Manifestazione in piazza a Udine, Cristina Pozzo: "persone stanche e preoccupate per il loro futuro"

"E’ l’inizio di un percorso che percorreremo assieme. Grazie a tutte le persone che sono intervenute in piazza, dimostrando la necessità di un cambiamento e di attenzione per le categorie". A riferirl...

01 novembre 2020 12:47
Manifestazione in piazza a Udine, Cristina Pozzo: "persone stanche e preoccupate per il loro futuro" -
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"E’ l’inizio di un percorso che percorreremo assieme. Grazie a tutte le persone che sono intervenute in piazza, dimostrando la necessità di un cambiamento e di attenzione per le categorie".

A riferirlo con una nota odierna è Cristina Pozzo, Vicepresidente Partite Iva Fvg, Presidentessa nazionale comitato Partite Iva ed organizzatrice della manifestazione tenutasi ieri sera in piazza XX settembre a Udine.

"La manifestazione di sabato è stata organizzata con pochi mezzi, miglioreremo - prosegue Pozzo -, ma è da sottolineare che i protagonisti assoluti sono state le persone stanche e preoccupate per il loro futuro e per la loro famiglie".

"Eravamo in tanti ed abbiamo dato la possibilità a tutti di esprimere il proprio dissenso - sottolinea l'organizzatrice - tutto si è svolto civilmente, qualche petardo a parte".

"Come organizzazione siamo molto soddisfatti sia dell'afflusso che dello svolgimento della serata, ora è necessario mantenere l’unità di intenti e proseguire un cammino di attenzione e sostegno verso le partite iva e verso quelle categorie che si sono impegnate per rispettare le prescrizioni, che lavorano  con le precauzioni e che non possono permettersi di stare a casa perché un eventuale obolo una tantum  da 600 euro non ci consente di vivere".

"Ogni giorno facciamo sacrifici per procurarci lavoro e clienti, ci viene sottratto tutti troppo velocemente per non alzare la voce, spaventati ma soprattutto insoddisfatti verso un sistema che non ci dà certezze. A questo punto le istituzioni devono rispondere con numeri concreti e provvedimenti seri e non tentativi".

"Noi chiediamo di lavorare e lo faremo in sicurezza. Ma fateci lavorare. La salute è anche benessere psicofisico, non solo fisico. In questo momento oltre all’emergenza dei contagi stiamo mettendo a dura prova la sopravvivenza delle persone lacerate dalla preoccupazione di non farcela economicamente per dare un futuro ai propri figli".

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