Dal liceo Fermi di Padova alle finali nazionali CanSat con due microsatelliti
I gruppi Cratos e PEPSISat lanceranno le loro microsonde all’Osservatorio Astrofisico di Torino a fine maggio
PADOVA - Dieci studenti del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Padova parteciperanno alla finale nazionale della competizione CanSat, in programma all’Osservatorio Astrofisico di Torino nell’ultimo fine settimana di maggio. La selezione è arrivata dalla commissione scientifica di ESERO Italia, il progetto educativo dell’Agenzia Spaziale Europea - ESA.
Gli studenti sono divisi in due gruppi, Cratos e PEPSISat, e hanno progettato e costruito due microsonde delle dimensioni di una lattina. I dispositivi saranno lanciati a un chilometro di quota per raccogliere dati scientifici in tempo reale durante la discesa.
A seguire il lavoro dei ragazzi sono i docenti Elisa Corteggiani Carpinelli e Massimo Nespolo, che hanno accompagnato i team nello sviluppo tecnico e scientifico dei progetti.
La competizione CanSat
CanSat è una competizione internazionale che riproduce in scala ridotta un vero progetto satellitare. Ai partecipanti viene chiesto di affrontare tutte le fasi di una missione spaziale: definizione della missione scientifica, progettazione tecnica, lancio con un razzo a un chilometro di quota, recupero tramite paracadute e analisi dei dati telemetrici trasmessi a terra in tempo reale.
Nel caso del Liceo Fermi, i due gruppi selezionati dovranno completare una missione primaria comune: monitorare pressione atmosferica e temperatura durante la discesa, inviando i dati via radio alla stazione di terra.
I team e le missioni scientifiche
Il Gruppo Cratos è composto da Vittorio Marendon, Filippo Masiero, Matteo Pavarin, Alvise Di Rienzo e Alessio Vettorato. La missione secondaria scelta dal team riguarda la rilevazione di onde elettromagnetiche a diverse quote, con l’obiettivo di analizzare l’ambiente elettromagnetico durante il volo.
Il Gruppo PEPSISat è formato da Federico Ferrari, Marcello Bassan, Bruno Romanin, Riccardo Perin e Mattia Gramignan. Il progetto del team prevede il test di un sistema di geolocalizzazione senza GPS. La sonda scatterà fotografie della superficie terrestre e le confronterà autonomamente con una banca dati di immagini dell’area per determinare la propria posizione.
Dalla teoria alla tecnologia
La partecipazione a CanSat coinvolge gli studenti in attività tecnico-scientifiche avanzate, dalla programmazione all’elettronica fino alla fisica del volo. Il percorso richiede anche competenze trasversali come il lavoro di squadra, la gestione del budget e la capacità di affrontare problemi tecnici sotto pressione.
“È un’iniziativa che dà spazio alla loro passione pura e all’apprendimento autonomo guidato”, spiegano i professori. “I ragazzi imparano a gestire imprevisti tecnici e a lavorare in squadra, trasformando la teoria in tecnologia concreta”.
L’attività dei due gruppi è sostenuta dai professori Antonio Selmo e Mirko Magarotto e dalla società LabTrek, che contribuiscono con competenze e materiali alla realizzazione del progetto.