Punta da una zanzara infetta, muore a 37 anni: addio a Luna Darin
Venezia piange Luna Darin, artigiana delle perle morta per West Nile alla vigilia della proiezione del documentario che la vede protagonista.
VENEZIA. Sullo schermo dell’Excelsior c’era anche lei, con il suo lavoro e una tradizione di famiglia da portare avanti. In sala, invece, i suoi cari hanno assistito alla proiezione dopo averla appena perduta. Luna Darin, artigiana veneziana specializzata nella creazione di perle di vetro, è morta alla vigilia della presentazione di “Custodi. L’eredità culturale di Venezia”, il documentario di cui era una delle figure centrali.
La sua scomparsa, attribuita al virus West Nile, ha trasformato l’appuntamento organizzato al Lido durante la Mostra del Cinema in un omaggio alla giovane e alla sua arte.
La proiezione all’Excelsior e la presenza della famiglia
Il film è stato presentato nello spazio Eventi dell’Hotel Excelsior. Nonostante il lutto, i familiari hanno scelto di esserci, accompagnando con la loro presenza il racconto del lavoro di Luna.
Alla proiezione hanno partecipato anche l’assessore Sebastiano Costalonga e Marisa Convento, presidente del Comitato per le perle di vetro. Un’occasione pensata per far conoscere un patrimonio di competenze artigiane è diventata così anche un momento di ricordo.
Diretto da Andrea Longhin, il documentario è stato fortemente voluto da Sara Bini, funzionaria della Soprintendenza, per contribuire alla tutela e alla valorizzazione dell’arte del vetro legata al riconoscimento Unesco. Nel racconto, Luna rappresentava una delle persone impegnate a dare continuità a questo sapere.
Un mestiere imparato in famiglia
Il legame di Luna Darin con il vetro era nato molto prima dell’apertura del suo laboratorio. Era cresciuta tra la fabbrica del padre Paolo, al ponte di Tre Archi, e la bottega della madre Liliana Vianello, alle Guglie: due luoghi della sua formazione, personale e professionale.
Da quell’esperienza aveva sviluppato un percorso proprio, fino alla recente inaugurazione di “Alchimia Vitrum”, a San Cassiano, insieme al compagno Luca.
Un progetto di lavoro condiviso al quale si affiancava quello familiare: la coppia avrebbe dovuto sposarsi il prossimo anno.
La sua attività apparteneva al mondo dell’artigianato veneziano che continua a tramandare la lavorazione del vetro, una tradizione raccontata anche dalle iniziative della Venice Glass Week dedicate alle fornaci di Murano.
Il ricovero e il peggioramento delle condizioni
Secondo quanto la malattia ha avuto un’evoluzione rapida, nell’arco di circa due settimane.
Luna era stata inizialmente ricoverata all’ospedale Civile di Venezia e successivamente trasferita a Padova, dove è avvenuto il decesso. La ricostruzione riferisce di un peggioramento del quadro clinico e di complicazioni in presenza di una patologia autoimmune preesistente.
La stessa fonte riporta che l’Ulss 3 ha definito quello della giovane un caso isolato.
Il lavoro di Luna nel racconto di “Custodi”
La morte è arrivata proprio alla vigilia dell’appuntamento che avrebbe portato la sua esperienza artigiana sullo schermo del Lido.
Attraverso “Custodi. L’eredità culturale di Venezia”, resta il racconto del mestiere al quale Luna si era dedicata, dalle conoscenze ricevute in famiglia alla nascita del laboratorio con Luca. È questo percorso che i suoi cari hanno voluto accompagnare alla proiezione, rendendo omaggio alla sua vita e al suo lavoro.