Segue un 13enne fino a casa e tenta di stuprarlo: il ragazzo fugge nudo e urlando | VIDEO

Padova, Massimiliano Mulas indagato per tentata violenza sessuale su un 13enne. Il ragazzo riuscì a fuggire e a chiedere aiuto.

14 ottobre 2026 11:24
Segue un 13enne fino a casa e tenta di stuprarlo: il ragazzo fugge nudo e urlando | VIDEO -
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PADOVA – Un tredicenne riuscì a scappare dalla propria abitazione e a chiedere aiuto in strada, sottraendosi a un presunto tentativo di violenza sessuale. Per quell’episodio, avvenuto il 10 aprile 2025, risulta indagato Massimiliano Mulas, 47 anni, attualmente detenuto nel carcere di Gorizia.

A riferire la vicenda è Il Gazzettino e Il Mattino di Padova, che ricostruiscono quanto sarebbe accaduto nell’abitazione del ragazzo, in zona Palestro, e gli elementi raccolti successivamente dagli investigatori.

Il pedinamento dopo l’uscita da scuola

Secondo la ricostruzione riportata, Mulas avrebbe seguito il tredicenne dall’uscita della scuola fino a casa. I genitori del ragazzo erano assenti perché al lavoro.

Il 47enne, nato in Germania, sarebbe riuscito a conquistare la fiducia dell’adolescente e a convincerlo ad aprire la porta dell’appartamento.

Una volta entrato, avrebbe indotto il minore a spogliarsi. A quel punto il ragazzo, impaurito, avrebbe compreso il pericolo e sarebbe riuscito ad allontanarsi.

La fuga in giardino e la richiesta di aiuto

Il tredicenne si sarebbe inizialmente nascosto in giardino, per poi raggiungere la strada urlando e chiedendo aiuto.

Alcuni passanti sono intervenuti per soccorrerlo. Poco dopo sono arrivate due pattuglie della polizia, mentre Mulas si era già allontanato, facendo perdere le proprie tracce.

La protezione delle persone che subiscono violenza è al centro anche di altri interventi raccontati nel territorio, come l’arresto a Padova di un uomo trovato in ospedale accanto alla moglie nonostante il divieto di avvicinamento.

L’indagine e l’impronta nell’appartamento

Il sostituto procuratore Marco Brusegan ha avviato gli accertamenti. Mulas è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di tentata violenza sessuale aggravata.

Secondo quanto riferisce Il Gazzettino, gli investigatori della Squadra mobile avrebbero individuato nell’abitazione un’impronta digitale riconducibile al 47enne.

Un ulteriore elemento sarebbe arrivato dal ragazzo: nei giorni successivi avrebbe riconosciuto l’uomo nelle fotografie pubblicate su alcuni articoli di giornale dopo il suo arresto a Mestre per una violenza sessuale ai danni di una bambina di 11 anni.

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