A Lendinara la storia diventa immersiva: mappa del 1690, Tempio-Serra e avatar nel museo
Nel progetto finanziato dal PNRR anche gli avatar di tre protagonisti locali e percorsi fruibili in museo, in città e da remoto.
LENDINARA - La Lendinara del 1690 torna percorribile con un visore, un edificio scomparso riappare nel giardino dove si trovava e tre figure della storia locale prendono voce attraverso avatar digitali. È il cuore di Lendinara Digital Heritage, progetto avviato dal Comune con Galileo Visionary District e finanziato con fondi PNRR per rendere più accessibile il patrimonio culturale cittadino a residenti, turisti, scuole e studiosi.
Le prime esperienze sono state mostrate pubblicamente nella serata di venerdì 31 luglio 2026, in un'anteprima che ha permesso di provare contenuti ancora in fase di completamento. La chiusura del progetto è prevista per novembre 2026, quando le piattaforme e i percorsi saranno disponibili in museo, negli spazi urbani e anche da remoto.
La città del 1690 ricostruita in 3D
Il punto di partenza è una grande mappa di Lendinara realizzata nel 1690 dal perito Gaspare Mazzante e conservata nella Sala Canoziana del Palazzo Comunale. Il documento è stato scansionato ad alta definizione, restaurato digitalmente e trasformato in un modello tridimensionale.
Da qui nascono due livelli di fruizione: la visione dall'alto della città storica e un percorso immersivo che consente di attraversare virtualmente edifici, strade, ponti e il corso dell'Adigetto. In parallelo è stata eseguita anche l'acquisizione tridimensionale della Sala Canoziana, così il visitatore può entrare virtualmente nell'ambiente che custodisce la carta, avvicinarsi al documento e iniziare l'esplorazione della Lendinara antica proprio da lì.
Il Tempio-Serra torna visibile nel giardino di Ca' Dolfin-Marchiori
La seconda esperienza riguarda il giardino romantico di Ca' Dolfin-Marchiori, dove un tempo sorgeva il Tempio-Serra, piccolo edificio ligneo di gusto classicheggiante poi abbattuto nei primi decenni del Novecento. La ricostruzione digitale ne permette oggi una nuova visione nel luogo originario.
Il progetto utilizza la realtà aumentata per restituire forma e presenza a un elemento scomparso del paesaggio storico locale, offrendo così una lettura più immediata della trasformazione urbana e architettonica della città.
Gli avatar nel Museo del Risorgimento
La terza tappa riguarda il Museo del Risorgimento, dove i visitatori potranno ascoltare i racconti affidati agli avatar di tre protagonisti della storia locale legata al Risorgimento e all'Italia postunitaria. Le ricostruzioni video digitali sono state pensate per accompagnare il pubblico nella scoperta di vicende e personaggi attraverso una formula più diretta e accessibile.
Secondo quanto indicato dal Comune, i contenuti resteranno a disposizione non solo del pubblico turistico, ma anche di scuole e studiosi, con una fruizione che non si limiterà agli spazi museali.
Come nasce il progetto e chi lo realizza
Lendinara Digital Heritage è stato sviluppato dalla Cittadella della Cultura del Comune di Lendinara, che riunisce biblioteca, Museo del Risorgimento e archivi storici. Il progetto è stato elaborato dal direttore della biblioteca comunale Nicola Gasparetto insieme allo staff della biblioteca, in collaborazione con Giulia Callegari, progettista sociale, formatrice e consulente marketing.
L'incarico operativo è stato affidato a Galileo Visionary District, parco scientifico e tecnologico di Padova. La realizzazione è curata da PopLab, laboratorio specializzato in esperienze digitali e immersive, attivo a Rovigo dal 2016 ed entrato nel gruppo padovano nel 2021, con supervisione scientifica e indicazioni contenutistiche della Cittadella della Cultura.
Il finanziamento rientra nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, missione 1, componente 3 Turismo e Cultura 4.0, attraverso l'avviso pubblico “Accessibilità e Inclusione” promosso dall'Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio Culturale. Nel testo diffuso per la presentazione il progetto viene indicato tra quelli selezionati a livello nazionale nell'ambito del bando dedicato alla digitalizzazione del patrimonio culturale.
Il sindaco Francesca Zeggio ha definito l'iniziativa una tappa che apre la fase decisiva del nuovo allestimento del Museo del Risorgimento e della messa a disposizione di nuove piattaforme digitali per la fruizione del patrimonio artistico lendinarese. Emiliano Fabris, direttore generale di Galileo Visionary District, ha sottolineato invece il valore della sperimentazione nei piccoli centri e il ruolo del parco scientifico nella diffusione dell'innovazione verso pubbliche amministrazioni e territori.
L'anteprima del 31 luglio è stata la prima occasione pubblica per testare le esperienze in costruzione. Il cronoprogramma indicato dal Comune prevede la conclusione del progetto a novembre 2026, con contenuti utilizzabili da cittadini, turisti, scuole e studiosi sia nei musei e negli spazi urbani sia da remoto.