Lido di Venezia, spettacolo gratuito su fantascienza e musica del cinema
Sabato 12 settembre alle 18 al Grand Hotel Ausonia Hungaria, nel weekend finale della Mostra del Cinema.
VENEZIA - Un appuntamento gratuito al Lido, nel fine settimana di chiusura della Mostra del Cinema, mette al centro la fantascienza come chiave per leggere il presente. Sabato 12 settembre 2026, alle ore 18, il Grand Hotel Ausonia Hungaria ospita “Domani un’altra musica”, spettacolo che intreccia immagini, musica e racconto per ripercorrere come il cinema di fantascienza abbia immaginato il futuro.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Culturale Mostra Lido e da Italiani di Frontiera e accompagna il pubblico in un percorso dentro l’evoluzione dell’immaginario sci-fi, osservando il modo in cui film e cultura popolare hanno rappresentato ciò che ancora non esisteva.
Dove e quando
Lo spettacolo è in programma sabato 12 settembre al Grand Hotel Ausonia Hungaria, al Lido di Venezia, mentre si conclude l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. L’ingresso è libero.
Il filo conduttore dell’incontro è il rapporto tra musica e immagini nei film di fantascienza, usati come lente per interrogarsi su un futuro che, in molti casi, non appare più così lontano.
I protagonisti sul palco
A guidare il pubblico sarà Roberto Bonzio, giornalista e storyteller, originario di Mestre e fondatore del progetto Italiani di Frontiera. Dopo l’esperienza nelle redazioni de Il Gazzettino, Il Giorno e dell’agenzia Reuters, Bonzio ha concentrato il suo lavoro sulla ricerca e sul racconto di innovazione e talento.
Con lui saranno sul palco anche Claudio Tesser, artista e autore con un percorso sviluppato tra arti visive, scrittura scenica e teatro anche nell’ambito della Biennale di Venezia, e Gianni Visnadi, supervisore musicale, produttore e creativo legato alla scena elettronica e dance italiana degli anni ’90, autore di progetti di rilievo internazionale come Livin’ Joy e Alex Party.
Fantascienza come specchio del presente
Al centro dello spettacolo c’è l’idea che la fantascienza non sia più soltanto un genere di nicchia, ma uno spazio culturale capace di anticipare cambiamenti tecnologici, sociali e politici. Roberto Bonzio sottolinea come molte visioni un tempo percepite come remote si siano avvicinate non solo per effetto dei progressi in robotica e intelligenza artificiale, ma anche per gli sconvolgimenti sociali e per la crisi di equilibri politici e istituzioni considerate fino a poco tempo fa stabili.
Secondo Bonzio, grandi autori e registi hanno spesso messo in guardia anche dal rischio di élite tecnologiche globali sempre più invasive nella vita quotidiana. Un aspetto che, osserva, torna oggi d’attualità se si guarda al peso crescente di alcuni imprenditori della Silicon Valley, spesso ispirati proprio a modelli nati nell’immaginario fantascientifico.
Chi sostiene l’iniziativa
L’appuntamento è supportato da Ca’ Foscari Alumni, dal Grand Hotel Ausonia Hungaria, dall’agenzia milanese EncantoPR e da Radio Deejay Fox Station.