Magnano in Riviera, mostra su Afro al Castello di Prampero per il 1976-2026
Il percorso ricostruisce l’atelier di Afro e lega i 50 anni dalla morte al terremoto che colpì il castello nel 1976.
MAGNANO IN RIVIERA - Al Castello di Prampero prende forma una mostra che rimette al centro Afro Basaldella e il suo legame con il Friuli. Nel pomeriggio di 12 giugno 2026 si è tenuta la preview di “Afro al Castello di Prampero. L’Atelier del Silenzio 1976-2026”, esposizione promossa dal Comune di Magnano in Riviera e costruita attorno a un doppio anniversario: i cinquant’anni dalla scomparsa dell’artista e il ricordo del terremoto del 1976, che colpì duramente anche il castello.
Alla presentazione è intervenuto il vicepresidente della Regione con delega alla Cultura Mario Anzil, che ha definito l’iniziativa un passaggio importante non solo per l’omaggio a uno dei maggiori artisti friulani del Novecento, ma anche per la restituzione al territorio di una parte della sua storia culturale e della memoria collettiva.
Il cuore della mostra: l’atelier di Afro
Il punto centrale del percorso espositivo è la ricostruzione dell’atelier dell’artista, indicato come il cuore della mostra. È qui che il Castello di Prampero smette di essere soltanto contenitore e diventa parte stessa del racconto: secondo quanto emerso durante la preview, Afro visse nel castello una fase significativa della propria maturità artistica, trovando nel paesaggio friulano e nel silenzio del luogo uno spazio di ricerca, lavoro e ispirazione.
La scelta di riportare al pubblico l’atelier punta quindi a mostrare non solo le opere o la figura dell’artista, ma anche il luogo concreto in cui prendevano forma il suo lavoro e il rapporto con questa terra.
Il doppio anniversario del 1976
Uno degli elementi più forti dell’esposizione è il legame tra due date che segnano il titolo stesso della mostra, 1976-2026. Da un lato il 1976 è l’anno della morte di Afro Basaldella; dall’altro è l’anno del sisma che segnò il Friuli e colpì anche il Castello di Prampero.
La mostra mette quindi in relazione due memorie diverse ma intrecciate: quella artistica e quella civile. Il progetto propone di leggere quel passaggio storico non soltanto come ricorrenza, ma come occasione di conoscenza e riflessione, tenendo insieme la vicenda personale di Afro e la ferita collettiva vissuta dal territorio.
Chi ha lavorato al progetto
Nel corso dell’incontro, Anzil ha ringraziato il Comune di Magnano in Riviera, la Fondazione Syncretika, la curatrice Annalisa Boreatti, la famiglia di Prampero e quanti hanno contribuito alla realizzazione della mostra.
L’intervento del vicepresidente ha messo l’accento anche sul metodo con cui l’iniziativa è stata costruita: una realtà locale di dimensioni contenute, ha osservato, può dar vita a progetti culturali di respiro internazionale quando riesce a lavorare con una visione chiara e una rete di collaborazioni solide. La Regione, ha aggiunto, ha sostenuto il percorso fin dall’inizio riconoscendo nell’opera di Afro Basaldella un patrimonio dell’intero Friuli Venezia Giulia.
Afro Basaldella e il legame con il Friuli
Nel corso della preview è stato richiamato anche il profilo internazionale dell’artista friulano, indicato come uno dei protagonisti assoluti dell’arte contemporanea del Novecento. Il tratto messo in evidenza non è soltanto la sua statura nel panorama artistico, ma la capacità di dialogare con il mondo mantenendo un rapporto saldo con le proprie radici.
È proprio questo intreccio tra identità locale e apertura internazionale a dare senso all’allestimento di Magnano in Riviera: la mostra riporta l’attenzione su un artista nato in Friuli e su un luogo preciso della sua esperienza creativa, trasformando il castello in una chiave di lettura della sua opera.
Il titolo completo dell’esposizione presentata a Magnano in Riviera è “Afro al Castello di Prampero. L’Atelier del Silenzio 1976-2026”, con la curatela di Annalisa Boreatti e la collaborazione della Fondazione Syncretika, della famiglia di Prampero e dell’amministrazione comunale.