Marmomac and The City a Verona: la guida alle 18 installazioni in centro

Il percorso diffuso parte da piazza Bra e arriva al Teatro Romano: dura circa due ore a piedi e resta visitabile fino all’11 ottobre.

21 settembre 2026 15:18
Marmomac and The City a Verona: la guida alle 18 installazioni in centro -
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VERONA – Non serve entrare in fiera per incontrare Marmomac. Da oggi, lunedì 21 settembre, il centro storico di Verona ospita Marmomac and The City, percorso di installazioni in pietra naturale che accompagna la sessantesima edizione della manifestazione in programma a Veronafiere dal 22 al 25 settembre. L’itinerario resta allestito fino a domenica 11 ottobre e mette in relazione piazze, cortili e il Museo archeologico al Teatro Romano.

È una proposta pensata anche per chi non è un operatore del settore: si svolge nello spazio urbano, non richiede l’ingresso al quartiere fieristico e offre un modo concreto per attraversare il centro con uno scopo preciso. La pagina ufficiale di Marmomac and The City conferma le date e il progetto, mentre la brochure dell’organizzazione indica 18 opere e una durata di circa due ore a piedi. Prima di partire conviene scaricare o consultare la mappa ufficiale del percorso: è il modo più semplice per non perdere le tappe meno immediate, soprattutto quelle nei cortili.

Quando si può vedere e quanto costa

Le installazioni sono indicate dal 21 settembre all’11 ottobre 2026. Trattandosi di opere collocate in piazze, passaggi e spazi urbani, il percorso è fruibile liberamente negli orari di accesso ai luoghi pubblici; nei materiali ufficiali non risultano biglietti o prenotazioni per la visita del circuito. Questo va distinto da Marmomac in fiera: la rassegna professionale è in programma da martedì 22 a venerdì 25 settembre, dalle 9.30 alle 18, con ticketing proprio.

Chi vuole invece visitare Veronafiere deve fare riferimento alle informazioni per i visitatori pubblicate da Marmomac, che riportano orari, biglietteria, accessibilità e collegamenti. Per il solo itinerario in città, scarpe comode e telefono con la mappa sono più utili di un pass fieristico.

Il tracciato: da piazza Bra al Teatro Romano

La mappa non propone un percorso obbligato in senso unico, ma la sequenza più lineare parte da piazza Bra, continua verso l’Arco dei Gavi e Porta Borsari, attraversa piazza Erbe, piazzetta Navona, il cortile del Tribunale e quello del Mercato Vecchio, arriva in piazza dei Signori e termina al Museo archeologico al Teatro Romano. Il tempo stimato dall’organizzazione è circa due ore: una misura realistica se ci si ferma a leggere le schede e a fotografare le opere; può diventare più lungo nei momenti di affluenza o se si aggiungono musei, negozi e soste.

In piazza Bra è collocata Beyond Barrier di Federico Ferrarini, realizzata con Verona Stone District: l’opera mette insieme due ali asimmetriche e cinque cerchi come richiamo a inclusione e superamento dei limiti. Nella stessa area si trova Flowing Forms of Discontinuity in Life, progetto di Ross Lovegrove per Henraux. È un avvio utile perché mette subito a confronto due registri diversi: un segno più simbolico e una forma che porta il marmo verso un’immagine dinamica e quasi futuristica.

All’Arco dei Gavi il visitatore incontra Noncikado di Gi pi Soft, una poltrona sospesa, e Ephelio di Elena Salmistraro, un volto astratto di elefante. A Porta Borsari ci sono MarMolla di Benvenuto Saba e Sassi d’Autore di Antonio Aricò: non sono semplici sculture da guardare a distanza, ma lavori che ragionano su seduta, equilibrio e forme urbane. Per questo vale la pena rallentare e leggere i cartelli di accompagnamento, senza trasformare le opere in arredi da usare se non è espressamente consentito sul posto.

Le tappe nel cuore della città

Piazza Erbe ospita Agorà di Beatriz Sempere e Rough di Fabio Novembre. La prima propone sedute monolitiche dalle forme organiche; la seconda nasce da lastre di marmo di recupero e porta nel percorso il tema del riuso. Sono due esempi efficaci per capire il filo conduttore dell’iniziativa: la pietra non viene presentata soltanto come materiale monumentale o di rivestimento, ma come materia da progetto, capace di cambiare la percezione di uno spazio quotidiano.

In piazzetta Navona sono segnalate Oplà di Emiliana Martinelli e Knot Chair di Michel Boucquillon. Il cortile del Tribunale raccoglie invece Germogli di Nicola Maggi e Sequenza dello Studio Leone: nel primo caso dalla pietra emergono alberi di agrumi, nel secondo un sistema modulare dialoga con il verde. Il tratto successivo, nel cortile del Mercato Vecchio, ospita Maremosso e Strata, quest’ultima di Gumdesign: un unico blocco viene suddiviso in elementi che mantengono la memoria del materiale originario.

Il passaggio da cortili e piazze richiede un’attenzione pratica: alcune opere sono in punti che si raggiungono deviando di pochi metri dalla direttrice principale. Per chi conosce già Verona è facile saltarli passando direttamente da piazza Erbe a piazza dei Signori; per questo la mappa non è un dettaglio editoriale, ma lo strumento che rende davvero completo l’itinerario.

Piazza dei Signori e l’ultima tappa oltre l’Adige

In piazza dei Signori il percorso concentra tre lavori: Dorsale di Nicolas Bertoux, Eternal Fragment di Pietro Franceschini e Arthur Vallin e Cara y Envés di Gustavo Vélez. Dorsale è una sequenza sinuosa di sedute ispirata alla colonna vertebrale di una creatura mitologica; Eternal Fragment ragiona invece sulla rovina immaginaria e sulla trasformazione di frammenti, vuoti e assenze. Sono opere particolarmente leggibili nel contesto della piazza, dove l’architettura storica non è uno sfondo neutro ma parte della visita.

L’ultima fermata è al Museo archeologico al Teatro Romano, con Genesi di Raffaello Galiotto per Lithos Design: una serie di pieghe fluide in cui tecnologia digitale e tradizione scultorea si incontrano. La tappa richiede di attraversare l’Adige; è quindi sensato programmare il percorso con luce sufficiente, soprattutto se si parte nel tardo pomeriggio. L’opera è inserita nel circuito diffuso, ma l’accesso alle eventuali aree museali segue regole e biglietti propri: prima di aggiungere la visita alle collezioni va controllato l’orario del museo.

Come organizzare la passeggiata senza confondere città e fiera

Il primo equivoco da evitare è pensare che il percorso sia dentro Veronafiere. Non lo è: Marmomac and The City è l’estensione culturale cittadina della rassegna e nasce dalla collaborazione con White Carrara, con il patrocinio dei Comuni di Verona, Carrara e Pietrasanta. La fiera resta un evento separato, rivolto alla filiera di marmo, design, macchine e tecnologie. Nordest24 ha già raccontato la presenza brasiliana e il focus sulle quarziti a Marmomac: qui l’angolazione è diversa, perché riguarda un’esperienza che può fare chi vive in città o arriva per una giornata.

Il secondo equivoco è logistico. Nei giorni della manifestazione l’area di Veronafiere sarà molto frequentata; non c’è motivo di usare l’auto per inseguire le opere nel centro storico. Per il percorso urbano sono preferibili arrivo a piedi, bici, autobus o treno, scegliendo una partenza da piazza Bra o da Porta Nuova. Le navette gratuite che Marmomac indica tra stazione, fiera e centro servono al quartiere espositivo, non sono una navetta dedicata alle 18 installazioni. Chi combina le due visite nello stesso giorno deve quindi mettere in conto tempi di spostamento e la chiusura della fiera alle 18.

La capacità di Verona di usare i grandi appuntamenti fieristici come vetrina internazionale è un tema che va oltre il marmo: il nostro approfondimento sull’accordo di Veronafiere con ITABIA per la filiera legno-energia mostra un altro esempio di questa proiezione. Anche il design locale è un settore da osservare: nell’articolo sulla crescita di HIRO Design a Verona abbiamo raccontato come un’impresa del territorio lavori su prodotti e mercato europeo. Sono contesti diversi, ma aiutano a leggere perché un percorso di opere temporanee nel centro non sia un accessorio della fiera.

Checklist finale per chi parte

La visita riesce meglio scegliendo due ore senza appuntamenti stretti, scaricando la mappa prima di uscire e iniziando da piazza Bra o da piazza Erbe. Conviene portare acqua, usare scarpe adatte a sanpietrini e scalini e verificare sul momento eventuali transennamenti o lavori che possano modificare l’accesso a cortili e passaggi. Per foto più ordinate, la mattina dei giorni feriali tende a essere preferibile alle fasce centrali del weekend; è un suggerimento pratico, non un orario ufficiale.

Il valore dell’iniziativa sta nella sua immediatezza: fino all’11 ottobre chi passa da Verona può costruirsi una visita gratuita e precisa, senza doversi improvvisare esperto di materiali. Basta seguire le 18 tappe e lasciare che siano piazze e cortili a dare misura alle opere.

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