoli del ddl 79, la cosiddetta legge Omnibus. Il voto ha riguardato il Capo I del provvedimento, dedicato alle disposizioni in materia di finanze e Programma operativo regionale cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale, il Por Fesr.

Le norme hanno ottenuto il sostegno dei consiglieri di Centrodestra. Le Opposizioni hanno scelto prevalentemente l’astensione, con alcuni voti contrari su specifici passaggi del testo.

Le modifiche previste dal Capo I

Il primo blocco della legge Omnibus interviene su più aspetti collegati alla gestione finanziaria e ai programmi cofinanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale. Tra le modifiche approvate c’è l’abrogazione di una norma del 2012, considerata ormai superata dal Testo unico nazionale sulle società partecipate.

Il provvedimento introduce inoltre una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle economie di gara nell’ambito dei progetti finanziati dal Fesr. Per l’impiego di queste risorse viene prevista una valutazione preventiva di conformità, con l’obiettivo di garantirne un uso corretto e ridurre il rischio di rettifiche finanziarie.

Un altro punto riguarda la possibilità di emanare un nuovo avviso pubblico per finanziare ulteriori interventi coerenti con le priorità emerse dal partenariato territoriale. La previsione tiene conto anche della revisione di metà percorso del Programma regionale 2021-27, mantenendo la gestione dei procedimenti in capo all’Amministrazione regionale.

Il testo amplia infine la possibilità per gli enti attuatori di realizzare i progetti attraverso la delegazione amministrativa intersoggettiva. In questo modo viene estesa la platea dei soggetti pubblici qualificati ai quali potranno essere affidati gli interventi.

Il confronto in Aula

Nel corso dell’esame è intervenuto Massimo Moretuzzo, consigliere di Patto-Civica, che ha sollevato osservazioni sull’emendamento della Giunta all’articolo 3, relativo ai beneficiari. Secondo Moretuzzo, l’intervento “amplia il perimetro degli interventi dalle iniziative di carattere sovracomunale anche a quelle dei singoli Comuni”.

Moretuzzo ha aggiunto che, in questo modo, “si rischia così di spingere i Comuni a lavorare singolarmente, anziché favorire la collaborazione tra enti”. Per il consigliere di Patto-Civica, il tema “sarebbe stato preferibile affrontare in Commissione”.

La replica dell’assessore Zilli

A rispondere in Aula è stata l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che ha richiamato “la volontà di mantenere l’impostazione originaria del provvedimento, pur introducendo margini di flessibilità”.

Zilli ha spiegato che “l’obiettivo è definire una linea che non frammenti gli interventi, ma che consenta di superare alcuni limiti interpretativi emersi in passato”.

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