Mestre, il 26 settembre Venezia in Salute 2026 riporta al centro le Case della Comunità
Dopo la tappa di Jesolo del 2025, l’iniziativa torna quindi a Mestre con il tema “Camici & mattoni 2.
MESTRE - Le Case della Comunità tornano al centro del dibattito sanitario con l’edizione 2026 di Venezia in Salute, in programma sabato 26 settembre 2026 nell’area del Centro Culturale Candiani. Il nodo, per cittadini e operatori, è pratico prima ancora che teorico: capire quanto queste strutture siano davvero operative, come si accede ai servizi e se potranno diventare un’alternativa concreta al ricorso, spesso improprio, al Pronto soccorso.
La manifestazione, giunta alla 16ª edizione, è organizzata dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Venezia con la Fondazione Ars Medica, in collaborazione con FNOMCeO e Comune di Venezia, all’interno del palinsesto Le Città in Festa. Dopo la tappa di Jesolo del 2025, l’iniziativa torna quindi a Mestre con il tema “Camici & mattoni 2. Dal cantiere alla cura: il futuro della sanità nel territorio”.
Cosa succede il 26 settembre al Candiani
La giornata si dividerà in due momenti principali. Al mattino è previsto il convegno scientifico nella sala conferenze al quarto piano del Centro Candiani, aperto anche alla cittadinanza e accreditato per tutte le professioni sanitarie. L’obiettivo è fare il punto sullo stato dell’arte delle nuove strutture territoriali con i protagonisti della riforma.
Tra i relatori annunciati ci sono Giovanni Leoni, presidente dell’OMCeO veneziano e vicepresidente nazionale FNOMCeO, Gabriele Gasparini, presidente della Fondazione Ars Medica, Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, e i direttori dei Servizi socio-sanitari delle due aziende sanitarie veneziane Antonio Maritati ed Eddi Frezza. In programma anche due tavole rotonde: una con i rappresentanti degli Ordini professionali coinvolti nelle Case della Comunità, l’altra con i rappresentanti sindacali dei medici.
Dalle 11 alle 18, invece, l’appuntamento si sposterà in Piazzale Candiani, dove cittadini, enti, Ordini e associazioni si incontreranno attraverso un palco e 10 gazebo dedicati a progetti locali e buone pratiche di salute.
Il punto sulle strutture tra Venezia e Veneto Orientale
Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, le Case della Comunità sono ufficialmente attive dallo scorso 1 luglio e rappresentano il perno della riforma delle cure territoriali. Nella provincia veneziana risultano quasi tutte esistenti: 13 nell’Ulss 3 Serenissima e 6 nell’Ulss 4 Veneto Orientale.
Accanto a queste strutture è stato attivato anche il numero 116117, il servizio telefonico già diffuso da anni in molti Paesi europei. Proprio sul rapporto tra nuove sedi territoriali, medici di famiglia, ospedali e accesso ai servizi si concentrerà buona parte del confronto. Sul tema del 116117 nel Veneto Orientale resta aperta anche la questione di come orientare i cittadini tra medicina di base, strutture territoriali e ospedale, tema affrontato anche nell’esperienza di medici di base e Case della Comunità.
Giovanni Leoni osserva che il 2026 segna il passaggio dalla fase prevalentemente edilizia del PNRR a quella organizzativa e assistenziale. La domanda, in sostanza, è se queste sedi riusciranno davvero a integrare professionisti e servizi e a diventare il punto ordinario di accesso alla sanità territoriale.
I gazebo e le realtà presenti
Nel pomeriggio la parte più visibile della manifestazione sarà affidata agli spazi informativi aperti al pubblico. Nei gazebo parteciperanno OPI Venezia, Ordine TSRM e PSTRP di Venezia e Padova, ARC – Analisi e Ricerche Cliniche, Centro di Medicina, FIMMG Venezia, I Cinque Sensi A.S.D., Parkinsoniani Associati Mestre Venezia ODV, Società di Salvamento Mestre e Wall Street English.
L’iniziativa è patrocinata da ULSS 3 Serenissima, ULSS 4 Veneto Orientale, Ordine degli Assistenti Sociali del Veneto, Ordine dei Fisioterapisti di Venezia Padova Rovigo, Ordine Professioni Infermieristiche Venezia, Ordine Interprovinciale della Professione Ostetrica, Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, Ordine TSRM e PSTRP di Venezia e Padova.
Il tema: strutture nuove, personale e accesso ai servizi
Nel ragionamento proposto dagli organizzatori, il problema non è solo la costruzione o l’attivazione formale delle sedi, ma la loro effettiva capacità di risposta. Gabriele Gasparini mette l’accento su un nodo ancora aperto: molti cittadini usano poco queste strutture, faticano a capire come accedervi e continuano a individuare nel Pronto soccorso il luogo in cui ottenere una risposta certa, anche dopo lunghe attese.
Da qui il titolo scelto per l’edizione 2026, che riprende il percorso già affrontato due anni fa a Mestre in piazza Ferretto: non solo edifici, dunque, ma presenza reale di professionisti, servizi coordinati e modelli organizzativi in grado di evitare doppioni. Il confronto pubblico del 26 settembre nasce proprio per misurare questo passaggio, in una fase in cui il tema dell’accesso alle cure territoriali resta centrale anche nel dibattito sanitario più ampio, compresi i temi legati alla rete dei servizi e alla donazione degli organi.
Venezia in Salute nasce nel 2010 da un’idea dell’allora presidente dell’Ordine Maurizio Scassola. L’edizione 2026 riporta la discussione a Mestre con una domanda molto concreta per il territorio veneziano: se le nuove strutture riusciranno a riempirsi davvero di camici, oltre che di mattoni.