Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin

Dopo la conferenza stampa del 2 ottobre a Venezia, l’Academia de ła Łengua Veneta parla di negazionismo linguistico e glottofobia.

03 ottobre 2026 14:40
Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin -
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VENEZIA - Si accende lo scontro sulla lingua veneta dopo la conferenza stampa del 2 ottobre 2026 promossa dai consiglieri regionali del PD Monica Sambo e Alessandro Del Bianco con il professor Lorenzo Tomasin. A intervenire è l’Academia de ła Bona Creansa – Academia de ła Łengua Veneta, che contesta duramente i contenuti emersi nell’incontro e parla di posizioni «glottofobe» e di una lettura che negherebbe alla radice l’esistenza della lingua veneta.

L’associazione, con sede a Rossano Veneto, premette di non voler entrare nelle dinamiche di partito, ma sostiene di ritenere necessario intervenire quando, a suo giudizio, la lingua veneta viene «maltrattata e discriminata». Nel mirino finisce soprattutto l’impostazione dell’incontro del giorno precedente, definito privo di contraddittorio nonostante, afferma l’Academia, fosse stata più volte manifestata disponibilità al confronto.

Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin

Le contestazioni alla conferenza stampa

Secondo l’Academia, durante la conferenza stampa organizzata da Sambo e Del Bianco con Lorenzo Tomasin sarebbe stata proposta una lettura riduttiva del veneto, fino a negarne il riconoscimento come lingua. L’accusa è che l’intero confronto sia stato condotto su basi considerate dall’associazione antiscientifiche, con affermazioni ritenute offensive nei confronti della lingua veneta.

Nel testo diffuso il riferimento è anche all’articolo 3 della Costituzione, richiamato per il principio di uguaglianza «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua». Per l’Academia, il tema non riguarda solo il Veneto ma più in generale la tutela delle lingue presenti in Italia e in Europa, e viene presentato come una questione civile prima ancora che politica.

Il nodo delle varietà interne del veneto

Uno dei punti centrali della replica riguarda l’argomento secondo cui il veneto non costituirebbe una lingua unitaria a causa delle sue varietà interne. Per l’Academia questa tesi non reggerebbe sul piano linguistico e finirebbe anzi per colpire soltanto il veneto, senza essere applicata con lo stesso criterio ad altre realtà linguistiche vicine.

Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin

L’associazione richiama in questo passaggio anche le posizioni attribuite a Lorenzo Tomasin, storico della lingua italiana, osservando che il riconoscimento di una pluralità di varietà non escluderebbe di per sé l’esistenza di una lingua. Da qui l’accusa di un trattamento differenziato riservato proprio al veneto.

Il richiamo all’audizione in Consiglio regionale

A sostegno della propria posizione, l’Academia ricorda che il 8 luglio 2026 il presidente Alessandro Mocellin è stato audito in Consiglio regionale proprio sul tema della lingua veneta, in contraddittorio con un docente universitario indicato come collega e collaboratore di Tomasin. In quella sede, sottolinea l’associazione, erano presenti anche Monica Sambo e Alessandro Del Bianco.

Durante l’audizione, riferisce l’Academia, Mocellin avrebbe mostrato la Carta linguistica d’Italia del professor G.B. Pellegrini, indicato come padre della linguistica veneta. Il richiamo serve a ribadire la tesi dell’esistenza di una lingua veneta con confini interni segnati da isoglosse, all’interno però di un quadro linguistico riconoscibile e distinto.

Il confronto con il Friuli Venezia Giulia

Nel passaggio più politico della presa di posizione, l’Academia invita gli esponenti del PD veneto a guardare a quanto avviene in Friuli Venezia Giulia. L’associazione cita infatti la legge regionale 15/1996, che definisce il friulano «una delle lingue della Regione», e la successiva legge 29/2007, che riconosce la tutela anche di tedesco e sloveno.

Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin

Da qui la domanda polemica rivolta a Tomasin: se il veneto non può essere considerato lingua, allora, sostiene l’Academia, bisognerebbe dire se anche la Regione Friuli Venezia Giulia e i consiglieri del PD friulano «credono a Babbo Natale», oppure se il trattamento contestato venga riservato solo al veneto.

L’ultimo passaggio su lessico e pronuncia

Nella parte finale della replica, l’Academia contesta anche l’esempio lessicale attribuito a Tomasin sul termine italiano «ragazzi», che in veneto può corrispondere a forme diverse come «tosi» e «fioi». Per l’associazione, un ragionamento di questo tipo potrebbe essere applicato anche all’italiano, citando il caso di «babbo» e «papà», due parole della stessa lingua ma con diffusione geografica diversa.

L’Academia aggiunge inoltre un rilievo sulla pronuncia dell’italiano parlato dallo stesso Tomasin, sostenendo che presenti tratti di area veneta e che questo dimostrerebbe, ancora una volta, la complessità dei rapporti tra standard e varietà d’uso.

Lingua veneta, l’Academia attacca il PD Veneto dopo la conferenza con Tomasin

La chiusura del documento ruota attorno a una parola che l’associazione chiede di mettere al centro del dibattito: «glottofobia», termine che viene indicato come già presente nell’uso accademico dell’italiano e che, secondo l’Academia, non dovrebbe tradursi in una realtà concreta in Veneto.

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