Marostica, FLC CGIL Vicenza difende scuola e docenti dopo le polemiche
La segreteria provinciale della FLC CGIL Vicenza interviene sul caso dell’Istituto Comprensivo e difende autonomia scolastica e docenti
MAROSTICA - La FLC CGIL Vicenza prende posizione sul caso che nelle ultime ore ha investito l’Istituto Comprensivo di Marostica e parla di una polemica politica e mediatica costruita contro la scuola. La segreteria provinciale del sindacato esprime «massima e incondizionata solidarietà» al dirigente scolastico, alle maestre, a tutto il personale, alle bambine, ai bambini e alle loro famiglie, definiti vittime di una strumentalizzazione politica giudicata «inaccettabile e pericolosa».
Nel suo intervento, il sindacato ribadisce alcuni punti che considera centrali nella tutela dell’istituzione scolastica. Secondo la FLC CGIL, il progetto didattico finito al centro delle contestazioni è stato approvato regolarmente dagli organi collegiali della scuola e ha ottenuto il consenso informato e l’autorizzazione scritta di tutti i genitori coinvolti. Per questo, aggiunge, la regolarità delle procedure interne e il funzionamento democratico della scuola non possono essere messi in discussione da giudizi sommari maturati sui social network da parte di chi, sostiene il sindacato, non conosce il mondo scolastico.
La presa di posizione insiste poi sulla tutela della libertà di insegnamento, richiamando l’articolo 33 della Costituzione, secondo cui «l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento». Per la FLC CGIL Vicenza spetta ai docenti, nell’ambito della loro autonomia professionale e pedagogica, individuare i percorsi più adatti a sviluppare negli studenti pensiero critico, empatia e comprensione della complessità del mondo contemporaneo. Un tema che si intreccia, osserva il sindacato, con quello dell’autonomia scolastica, rivendicata come principio da difendere: la scuola pubblica, afferma la nota, non può essere ridotta a uno strumento di propaganda o a un ufficio governativo, ma resta un luogo in cui ogni giorno si lavora per formare cittadini liberi, critici e solidali.
La denuncia del sindacato
A intervenire è anche il segretario generale provinciale della FLC CGIL Vicenza, Giuseppe Marotta, che definisce quanto accaduto «l’ennesimo attacco mediatico», ricordando il caso del Liceo Fogazzaro di Vicenza dello scorso dicembre. Secondo Marotta, la vicenda sarebbe stata orchestrata attraverso i social con l’obiettivo di trasformare un legittimo e trasparente percorso di educazione civica in uno scontro ideologico. Nelle sue parole, si tratta di «un'operazione becera» che avrebbe esposto in rete l’immagine di minori e la reputazione di professionisti della scuola pubblica.
Il segretario aggiunge che la FLC CGIL resterà al fianco della comunità scolastica di Marostica e di tutti i lavoratori della conoscenza, respingendo ogni tentativo di censura, di limitazione della libertà d’insegnamento e di controllo politico sulle scuole. Nella stessa dichiarazione, il sindacato stigmatizza quella che definisce una gravissima ingerenza della politica nella vita scolastica.
Libertà di insegnamento e educazione civica
Nel documento, la FLC CGIL Vicenza insiste anche sul contenuto educativo del percorso contestato, sostenendo che l’insegnamento della solidarietà, dei diritti umani e del rifiuto dell’indifferenza di fronte alle tragedie globali rientra pienamente nei principi costituzionali e nell’educazione civica. Per il sindacato, non si tratta di «lavaggi del cervello» né di bandiere ideologiche, ma di elementi fondanti della scuola della Repubblica.
Il richiamo ai percorsi di educazione civica si inserisce in un dibattito più ampio che in questi mesi ha toccato anche altri ambiti del mondo scolastico, come quello dell’educazione stradale per gli studenti della Dante Alighieri, spesso al centro di attività formative rivolte agli alunni.
La posizione finale della FLC CGIL Vicenza è netta: la scuola della Repubblica, si legge nella dichiarazione del segretario Giuseppe Marotta, «è e deve rimanere uno spazio di libertà, pluralismo e inclusione». Nella nota il sindacato ricorda inoltre che il progetto didattico contestato aveva ricevuto il consenso informato e l’autorizzazione scritta da parte di tutti i genitori coinvolti.