Liceo del Made in Italy a Udine: quando si potrà scegliere e cosa studieranno gli studenti?
Il Piano regionale per il 2027/28 prevede il nuovo percorso all’Antonio Zanon: cosa è già deciso, quali condizioni restano e come orientarsi senza confondere il liceo con un corso professionale.
UDINE — Sì, il Liceo del Made in Italy è previsto anche a Udine, all’Istituto Antonio Zanon, ma non è una scelta disponibile subito né un corso già garantito: il riferimento è l’anno scolastico 2027/28 e l’apertura effettiva dipenderà dall’organico assegnato e da un numero adeguato di iscrizioni. Per le famiglie che oggi stanno iniziando a guardare alle superiori, la risposta utile è quindi questa: il percorso va tenuto tra le opzioni da verificare con lo Zanon quando il Ministero aprirà le iscrizioni per il 2027/28; fino ad allora non va dato per attivato.
La novità arriva dall’aggiornamento del Piano regionale di dimensionamento e dell’offerta formativa, approvato dalla Giunta del Friuli Venezia Giulia il 30 ottobre per il 2027/28. Il provvedimento indica il Liceo del Made in Italy all’Antonio Zanon e la trasformazione dell’istituto in Isis. Nello stesso testo la Regione mette nero su bianco la cautela decisiva: tutti i nuovi percorsi programmati sono subordinati alle risorse di organico e a iscrizioni sufficienti.
Non è quindi un annuncio da tradurre in una promessa ai ragazzi di terza media. È però un’informazione concreta per iniziare un orientamento ragionato: capire che tipo di liceo è, quali materie mette al centro, che cosa lo distingue da un tecnico o da un professionale e quali verifiche fare prima di esprimere una preferenza.
Che cosa è stato approvato e quando può partire
Il Piano approvato dalla Regione riguarda la rete e l’offerta del prossimo biennio scolastico: per il Liceo del Made in Italy dello Zanon la decorrenza indicata è l’anno scolastico 2027/28. Questo significa che non riguarda l’anno in corso 2026/27 e non modifica le classi già frequentate dagli studenti. L’istituto potrà aprire una prima classe soltanto dopo i passaggi amministrativi e organizzativi previsti.
Per una famiglia il calendario pratico è meno complicato di quanto sembri. Nell’autunno 2026 ci si può informare, partecipare agli incontri di orientamento che la scuola comunicherà e confrontare il percorso con le alternative già esistenti. Le date della procedura nazionale di iscrizione al 2027/28 non risultano ancora pubblicate: non è corretto anticiparle. Quando saranno diffuse dal Ministero e dalla scuola, sarà quello il momento per verificare se l’indirizzo compare realmente nell’offerta e se è possibile indicarlo nella domanda.
Fino ad allora, il dato certo è la programmazione regionale; il dato non ancora certo è l’avvio della classe. Anche l’eventuale numero di posti, la sezione, gli open day, la sede delle lezioni e le modalità di selezione in caso di richieste superiori alla capienza dovranno essere comunicati dall’istituto. Non sono dettagli da desumere da altre scuole o dall’offerta di anni precedenti.
Non è un professionale: che tipo di diploma è
Il nome può trarre in inganno. Il Liceo del Made in Italy è un percorso liceale quinquennale introdotto dalla legge 206 del 2023; non è l’indirizzo professionale “Industria e artigianato per il Made in Italy”, che ha finalità, laboratori e organizzazione diversi. Il diploma liceale consente l’accesso all’università, agli Its Academy e agli altri percorsi post-diploma secondo le regole generali.
L’idea formativa è studiare i prodotti e le filiere italiane tenendo insieme cultura, economia, diritto, gestione d’impresa, storia dell’arte, territorio e innovazione. Non equivale a imparare un mestiere in laboratorio per cinque anni, né coincide con un liceo artistico, un tecnico economico o un alberghiero. Può essere una scelta sensata per chi è incuriosito da design, moda, enogastronomia, manifattura, beni culturali, commercio, comunicazione o impresa; non è automaticamente la soluzione migliore per chi cerca fin dal primo anno molte ore di esercitazione tecnica o una qualifica professionale.
La distinzione conta anche a livello locale. Nel nuovo Piano FVG, per esempio, l’Isis Raimondo D’Aronco di Gemona prevede corsi serali per adulti in “Industria e artigianato per il Made in Italy”: è un’offerta diversa, pensata per un’utenza adulta e professionale. Confondere i due percorsi porterebbe a scegliere con aspettative sbagliate.
Le materie: quali competenze mette al centro
Come gli altri licei, il percorso mantiene una base culturale ampia: italiano, lingua straniera, storia, filosofia, matematica, scienze, storia dell’arte, scienze motorie e insegnamento della religione cattolica o attività alternativa. La sua impronta specifica sta nel peso dato alle discipline economiche e giuridiche e alla lettura delle filiere produttive italiane, dall’ideazione alla valorizzazione di un bene o di un servizio.
In concreto, lo studente non dovrebbe limitarsi a riconoscere un prodotto “italiano”, ma ragionare su come nasce un’impresa, su come si tutela un marchio, su organizzazione, mercati, sostenibilità, patrimonio culturale e rapporto fra tradizione e tecnologie. I dettagli del piano dell’offerta formativa, dei progetti con imprese o enti e delle eventuali attività di laboratorio saranno però quelli dello Zanon: finché la scuola non li pubblicherà, attribuire ore, stage, partner o specializzazioni sarebbe improprio.
Il modo più corretto di valutare l’indirizzo è quindi leggere, appena disponibile, il piano della scuola e fare tre domande precise agli incontri di presentazione: quante attività applicate sono previste; con quali realtà del territorio vengono realizzati i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento; quali materie caratterizzano davvero ciascun anno. Il quadro nazionale spiega il profilo; il Ptof dell’istituto spiegherà come quel profilo sarà tradotto a Udine.
Per chi può essere una scelta coerente
Il Liceo del Made in Italy può essere adatto a uno studente che preferisce un’impostazione liceale ma non vuole rinunciare a economia e impresa. È una possibilità da prendere sul serio anche per chi ama la storia dell’arte, il patrimonio locale o le lingue e vuole collegarli a prodotti, mercati e organizzazioni. La scelta richiede però interesse sia per le materie umanistiche sia per quelle economico-giuridiche: non basta l’idea generica di “lavorare nel made in Italy”.
Potrebbe essere meno coerente per chi vuole una forte specializzazione tecnica immediata, un laboratorio quotidiano o un percorso centrato su una professione precisa. In questi casi il confronto utile è con istituti tecnici e professionali, con la formazione IeFP e, dopo il diploma, con gli Its Academy. Il servizio nazionale di orientamento ricorda che sulla piattaforma Unica del Ministero famiglie e studenti possono trovare informazioni sull’offerta formativa e sugli strumenti per scegliere il passaggio al secondo ciclo: è un punto di partenza, non un sostituto del colloquio con docenti e scuola.
La domanda da cui partire in casa non è “quale scuola dà più sbocchi?”, perché nessun indirizzo offre da solo una garanzia. È piuttosto: il ragazzo o la ragazza sta bene in un percorso con studio teorico, letture, ragionamento e discipline diverse, e vuole applicare quella base al mondo delle produzioni e delle imprese? Se la risposta è sì, il nuovo liceo merita un confronto. Se invece l’obiettivo è imparare subito una tecnica operativa, è più utile cercare un’offerta con laboratori e profili professionali dichiarati.
Udine e il territorio: perché la scelta va fatta con informazioni locali
La programmazione regionale collega i nuovi indirizzi alle caratteristiche dei territori e alle prospettive formative. A Udine questo non autorizza a immaginare corsi già concordati con singole aziende o sbocchi garantiti: l’atto non li indica. Vuol dire però che la decisione non va presa guardando soltanto il nome del liceo. Bisogna mettere sul tavolo distanza da casa, trasporto, orari, eventuali rientri, attività pomeridiane, lingue proposte e l’organizzazione concreta che lo Zanon renderà nota.
Per chi vive fuori città, il tragitto quotidiano pesa quanto il piano di studi. Prima di scegliere, è opportuno simulare il percorso casa-scuola in un giorno feriale e verificare coincidenze e alternative, senza basarsi sull’orario di quest’anno. Anche le agevolazioni non sono automatiche: per le famiglie già interessate al sostegno regionale resta utile l’approfondimento di Nordest24 su Dote Scuola FVG 2026/27, requisiti e domanda, ricordando però che requisiti, importi e finestre per il 2027/28 andranno controllati sul bando aggiornato.
Orientarsi per tempo aiuta anche a separare informazioni stabili e informazioni che cambiano ogni anno. Il calendario scolastico FVG 2026/27, per esempio, è utile per capire la struttura dell’anno attuale, ma non prova date future di iscrizione né l’orario della nuova classe. Allo stesso modo, gli incontri di orientamento su Its Academy e filiere 4+2 a Gorizia mostrano quanto l’offerta post-medie e post-diploma sia articolata: sono occasioni utili per fare domande, non graduatorie di scuole.
La checklist prima della domanda
Quando saranno pubblicate le comunicazioni per il 2027/28, la verifica può seguire un ordine semplice. Primo: controllare sul sito dello Zanon che l’indirizzo sia effettivamente attivato e che compaia nella procedura di iscrizione. Secondo: leggere con attenzione Ptof, quadro orario e criteri di accoglimento delle domande. Terzo: partecipare a un open day o chiedere un colloquio, portando domande su materie, carico di lavoro, trasporti e attività applicate. Quarto: confrontare la risposta con almeno un liceo, un tecnico e un professionale coerenti con gli interessi dello studente.
Non risultano indicati dalla delibera regionale costi di iscrizione o quote obbligatorie specifiche per il nuovo liceo. Eventuali contributi volontari, materiali, uscite didattiche o attività aggiuntive saranno materia delle comunicazioni dell’istituto e non vanno presunti oggi. La scuola statale non diventa a pagamento perché introduce un nuovo indirizzo, ma le spese accessorie possono variare da istituto a istituto e devono essere presentate con trasparenza.
In sintesi, per l’Antonio Zanon la notizia è concreta ma va letta nel modo giusto: il Liceo del Made in Italy è programmato per il 2027/28, non ancora assicurato; offre una formazione liceale con una marcata attenzione a economia, diritto, cultura e filiere produttive; può essere una scelta interessante per alcuni studenti, non una scorciatoia verso un lavoro. L’informazione decisiva sarà la conferma dell’attivazione nelle comunicazioni ufficiali della scuola e nella successiva procedura di iscrizione.