Microplastiche nel Garda, esperti e cittadini a confronto a Torbole

Ricercatori, istituzioni, Guardia Costiera e volontari al convegno promosso da Plastic Free e L.A.CU.S. a Nago-Torbole.

17 maggio 2026 10:10
Microplastiche nel Garda, esperti e cittadini a confronto a Torbole -
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TORBOLE SUL GARDA – Microplastiche negli ecosistemi acquatici, inquinamento degli ambienti glaciali e possibili effetti sul corpo umano sono stati al centro del convegno “Proteggere il Garda oggi, per un futuro migliore”, che si è svolto ieri a Torbole sul Garda, in provincia di Trento.

L’incontro è stato organizzato da Plastic Free Onlus e dall’Associazione L.A.CU.S., con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento e del Comune di Nago-Torbole. L’iniziativa rientra nel Festival della Sostenibilità del Garda e nel Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 di ASviS, e ha riunito amministratori, ricercatori, Guardia Costiera, volontari e cittadini per una giornata dedicata alla tutela del Lago di Garda e alla consapevolezza ambientale.

Gli interventi istituzionali e i progetti sul territorio

Ad aprire i lavori sono state Rosalba d’Aiello, referente regionale Plastic Free per il Trentino-Alto Adige, e Angela Bartoli, referente Plastic Free per il Comune di Ledro. A seguire è intervenuto il sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, che ha illustrato le azioni avviate sul territorio per la salvaguardia del lago, presentando anche i progetti “Il Lago inizia qui” e delle boe elettriche.

“Quello di ieri è stato un importante momento di confronto tra ricerca scientifica, istituzioni e cittadinanza – ha dichiarato Rosalba d’Aiello – Parlare di microplastiche significa affrontare un problema concreto che riguarda ambiente, biodiversità e salute umana. Come Plastic Free vogliamo continuare a promuovere iniziative capaci di trasformare la sensibilizzazione in azioni concrete”.

Nel corso del convegno Luigi Del Prete, presidente di L.A.CU.S. e project manager del Festival della Sostenibilità del Garda, ha presentato il progetto “Garda Sostenibile”. Nel suo intervento ha richiamato il valore della collaborazione con Plastic Free e l’importanza di una sostenibilità capace di coinvolgere ambiente, cultura e responsabilità condivisa.

Dalle acque del Garda all’Artico

La parte scientifica è stata aperta dalla dottoressa Valentina Iannilli dell’ENEA di Frascati, che ha ripercorso dieci anni di ricerche sulle microplastiche negli ecosistemi acquatici. Il quadro illustrato ha riguardato le sponde del Garda e aree più lontane, fino all’Artico, con un approfondimento su contaminanti invisibili in grado di entrare negli organismi e nelle reti trofiche, lasciando effetti misurabili sulla biodiversità.

Successivamente la dottoressa Valeria Lencioni e il dottor Riccardo Sbarberi del MUSE hanno presentato i risultati delle ricerche sulla presenza di microplastiche, pesticidi e fragranze sintetiche negli ambienti glaciali. Il loro intervento ha proposto una riflessione sugli effetti dell’inquinamento anche negli ecosistemi più fragili e remoti.

Il 1° Luogotenente Antonio Veneroso, comandante della Guardia Costiera sul Lago di Garda, ha illustrato le attività di tutela e monitoraggio svolte sul lago e i progetti educativi realizzati nelle scuole, anche in collaborazione con Plastic Free.

Micro e nanoplastiche, il tema della salute

A chiudere il convegno è stata la dottoressa Anna Baroni, ricercatrice scientifica per la Fondazione Plastic Free e collaboratrice del professor Ennio Tasciotti presso l’IRCCS San Raffaele di Roma. Il suo intervento ha approfondito il legame tra inquinamento ambientale e salute umana, con particolare attenzione alla capacità delle micro e nanoplastiche di superare le barriere biologiche fino a raggiungere il sistema nervoso.

Al termine dei lavori i partecipanti hanno preso parte a una passeggiata ecologica promossa da Plastic Free. Durante l’attività sono stati raccolti circa dieci chilogrammi di plastica e rifiuti, tra cui numerosi mozziconi di sigaretta.

Tra i ritrovamenti che hanno colpito maggiormente i partecipanti c’è stato anche un nido di uccelli costruito con filamenti di plastica, indicato come esempio concreto dell’impatto dell’inquinamento sugli ecosistemi naturali.

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