Maturità 2026 in Veneto, FVG e Trentino: date, orari, cosa portare e gli errori da evitare

Prima prova il 18 giugno alle 8.30, seconda prova il 19: guida pratica per studenti e famiglie tra documenti, commissioni, materiali

12 giugno 2026 12:27
Maturità 2026 in Veneto, FVG e Trentino: date, orari, cosa portare e gli errori da evitare -
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La Maturità 2026 entra nella fase decisiva. La prima prova scritta è fissata per giovedì 18 giugno alle 8.30, la seconda per venerdì 19 giugno, poi inizieranno gli orali secondo il calendario definito dalle singole commissioni. Per migliaia di studenti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino è il momento in cui non basta più studiare: bisogna anche arrivare preparati dal punto di vista pratico.

Questa guida serve proprio a questo. Date, orari, documenti, materiali da portare, cose da controllare prima di entrare a scuola, errori da evitare e link utili per studenti e famiglie. Non sostituisce gli avvisi del proprio istituto, che restano il riferimento più importante, ma aiuta a mettere ordine nei passaggi da fare negli ultimi giorni.

In tutta Italia, secondo il Ministero dell'Istruzione e del Merito, gli studenti coinvolti sono 527.607 e le commissioni d'esame sono 13.989. Il dato racconta la dimensione nazionale dell'appuntamento, ma per chi deve sedersi al banco conta soprattutto una domanda: cosa devo fare, concretamente, tra oggi e il giorno della prima prova?

Le date da segnare subito

Il calendario nazionale dell'Esame di Stato 2026 prevede l'avvio delle prove scritte giovedì 18 giugno alle 8.30 con la prima prova di italiano. È la prova comune a tutti gli indirizzi e resta il primo grande passaggio della Maturità.

La seconda prova scritta è prevista venerdì 19 giugno. In questo caso la disciplina cambia in base al percorso di studi: licei, istituti tecnici e professionali hanno materie e quadri di riferimento diversi. Per questo è importante controllare sempre le comunicazioni della propria scuola e la pagina ufficiale degli Esami di Stato, dove sono raccolte le informazioni ministeriali.

Gli orali non hanno una data unica per tutti. Di solito partono dopo la correzione degli scritti e seguono l'ordine deciso dalla commissione. Alcune classi possono iniziare prima, altre dopo: il calendario viene comunicato dall'istituto o dalla commissione.

Per il Trentino la Provincia autonoma ha indicato anche la riunione plenaria delle commissioni per martedì 16 giugno. Il calendario trentino della Maturita 2026 conferma poi la prima prova il 18 giugno e la seconda il 19 giugno, con 140 commissioni e 4.585 candidati interni.

Cosa controllare entro il 17 giugno

Il giorno prima della prima prova non deve servire per inseguire informazioni mancanti. Entro mercoledì 17 giugno ogni studente dovrebbe avere chiari cinque punti.

Il primo è l'orario di ingresso. La prova comincia alle 8.30, ma l'arrivo a scuola viene normalmente richiesto prima. Meglio controllare l'orario indicato dall'istituto e non presentarsi all'ultimo minuto.

Il secondo è l'aula assegnata. In alcuni istituti le classi restano nella loro aula abituale, in altri vengono spostate per esigenze organizzative. Sembra un dettaglio, ma arrivare già sapendo dove andare riduce molta tensione.

Il terzo è il documento di identità. Serve averlo con sé, valido e facilmente raggiungibile. Non va lasciato in auto, nello zaino di un amico o in una borsa che poi viene messa lontano dal banco.

Il quarto è il materiale ammesso. Penne, dizionari se consentiti, calcolatrice se prevista per la seconda prova e altri strumenti devono rispettare le indicazioni dell'istituto e della commissione. Non basta "lo portano tutti": se un oggetto non è autorizzato, può diventare un problema.

Il quinto è il percorso per arrivare a scuola. Chi usa bus o treni dovrebbe verificare orari, eventuali modifiche e tempi reali. In questi giorni può essere utile tenere a portata anche la guida ai treni tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, soprattutto per chi si sposta da fuori comune o frequenta una scuola non vicina a casa.

Commissioni e commissari: dove guardare

Le commissioni della Maturita 2026 sono state pubblicate dal Ministero. Il motore di ricerca ministeriale consente di cercare la propria commissione per scuola, indirizzo e provincia, ma è sempre bene incrociare l'informazione con gli avvisi dell'istituto.

Il motivo è semplice: il dato ministeriale è il riferimento ufficiale, ma la scuola comunica agli studenti le istruzioni operative per il giorno dell'esame. Aula, orario di convocazione, modalità di accesso, eventuali indicazioni sui materiali e calendario degli orali arrivano dall'istituto.

In Friuli Venezia Giulia, l'ufficio scolastico del Friuli Venezia Giulia raccoglie anche normativa, quadri di riferimento, materiali e aggiornamenti regionali sull'Esame di Stato. Per chi frequenta scuole del FVG è una pagina utile da controllare, soprattutto quando si cercano documenti ufficiali e non riassunti generici trovati sui social.

Cosa portare alla prima prova

La checklist per il 18 giugno deve essere essenziale. Meglio poche cose giuste che uno zaino pieno di oggetti inutili.

Da portare:

- documento di identità valido;
- penne funzionanti, meglio almeno due o tre;
- eventuali dizionari ammessi, se indicati dalla scuola;
- acqua, se consentita e gestita secondo le regole dell'istituto;
- fazzoletti e piccoli oggetti personali davvero necessari;
- orologio analogico, se utile e se consentito;
- eventuali certificazioni o strumenti autorizzati per studenti con bisogni specifici, secondo quanto già concordato con la scuola.

Da evitare:

- telefono acceso o tenuto in tasca;
- smartwatch e dispositivi connessi;
- appunti, schemi, fogli non autorizzati;
- auricolari, cuffie o dispositivi elettronici;
- libri o materiali non ammessi;
- l'idea di "portarlo tanto poi vedo".

Sul telefono la regola pratica è una sola: seguire le istruzioni della commissione. Se viene chiesto di consegnarlo o tenerlo spento in un punto preciso, va fatto senza improvvisare. Una leggerezza su questo punto può rovinare una prova preparata bene.

Prima prova: come usare bene il tempo

La prima prova non premia soltanto chi scrive molto. Premia chi capisce la traccia, costruisce un testo ordinato e controlla quello che consegna.

Il primo consiglio è non scegliere la traccia nei primi due minuti. Conviene leggerle tutte, segnare quelle più adatte e poi decidere. Una traccia che sembra facile può nascondere un ragionamento debole; una traccia meno immediata può invece permettere un testo più personale e solido.

Il secondo consiglio è preparare una scaletta. Non deve essere lunga, ma deve dire dove si parte, quali punti si sviluppano e come si chiude. Senza scaletta aumenta il rischio di ripetersi, uscire dal tema o arrivare alla conclusione senza una direzione.

Il terzo consiglio è tenere tempo per rileggere. Errori di accordo, frasi troppo lunghe, citazioni confuse, parole ripetute e conclusioni frettolose pesano. Rileggere non è una formalità: è una parte della prova.

Per chi tende ad agitarsi, può aiutare una divisione semplice: prima lettura e scelta della traccia, poi scaletta, poi stesura, poi revisione. Non serve cronometrare ogni minuto, ma serve evitare di consumare metà prova solo per decidere.

Seconda prova: perché cambia tutto da indirizzo a indirizzo

La seconda prova è quella che spaventa di più molti studenti perché entra nel cuore dell'indirizzo. Non è uguale per tutti: cambia in base al percorso di studio e richiede una preparazione più tecnica.

Qui la priorità è controllare bene la disciplina caratterizzante, i materiali ammessi e le indicazioni date dai docenti. Per alcuni indirizzi può essere centrale l'uso di strumenti specifici, per altri conta soprattutto il metodo di risoluzione o la capacità di costruire un elaborato coerente.

Negli ultimi giorni non conviene aprire dieci argomenti nuovi. È più utile ripassare i nuclei fondamentali, rifare prove simili, controllare gli errori ricorrenti e sistemare le procedure. Chi perde punti spesso non lo fa perché "non sa niente", ma perché salta passaggi, scrive in modo disordinato o non gestisce bene il tempo.

Una buona strategia è preparare una lista personale degli errori tipici: formule dimenticate, passaggi non motivati, consegne lette male, grafici incompleti, lessico tecnico impreciso, calcoli lasciati senza controllo. La seconda prova va affrontata anche così: riducendo gli errori prevedibili.

Orale: cosa preparare davvero

L'orale non è un'interrogazione classica su tutto il programma. È un colloquio che punta a verificare collegamenti, ragionamento, competenze, percorso scolastico e capacità di esporre. Questo non significa che basti parlare bene: servono contenuti, ordine e lucidità.

Negli ultimi giorni è utile preparare:

- un ripasso ragionato delle discipline;
- collegamenti essenziali, non forzati;
- un modo chiaro per raccontare il percorso personale;
- eventuali esperienze PCTO, stage, progetti o attività significative;
- educazione civica, con esempi concreti;
- una risposta ordinata alla domanda "che cosa hai imparato da questo percorso?".

Il rischio più comune è costruire collegamenti artificiali solo per dimostrare di aver collegato tutto. Meglio pochi passaggi sensati che una rete confusa di nomi, date e concetti messi insieme a forza.

Per l'orale funziona una regola editoriale: ogni risposta deve avere un inizio, uno sviluppo e una chiusura. Anche se la domanda è breve, rispondere con ordine fa percepire controllo.

Veneto, FVG e Trentino: cosa cambia per gli studenti del Nordest

Il calendario nazionale è comune, ma il contesto locale conta. In Veneto molti studenti si muovono tra città, province e istituti molto frequentati: Padova, Verona, Vicenza, Treviso, Venezia, Belluno e Rovigo possono avere esigenze diverse per trasporti, traffico e orari.

In Friuli Venezia Giulia la distribuzione degli istituti tra Udine, Pordenone, Trieste, Gorizia e i centri più piccoli rende importante controllare bene spostamenti e comunicazioni territoriali. L'ufficio scolastico regionale resta un riferimento per documenti, materiali e aggiornamenti.

In Trentino il quadro è più compatto ma molto organizzato: la Provincia ha comunicato 140 commissioni e 4.585 candidati interni, con indicazioni già pubblicate sul portale Vivoscuola. Per gli studenti trentini il riferimento locale è particolarmente utile perché raccoglie informazioni e aggiornamenti legati al sistema scolastico provinciale.

Per tutti, però, il punto è lo stesso: non fidarsi solo dei messaggi nelle chat di classe. Le chat aiutano, ma l'ultima parola spetta alla scuola e alle fonti ufficiali.

Genitori: come aiutare senza aumentare l'ansia

Nei giorni prima della Maturità anche le famiglie hanno un ruolo. Il modo migliore per aiutare non è chiedere ogni ora "hai studiato?", ma togliere rumore attorno allo studente.

Serve aiutare a controllare documenti, orari, percorso, sveglia, materiali e rientro. Serve garantire pasti normali, sonno e un ambiente non troppo carico. Serve anche evitare paragoni con fratelli, cugini, amici o racconti nostalgici di esami passati.

Una frase utile è: "Cosa ti serve per arrivare tranquillo giovedì mattina?". Una frase meno utile è: "Ormai devi sapere tutto". La prima aiuta a organizzare. La seconda aumenta pressione senza dare strumenti.

Per le famiglie che devono gestire anche altri impegni, può essere utile tenere salvati contatti essenziali e servizi territoriali. In caso di necessità fuori orario, la guida su chi chiamare in caso di bisogno fuori orario può aiutare a orientarsi tra continuità assistenziale, emergenze reali e pronto soccorso.

La sera prima: cosa fare e cosa non fare

La sera prima della prima prova non è il momento per studiare fino alle due di notte. Un ripasso leggero può avere senso, ma l'obiettivo principale è arrivare lucidi.

Da fare:

- preparare zaino e documento;
- controllare penne e materiali;
- impostare due sveglie;
- decidere l'orario di uscita da casa;
- mangiare in modo normale;
- staccare dallo schermo prima di dormire;
- salvare eventuali avvisi della scuola.

Da non fare:

- cercare previsioni di tracce per ore;
- discutere in chat su ipotesi non verificate;
- iniziare un argomento nuovo;
- cambiare metodo all'ultimo;
- restare svegli per "ripassare ancora un po'";
- arrivare alla prova già stanchi.

Il ripasso migliore, nelle ultime ore, è quello che dà sicurezza. Se un argomento apre panico e non è più gestibile, spesso è meglio chiuderlo e consolidare ciò che si sa.

Gli errori più frequenti da evitare

Il primo errore è arrivare senza documento. Sembra impossibile, ma succede. Prepararlo la sera prima evita una corsa inutile.

Il secondo è sottovalutare il tragitto. Un bus perso, un treno in ritardo, un parcheggio lontano o un temporale improvviso possono trasformare una mattina già tesa in una partenza sbagliata. In caso di tempo instabile, può essere utile controllare anche la guida su meteo e temporali nel Nordest, soprattutto se si deve raggiungere la scuola da fuori comune.

Il terzo è scrivere troppo nella prima prova senza rileggere. La quantità non sostituisce la chiarezza.

Il quarto è copiare formule, appunti o soluzioni in modo non autorizzato. Il rischio non vale mai il risultato.

Il quinto è arrivare all'orale con collegamenti imparati a memoria ma non compresi. Se la commissione chiede di spiegare un passaggio, la fragilità emerge subito.

Il sesto è ascoltare troppe voci. Nei giorni prima dell'esame girano consigli, paure, pronostici e messaggi contraddittori. La via più sicura resta sempre: scuola, fonti ufficiali, docenti, buon senso.

Mini piano degli ultimi sei giorni

Da venerdì 12 a domenica 14 giugno: chiudere i ripassi grossi, sistemare gli argomenti più fragili, recuperare eventuali materiali mancanti.

Lunedì 15 giugno: simulare una traccia di prima prova o rileggere elaborati già corretti, concentrandosi sugli errori personali.

Martedì 16 giugno: ripasso ordinato della seconda prova, controllo degli strumenti ammessi e verifica degli avvisi della scuola.

Mercoledì 17 giugno: ripasso leggero, zaino pronto, documento, orari, percorso, sonno.

Giovedì 18 giugno: prima prova. Leggere con calma, scegliere bene, scrivere con struttura, rileggere.

Venerdì 19 giugno: seconda prova. Seguire la consegna, mostrare i passaggi, controllare calcoli, forma e completezza.

La cosa più importante

La Maturità non si gioca solo sulla quantità di studio degli ultimi giorni. Si gioca sulla capacità di arrivare ordinati: sapere dove andare, cosa portare, cosa è consentito, come gestire il tempo e come non farsi travolgere dalle informazioni sbagliate.

Per gli studenti di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino, il consiglio più utile è costruire una piccola routine da qui al 18 giugno: controllare le fonti ufficiali, seguire gli avvisi della scuola, dormire abbastanza, ripassare con metodo e non improvvisare la parte pratica.

Il resto lo faranno la preparazione, la lucidità e la capacità di trasformare cinque anni di scuola in un esame affrontato con testa, non solo con ansia.

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