Macellavano abusivamente gli animali in un capannone: 4 denunciati, cos'è emerso
Blitz a Cassola: scoperto laboratorio abusivo di macellazione. Denunciate quattro persone per gravi reati.
VICENZA – Un’attività completamente fuori dalle regole, nascosta all’interno di un capannone, è stata scoperta dai carabinieri nel territorio vicentino. Quattro persone – due donne e due uomini – sono state denunciate per macellazione abusiva, maltrattamento di animali e gestione illecita di rifiuti.
Indagine partita da una segnalazione
L’operazione è scattata dopo un esposto presentato dalla Lega Anti Vivisezione, che aveva segnalato possibili condotte illegali legate alla lavorazione clandestina di carni all’interno di un immobile situato a Cassola.
I militari della compagnia di Bassano del Grappa, insieme al Nucleo Forestale di Vicenza, hanno avviato una serie di accertamenti mirati che hanno rapidamente confermato i sospetti.
Scoperto un laboratorio clandestino
Le verifiche si sono concentrate inizialmente su un capannone adiacente all’abitazione di una coppia residente a Cassola. All’interno della struttura è emersa una vera e propria attività organizzata di macellazione, svolta però in totale assenza di autorizzazioni e senza alcun rispetto delle normative sanitarie.
A seguito degli sviluppi investigativi, la Procura di Vicenza ha disposto una perquisizione che ha portato alla scoperta di un laboratorio abusivo di lavorazione delle carni, dotato anche di celle frigorifere contenenti prodotti già sezionati.
Quattro persone denunciate
Al momento del controllo, i militari hanno trovato i due proprietari dell’immobile insieme a un’altra coppia proveniente dal padovano, titolare di un’attività agrituristica. Tutti e quattro erano impegnati nella lavorazione della carne di un suino.
Per loro è scattata la denuncia con accuse pesanti: oltre alla macellazione clandestina, anche maltrattamento animale e smaltimento illecito di rifiuti.
Rifiuti smaltiti nei campi agricoli
Nel corso dell’ispezione sono stati rinvenuti anche numerosi scarti di animali macellati, in prevalenza selvatici. Secondo quanto ricostruito, le lavorazioni venivano effettuate anche per conto di cacciatori e conoscenti.
I residui venivano poi smaltiti illegalmente all’interno di una buca scavata in un terreno agricolo di proprietà degli indagati, pratica altamente pericolosa per l’ambiente e la salute pubblica.
Un sistema illecito ben strutturato
L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di interrompere un’attività che appariva ben organizzata e radicata, capace di operare al di fuori di ogni controllo sanitario e normativo.
Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare la rete di soggetti coinvolti nella filiera illegale della carne.