Lucinico, consegnati 68 alloggi Ater riqualificati in via Marega dopo lavori da 4,8 milioni

Intervento concluso ai civici 28-46 e 48-64: edifici del 1981 portati dalla classe F alla A4.

11 giugno 2026 17:41
Lucinico, consegnati 68 alloggi Ater riqualificati in via Marega dopo lavori da 4,8 milioni -
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GORIZIA – A Lucinico sono stati consegnati oggi, 11 giugno 2026, i due stabili Ater di via Marega ai civici 28-46 e 48-64, al termine di un intervento di riqualificazione energetica, impiantistica ed edilizia che ha interessato complessivamente 68 alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’operazione, del valore di 4.778.650,39 euro, ha portato i due edifici dalla classe energetica F alla A4, con un miglioramento di cinque classi e una forte riduzione dei consumi destinata a tradursi in bollette più leggere per le famiglie.

Alla cerimonia erano presenti l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Cristina Amirante, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna accompagnato dall’assessore al Welfare Silvana Romano, le autorità locali, i tecnici dell’Ater di Gorizia e le famiglie, sia quelle già residenti sia quelle che entreranno ora negli alloggi rimessi a disposizione.

I due fabbricati erano stati costruiti nel 1981 e ospitano 38 appartamenti nel primo edificio e 30 nel secondo. I lavori sul primo stabile sono partiti alla fine del 2022 e si sono conclusi nel corso del 2023; quelli sul secondo edificio si sono sviluppati negli ultimi due anni. Al termine dell’intervento, Ater Gorizia restituisce agli inquilini due immobili rinnovati negli impianti, nell’involucro edilizio e nelle prestazioni energetiche.

L’elemento che ha reso il cantiere diverso da altri interventi analoghi è stato il fatto di operare su edifici quasi completamente abitati. In fase di progettazione risultavano sfitti soltanto 13 alloggi sui 68 complessivi, numero salito poi a 22 durante l’esecuzione dei lavori. In tutti gli altri casi il cantiere ha dovuto convivere con la presenza delle famiglie: la sostituzione dei serramenti, la rimozione delle vecchie caldaie, la posa dei nuovi piani a induzione e la modifica degli impianti di riscaldamento sono stati eseguiti con gli inquilini all’interno delle abitazioni.

Il presidente di Ater Gorizia Daniele Sergon ha definito quello di via Marega una sorta di prototipo. Ha spiegato che l’intervento ha unito la riqualificazione energetica – cappotto, serramenti e impianti per tutti – al riatto degli alloggi vuoti, ma con una particolarità decisiva: negli appartamenti occupati si è lavorato con le famiglie dentro casa. Un passaggio che, secondo Sergon, fino a poco tempo fa non sarebbe stato nemmeno immaginabile per interventi di questa portata e che oggi è reso possibile da tecniche meno invasive sugli impianti. Per Ater, questo rappresenta un modo nuovo di impostare le riqualificazioni energetiche del patrimonio pubblico.

Sul fronte edilizio si è intervenuti sui principali punti critici maturati in oltre quarant’anni di vita degli edifici. Il cantiere ha compreso la bonifica e lo smaltimento della copertura in cemento-amianto, il rifacimento del manto con nuova linea vita, l’isolamento del sottotetto e dei solai, il rifacimento del cappotto sulle facciate e la sostituzione integrale dei serramenti, comprese cantine e vani scala. A questi lavori si sono aggiunti il riordino degli spazi esterni e la ristrutturazione interna degli alloggi che nel frattempo si erano liberati e che ora sono pronti per essere riassegnati.

Il cuore tecnico dell’operazione è stato però il rifacimento degli impianti. I 68 sistemi di riscaldamento autonomi a gas sono stati sostituiti da due centrali termiche centralizzate e indipendenti, una per ciascun edificio. Entrambe sono di tipo ibrido e combinano una caldaia a condensazione a gas con pompe di calore elettriche e impianti fotovoltaici installati sulle coperture, dotati di accumulo a batterie. La centrale che serve i civici 28-46 ha una potenza complessiva di 280 kW, mentre quella al servizio dei civici 48-64 arriva a 150 kW. Tutte e due garantiscono il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

Il sistema prevede inoltre una contabilizzazione dei consumi gestita direttamente da Ater, che consente di ripartire le spese sui singoli inquilini. Con la nuova configurazione sono state eliminate anche le linee gas presenti nei singoli alloggi e nello scantinato, con una riduzione dei rischi collegati alla combustione e alla manutenzione delle caldaie domestiche.

Il risultato energetico indicato da Ater è netto: i due edifici sono passati dalla classe F alla classe A4, con un consumo medio di circa 13 kWh/m² rispetto ai 146-196 kWh/m² di partenza. Il miglioramento è quindi di cinque classi energetiche.

Per Sergon il valore dell’intervento non si esaurisce però nell’aspetto tecnico. Il presidente di Ater ha evidenziato anche la dimensione sociale dell’operazione, parlando di una riqualificazione importante sul piano edilizio e urbanistico ma soprattutto significativa per un’area che, secondo quanto osservato dall’ente, si stava rapidamente degradando. La scelta di investire proprio in questo contesto, ha spiegato, nasce dall’idea di realizzare una riqualificazione a 360 gradi, capace di migliorare non solo gli edifici ma anche il tessuto sociale del quartiere.

Dall’intervento di via Marega nasce anche una novità organizzativa sviluppata grazie al confronto con ISA Isontina Ambiente. Nel complesso è stata infatti individuata e attrezzata un’area dedicata al conferimento dei rifiuti, suddivisa e organizzata per tipologia. Sergon l’ha descritta come una vera e propria isola ecologica a supporto dell’intero complesso residenziale, aggiungendo che anche questo progetto pilota è destinato a diventare un modello operativo per il futuro.

L’investimento complessivo ammonta a 4.778.650,39 euro ed è stato suddiviso in due lotti: 2.733.672,75 euro per i civici 28-46 e 2.044.977,64 euro per i civici 48-64. La progettazione architettonica e la direzione lavori sono state curate internamente dai tecnici dell’Ater di Gorizia. Il finanziamento dell’opera è arrivato per 4,1 milioni di euro dal Programma nazionale “Sicuro, verde e sociale”, previsto dal D.L. 59/2021 con fondi statali PNC, mentre i restanti 678.650,39 euro sono stati coperti con risorse della Regione Friuli Venezia Giulia.

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