Maxi blitz contro le baby gang: 539 arresti tra spaccio, risse e armi da fuoco | VIDEO

Operazione della Polizia in 44 province: 539 arresti, 954 denunce, droga, armi e 307mila euro sequestrati.

20 luglio 2026 09:11
Maxi blitz contro le baby gang: 539 arresti tra spaccio, risse e armi da fuoco | VIDEO -
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Una vasta operazione condotta dalla Polizia di Stato in 44 province italiane ha portato all’arresto o al fermo di 539 persone, tra maggiorenni e minorenni, e alla denuncia in stato di libertà di altri 954 soggetti. L’attività, coordinata dal Servizio centrale operativo, è stata organizzata per contrastare le diverse forme di criminalità giovanile, con particolare attenzione ai reati contro la persona e il patrimonio, allo spaccio di droga, al possesso di armi e ai fenomeni di violenza e odio diffusi anche attraverso i social network.

Il bilancio dell’intervento comprende il sequestro di 703 chilogrammi di sostanze stupefacenti, 307mila euro in contanti, 49 armi da fuoco, 87 armi bianche e 95 oggetti potenzialmente utilizzabili per aggredire o ferire. Durante l’operazione sono stati inoltre individuati 973 profili social contenenti messaggi di incitamento all’odio, alla violenza fisica e all’utilizzo di armi.

Complessivamente sono state controllate 187.956 persone nelle zone considerate maggiormente esposte allo spaccio e nei luoghi della movida. Tra queste figurano 19.489 minorenni.

Oltre 1.500 persone arrestate o denunciate

L’operazione si è concentrata su giovani che, da soli oppure all’interno di gruppi, sarebbero coinvolti in episodi di lesioni, risse, danneggiamenti, estorsioni, furti, rapine e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le attività investigative hanno riguardato anche la detenzione illegale di armi e strumenti destinati all’offesa, oltre a comportamenti discriminatori e violenti pubblicizzati sul web dagli stessi autori.

Nel dettaglio, la Polizia di Stato ha arrestato o sottoposto a fermo 492 maggiorenni e 47 minorenni. I provvedimenti sono stati adottati nell’ambito di indagini relative a reati contro la persona, contro il patrimonio e in materia di droga.

Sono stati invece denunciati in stato di libertà 791 maggiorenni e 163 minori, accusati a vario titolo di ricettazione, possesso di armi, detenzione di strumenti atti a offendere e possesso di sostanze stupefacenti destinate allo spaccio.

Sequestrati 703 chili di sostanze stupefacenti

Una parte consistente dell’operazione ha riguardato il contrasto allo spaccio di droga, soprattutto nelle piazze frequentate dai giovani, nelle zone della movida e nei luoghi di aggregazione.

Durante i controlli e le perquisizioni sono stati sequestrati 41 chilogrammi di cocaina, 660 chilogrammi di cannabinoidi e due chilogrammi di ketamina.

Gli agenti hanno inoltre recuperato circa mille compresse di ossicodone, insieme a quantitativi di shaboo, ecstasy, MDMA, benzodiazepine e altre sostanze stupefacenti e psicotrope.

Nel corso delle attività sono stati trovati anche numerosi bilancini di precisione, considerati strumenti utilizzati per pesare e suddividere le dosi destinate alla vendita.

Controllati immobili, sale giochi e attività commerciali

Le verifiche non si sono limitate alle strade e alle piazze. La Polizia ha controllato complessivamente 1.182 immobili, tra i quali figurano anche 24 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Gli agenti hanno inoltre effettuato accertamenti all’interno di 117 sale giochi e di 543 esercizi commerciali.

L’attività ha interessato numerosi punti di ritrovo abitualmente frequentati dai ragazzi, come giardini pubblici, piazze, aree vicine alle stazioni ferroviarie e spazi situati nei pressi dei centri commerciali.

Al termine delle verifiche sono state contestate 506 sanzioni amministrative. Le violazioni hanno riguardato soprattutto l’uso personale di sostanze stupefacenti e la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni.

Armi da fuoco, coltelli e oggetti pericolosi

Le perquisizioni hanno consentito di recuperare numerosi oggetti ritenuti provento di furto, tra cui collane d’oro e telefoni cellulari.

Sono stati inoltre sequestrati 307mila euro in contanti, denaro sul quale proseguiranno gli accertamenti investigativi per stabilirne la provenienza.

Particolarmente rilevante il quantitativo di armi trovato dagli agenti: 49 armi da fuoco, sia corte sia lunghe, accompagnate da munizioni di diverso calibro.

A queste si aggiungono 87 armi bianche e 95 oggetti atti a offendere. Nell’elenco figurano tre storditori elettrici, una mazza da baseball, un manganello telescopico, un bastone di metallo, bombolette spray urticanti, taglierini e diversi strumenti utilizzabili per compiere effrazioni.

Quasi mille profili social inneggianti alla violenza

Il lavoro investigativo si è esteso anche alla rete, dove sono stati individuati 973 profili social caratterizzati da contenuti che esaltavano l’odio, le aggressioni fisiche e l’utilizzo di armi da fuoco o da taglio.

Alcuni messaggi erano rivolti anche contro appartenenti alle Forze di Polizia.

Due profili sono stati segnalati alle autorità giudiziarie competenti, che dovranno valutare l’eventuale oscuramento delle pagine.

L’attività online assume un peso sempre maggiore nelle indagini sui gruppi giovanili, poiché video, fotografie e messaggi vengono spesso pubblicati dagli stessi protagonisti per mostrare aggressioni, minacce, armi o sostanze stupefacenti.

Anche la collaborazione avviata tra la Polizia di Stato e l’ITS Digital Academy di Padova nel settore della cybersicurezza conferma la crescente attenzione verso gli strumenti digitali e l’analisi dei fenomeni criminali sviluppati attraverso la rete.

L’aggressione di Viareggio

Tra gli episodi ricostruiti nel corso dell’operazione figura una violenta aggressione avvenuta a Viareggio.

Il personale della Questura di Lucca ha denunciato quattro giovani, due dei quali minorenni, ritenuti responsabili di lesioni e omissione di soccorso.

La vittima sarebbe stata colpita con particolare violenza e, in seguito all’aggressione, avrebbe riportato la frattura del femore. I medici hanno stabilito una prognosi di 30 giorni.

Gli investigatori hanno lavorato per identificare i componenti del gruppo e ricostruire le responsabilità individuali.

Due minorenni arrestate per rapina a Milano

A Milano, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due ragazze di 15 e 17 anni.

Le adolescenti sono ritenute responsabili di una rapina pluriaggravata compiuta ai danni di una giovane durante la notte del 25 giugno in via Torino.

Durante le fasi concitate dell’aggressione, la vittima era riuscita a registrare un breve video. Le immagini, insieme ai filmati acquisiti dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, hanno permesso agli investigatori di ricostruire l’accaduto.

Gli approfondimenti hanno portato all’identificazione delle due presunte autrici, una cittadina italiana e una tunisina.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, una delle arrestate era molto attiva su un noto social network e avrebbe pubblicato, poco dopo l’episodio, anche il filmato dell’aggressione.

Disordini e materiale pirotecnico vicino al Colosseo

A Roma, la Squadra Mobile ha indagato sui disordini avvenuti il primo luglio nei pressi del Colosseo.

Un gruppo di ragazzi avrebbe provocato una situazione di forte tensione culminata nel danneggiamento della piazza, nella resistenza a pubblico ufficiale e nell’accensione ed esplosione pericolosa di materiale pirotecnico.

L’analisi delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza, accompagnata dai servizi di osservazione effettuati dagli investigatori, ha permesso di riconoscere alcuni dei partecipanti.

I giovani identificati sono stati denunciati in stato di libertà.

Durante le successive perquisizioni, gli agenti hanno rinvenuto materiale pirotecnico, una bomboletta spray al peperoncino e un’arma di tipo nunchaku.

A Trieste nove arresti e 106 persone denunciate

Un bilancio particolarmente significativo arriva da Trieste, dove la Squadra Mobile ha partecipato all’operazione nazionale dal 18 giugno al 15 luglio.

Nel capoluogo giuliano sono state denunciate in stato di libertà 106 persone, tra le quali figurano 15 minorenni. Altre nove persone sono state arrestate.

Nel corso delle attività sono stati controllati quasi 6.500 maggiorenni e circa 1.200 minorenni.

Gli accertamenti si sono concentrati soprattutto nei principali luoghi di aggregazione giovanile della città, con il supporto operativo dei Reparti Prevenzione Crimine.

Durante i controlli sono stati sequestrati quattro coltelli e diversi quantitativi di sostanze stupefacenti.

Nell’ambito della stessa operazione rientrano anche le perquisizioni effettuate nelle settimane precedenti nei confronti di 15 giovani di età compresa tra i 18 e i 20 anni. Nei loro confronti sono state adottate anche alcune misure personali di prevenzione.

Gli interventi effettuati a Trieste rappresentano una delle componenti territoriali più consistenti dell’intera operazione, sia per il numero delle persone identificate sia per la quantità di controlli effettuati tra maggiorenni e minorenni.

Oltre mille operatori impegnati in tutta Italia

L’operazione ha richiesto l’impiego di oltre mille operatori della Polizia di Stato e ha coinvolto le province di Alessandria, Ancona, Bari, Barletta-Andria-Trani, Bergamo, Biella, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Caserta, Catania, Como, Cremona, Firenze, Genova, L’Aquila, Latina, Livorno, Massa Carrara, Messina, Milano, Monza Brianza, Napoli e Novara.

I controlli sono stati effettuati anche nelle province di Padova, Palermo, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Prato, Roma, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Verbano-Cusio-Ossola e Verona.

L’intervento ha così interessato numerose aree del Nordest, con attività condotte nelle province di Bolzano, Padova, Rovigo, Trento, Treviso, Trieste, Udine e Verona.

L’obiettivo dell’operazione è stato quello di colpire non soltanto i singoli episodi criminali, ma anche i gruppi giovanili coinvolti in comportamenti violenti, nello spaccio, nelle rapine, nei furti e nella diffusione online di messaggi di odio e contenuti legati all’utilizzo delle armi.

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