Sanità in Friuli Venezia Giulia, Liguori: dimissioni dei medici oltre i pensionamenti
La consigliera regionale Simona Liguori richiama i dati Anaao Assomed e chiede di trattenere i professionisti che possono restare.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia il problema non è soltanto assumere nuovi medici, ma evitare che quelli già in servizio scelgano di lasciare il sistema pubblico. A richiamare l'attenzione sui dati diffusi da Anaao Assomed è la consigliera regionale Simona Liguori di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, secondo cui la regione rientra tra i territori in cui il fenomeno delle dimissioni dei medici pesa in modo particolarmente marcato rispetto ai pensionamenti.
Secondo i numeri citati dalla consigliera, nel 2025 in Italia le dimissioni volontarie dei medici ospedalieri sono state 3.767, superando i 2.876 pensionamenti. In 12 regioni su 20, osserva Liguori, le uscite volontarie hanno superato i pensionamenti e tra le situazioni più evidenti viene indicato anche il Friuli Venezia Giulia.
I numeri nazionali e il caso Friuli Venezia Giulia
Per la consigliera regionale il dato più significativo riguarda il profilo di chi lascia il servizio pubblico. Non si tratta, sottolinea, soltanto di medici arrivati alla fine del percorso lavorativo, ma di professionisti con un'età media intorno ai 48 anni, quindi nel pieno della maturità professionale e con competenze già consolidate.
Liguori richiama poi un altro passaggio dello studio Anaao Assomed: nel 2025, per ogni 100 medici assunti a tempo indeterminato, 43 hanno presentato le dimissioni e 77 sono complessivamente usciti dal sistema pubblico considerando anche pensionamenti e altre cause. Per la consigliera, questi numeri mostrano che il tema non può essere affrontato limitandosi al conteggio delle nuove assunzioni, perché resta aperta la questione delle ragioni che spingono una parte dei professionisti ad andarsene.
Le criticità nella medicina territoriale
Nel ragionamento della consigliera entra anche la medicina territoriale. Liguori segnala infatti alcune situazioni di professionisti che, pur avendo ancora la possibilità di proseguire l'attività, starebbero valutando di lasciare il servizio anche in relazione ai nuovi assetti organizzativi nelle Case di Comunità.
Secondo l'esponente di Patto per l'Autonomia-Civica Fvg, questo aspetto merita attenzione perché, quando un professionista che potrebbe continuare a lavorare prende in considerazione l'ipotesi di interrompere l'attività, diventa necessario interrogarsi anche sull'impatto delle modalità organizzative adottate.
La posizione politica della consigliera
Nella sua presa di posizione, Liguori collega il quadro attuale alla gestione regionale della sanità, parlando di una situazione segnata da carichi di lavoro, difficoltà organizzative e da una crescente fatica a rimanere nel sistema pubblico. Da qui la richiesta implicita di intervenire non solo sul reclutamento, ma anche sulle condizioni che permettano di trattenere i medici che possono ancora restare in servizio.
La consigliera cita in particolare il Friuli Venezia Giulia come una delle realtà in cui il divario tra dimissioni e pensionamenti risulta più rilevante, indicando nei dati Anaao Assomed un segnale da non sottovalutare per la tenuta del personale sanitario regionale.