Nuova gestione per Malga Tragonia: una famiglia si trasferisce in quota a Forni di Sopra
Nuova gestione per Malga Tragonia a Forni di Sopra: ristorazione, cucina tipica e presto formaggi e pernottamento.
FORNI DI SOPRA - Una nuova gestione, una famiglia che sceglie di vivere la montagna e un punto di ristoro che torna a rafforzare uno degli itinerari più amati di Forni di Sopra. Da sabato 4 luglio, Malga Tragonia ha riaperto con la gestione di Mara Pacorig e Stefano Cantone, insieme alle figlie Shannon ed Emma.
La malga, inserita nel percorso del Giro delle Malghe, torna così a essere un riferimento per escursionisti, appassionati di montagna e visitatori che cercano un’esperienza autentica tra pascoli, cucina tipica e panorami sulle Dolomiti Friulane.
Una famiglia in quota
A rendere speciale la nuova gestione non sono soltanto il paesaggio, i prati verdi e le mucche al pascolo. C’è anche la scelta di una famiglia di portare in quota accoglienza, lavoro e quotidianità.
Mara, fornese di nascita, e Stefano, fornese d’adozione, hanno avviato l’attività puntando sulla ristorazione e sui piatti della tradizione locale. Nel menu trovano spazio selvaggina, polenta, frico, erbe di montagna e dolci tipici, in linea con l’identità gastronomica dell’alta Val Tagliamento.
La presenza delle figlie Shannon ed Emma contribuisce a creare un clima familiare e diretto, elemento che rafforza il carattere autentico dell’esperienza in malga.
L’apertura con la comunità
L’apertura ufficiale si è svolta sabato 4 luglio con la benedizione del parroco don Daniel e la presenza del sindaco e del vicesindaco di Forni di Sopra.
Un momento semplice ma significativo, che ha segnato la ripartenza di una struttura importante per il territorio e per il sistema dell’accoglienza escursionistica locale.
La riapertura si inserisce in una fase di attenzione crescente verso la montagna friulana, già protagonista di iniziative e percorsi legati a natura, turismo e comunità, come accade anche negli appuntamenti estivi tra Forni Avoltri e Piani di Luzza.
Non solo ristorazione: in arrivo latte, formaggi e pernottamento
Per il momento la nuova gestione offre il servizio di ristorazione, ma il progetto è destinato a crescere.
Nei prossimi mesi sono infatti previsti l’avvio della lavorazione del latte, la produzione di formaggi e la possibilità di pernottare in malga.
Un ampliamento dell’offerta che permetterà a Malga Tragonia di diventare non solo punto di ristoro, ma anche luogo di esperienza, sosta e scoperta per chi percorre gli itinerari in quota.
Come raggiungere Casera Tragonia
Casera Tragonia si trova a 1.752 metri di quota, in un’ampia valle ricca di pascoli e sorgenti.
È raggiungibile da Forni di Sopra partendo dalla piazza centrale di Vico e seguendo la strada forestale con segnavia CAI 208. Il percorso richiede circa 2 ore e 30 minuti, con un dislivello di circa 850 metri, ed è adatto anche agli appassionati di mountain bike.
In alternativa si può salire lungo i sentieri CAI 209 e 223/223A.
La malga è collegata anche al Rifugio Casera Tartoi tramite il sentiero 211, con un tempo di percorrenza di circa 40 minuti, e a Casera Razzo attraverso i segnavia 210 e 209, con circa 2 ore di cammino.
Un tassello per il Giro delle Malghe
La riapertura di Malga Tragonia rappresenta un valore aggiunto per l’offerta escursionistica di Forni di Sopra.
La struttura torna infatti a rafforzare il celebre Giro delle Malghe, l’anello che collega cinque malghe in quota: Lavazeit, Varmost, Tartoi, Tragonia e Montemaggiore.
Si tratta di un itinerario molto apprezzato da chi cerca un contatto diretto con l’ambiente alpino, tra pascoli, boschi, panorami sulle Dolomiti Friulane e scorci sull’alta Val Tagliamento.
Le altre malghe gestite
Nel sistema del Giro delle Malghe restano attive anche altre strutture.
Il Rifugio Casera Tartoi è regolarmente gestito da Roberta, Sebastiano e Girolamo, mentre Casera Varmost è monticata da Romina, Ivan e dal piccolo Alex, con produzione in loco di formaggi caprini artigianali.
Con la nuova gestione di Tragonia, Forni di Sopra rafforza dunque un modello di accoglienza che unisce turismo lento, prodotti locali, famiglie in quota e valorizzazione concreta del territorio.
A cura di David Cappellari