Marco Mazzariol alfiere della Repubblica a 15 anni: la storia raccontata a Nordest24 | VIDEO
Su Nordest24 la storia di Marco Mazzariol, 15 anni, nominato alfiere della Repubblica da Sergio Mattarella.
Giovedì 24 aprile 2026, alle 20.30, Nordest24 ha trasmesso una nuova puntata di approfondimento condotta da Patrick Ganzini, dedicata alla straordinaria storia di Marco Mazzariol, 15 anni, nominato alfiere della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella.
Una puntata intensa, emozionante e ricca di spunti, nella quale Marco ha raccontato il suo percorso, la sua quotidianità, l’impegno nella sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne, il valore della ricerca scientifica e l’importanza dell’inclusione.
Accanto a lui, durante la trasmissione, anche il padre Stefano Mazzariol, che ha condiviso il punto di vista della famiglia, il significato di questa nomina e il cammino affrontato dopo la diagnosi.
Marco Mazzariol è stato nominato alfiere della Repubblica per il suo impegno, la sua forza, la sua energia e la capacità di trasformare una condizione complessa in un messaggio positivo per gli altri.
Durante la puntata, il ragazzo ha raccontato l’emozione provata nel momento in cui ha saputo del riconoscimento. Inizialmente quasi incredulo, Marco ha spiegato di aver sempre desiderato incontrare il presidente Sergio Mattarella.
La cerimonia al Quirinale è prevista per il 7 maggio, data in cui Marco potrà ricevere ufficialmente il riconoscimento e vivere un momento atteso con grande entusiasmo.
Marco frequenta la prima B del liceo scientifico delle scienze applicate Max Planck. Nel corso dell’intervista ha parlato anche dell’importanza dello studio, definendolo uno strumento fondamentale per conoscere, crescere e costruire il proprio futuro.
Un messaggio rivolto soprattutto ai coetanei: studiare significa avere più strumenti per affrontare la vita, comprendere il mondo e realizzare i propri obiettivi.
Uno dei temi centrali della puntata è stato quello delle barriere architettoniche. Marco ha raccontato di aver partecipato a un sopralluogo nella sua scuola insieme a due architetti e al sindaco del Comune di Carbonera, per individuare ostacoli spesso invisibili a chi non vive una disabilità.
Gradini, accessi difficili, percorsi non adatti: dettagli che possono trasformarsi in limiti concreti per chi si muove in carrozzina.
Per Marco, però, la carrozzina non è un ostacolo, ma un mezzo che gli consente di muoversi, viaggiare, partecipare e coltivare le proprie passioni. Come ha spiegato anche il padre Stefano, non bisogna parlare di una persona “costretta” in carrozzina, perché la carrozzina è ciò che permette libertà e autonomia.
Durante la trasmissione è stato citato anche il progetto “Un passo alla volta”, promosso da Parent Project, associazione di riferimento per le famiglie che convivono con la distrofia muscolare di Duchenne e Becker.
L’iniziativa punta a mappare le barriere architettoniche nei comuni italiani, coinvolgendo non solo le persone con disabilità, ma anche cittadini, famiglie e comunità locali.
Un progetto che dimostra come l’inclusione non sia un tema riservato a pochi, ma una responsabilità collettiva.
Stefano Mazzariol ha raccontato anche il momento della diagnosi. I primi segnali sono arrivati quando Marco era ancora molto piccolo, prima dei due anni, con alcune difficoltà nei movimenti, in particolare nel rialzarsi da terra.
Gli approfondimenti medici hanno poi portato alla diagnosi di distrofia muscolare di Duchenne, una patologia genetica progressiva che causa debolezza muscolare e colpisce quasi esclusivamente i maschi.
Il padre ha spiegato con chiarezza come questa malattia sia legata al cromosoma X e come, in alcuni casi, possa essere ereditaria, mentre in altri possa comparire per mutazione spontanea.
La diagnosi, per una famiglia, rappresenta un momento durissimo. Stefano ha raccontato la paura iniziale, il senso di smarrimento e la sensazione che molti sogni potessero improvvisamente crollare.
Poi, con il tempo, la famiglia ha imparato a reinterpretare il futuro, scoprendo che nulla era finito: scuola, passioni, viaggi, amicizie e progetti potevano continuare, seppur con nuove attenzioni e nuove sfide.
La storia di Marco dimostra proprio questo: anche davanti a una patologia complessa, è possibile costruire un percorso pieno, attivo e ricco di significato.
Marco è un ragazzo pieno di interessi. Ama le auto, la musica rock, il teatro, i viaggi e gli eventi. Con il padre ha partecipato a concerti di grandi band, tra cui Toto, AC/DC e Iron Maiden.
Dietro di lui, durante la puntata, erano visibili autografi e dediche di artisti importanti, segno di una passione vissuta con entusiasmo.
Tra le esperienze raccontate c’è anche quella del teatro, che Marco considera una vera attività inclusiva: salire sul palco, recitare e muoversi insieme agli altri ragazzi dimostra che per partecipare non servono necessariamente gambe che funzionano, ma talento, volontà e possibilità concrete.
Un ruolo fondamentale nel percorso di Marco e della sua famiglia è svolto da Parent Project, associazione che sostiene la ricerca, accompagna le famiglie e crea una rete tra genitori, ragazzi, medici, ricercatori e specialisti.
Stefano ha sottolineato quanto sia importante condividere esperienze, informazioni e strategie. L’associazione, nata dall’impegno di famiglie che hanno vissuto direttamente questa realtà, rappresenta un punto di riferimento prezioso.
Grazie alla ricerca e ai trattamenti sviluppati negli anni, la prospettiva di vita e la qualità della vita dei ragazzi con Duchenne sono profondamente cambiate. Oggi molti giovani studiano, si laureano, lavorano e costruiscono un progetto di vita.
Marco ha spiegato il valore della ricerca scientifica con un’immagine semplice ed efficace: una casa costruita mattone dopo mattone. Ogni scoperta, ogni sperimentazione e ogni progresso rappresentano un piccolo passo avanti.
La ricerca può essere lenta, ma proprio per questo deve essere solida. Ogni risultato contribuisce a rendere più efficace il percorso verso nuove terapie e trattamenti.
Il padre Stefano ha ricordato che non esiste una soluzione immediata o miracolosa, ma una somma di progressi capaci di cambiare gradualmente il decorso della malattia.
Nel corso della puntata, Marco ha rivolto un messaggio forte a chi vive situazioni simili alla sua: non arrendersi mai.
Secondo lui, invece di concentrarsi su ciò che non si può fare, bisogna guardare alle possibilità, trasformando i limiti in opportunità per realizzare i propri sogni.
Un pensiero maturo e potente, soprattutto perché arriva da un ragazzo di soli 15 anni, capace di parlare con lucidità, sensibilità e grande consapevolezza.
Alla domanda sul suo futuro, Marco ha risposto con grande determinazione: da grande sogna di fare il politico.
Un desiderio nato dalla volontà di aiutare gli altri e portare nelle istituzioni l’esperienza di chi conosce da vicino il tema della disabilità, dell’accessibilità e dell’inclusione.
Il padre Stefano ha sottolineato come la presenza di persone con questo tipo di sensibilità nei luoghi decisionali potrebbe migliorare la società per tutti. Rendere uno spazio accessibile a chi ha più difficoltà, infatti, significa renderlo migliore per l’intera comunità.
Stefano Mazzariol ha descritto il figlio con parole semplici ma profonde: energia, sorriso, altruismo e positività. Marco è stato anche parte del consiglio comunale dei ragazzi del Comune di Carbonera, esperienza che gli ha permesso di rappresentare i coetanei e portare avanti idee per la comunità.
Una voglia di partecipare che coinvolge tutta la famiglia. Anche il fratello minore, vedendo l’impegno di Marco, ha scelto di dare il proprio contributo in occasione della conferenza di Parent Project.
La puntata si è conclusa con l’attesa per la cerimonia del 7 maggio al Quirinale. Marco incontrerà il presidente Sergio Mattarella, realizzando un desiderio che coltivava da tempo.
Un momento importante non solo per lui e per la sua famiglia, ma anche per tutte le persone che vedono nella sua storia un esempio di coraggio, determinazione e speranza.
Nordest24, con la conduzione di Patrick Ganzini, ha raccontato una vicenda capace di unire emozione, impegno civile e informazione, dando voce a un ragazzo che, a soli 15 anni, è già un simbolo di forza e futuro.