Miramare, la Regione coprirà i tagli statali: salve le risorse per la riserva marina
L’intervento annunciato in Consiglio regionale evita ricadute su tutela, gestione e valorizzazione del sito di Trieste.
TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia garantirà la copertura delle risorse venute meno alla riserva marina di Miramare, evitando che i tagli statali incidano sulle attività di tutela, gestione e valorizzazione del sito. La novità arriva dopo un emendamento che consente all’amministrazione regionale di intervenire sui fondi destinati alla realtà triestina.
A darne notizia è la consigliera regionale Rosaria Capozzi del Movimento 5 Stelle, che ha richiamato l’impegno assunto dall’assessore regionale Stefano Zannier per compensare le risorse mancanti. Secondo quanto riferito dalla consigliera, il tema era stato portato all’attenzione dell’Assemblea legislativa con l’obiettivo di assicurare la copertura dei finanziamenti destinati alla riserva.
Cosa cambia per la riserva di Miramare
L’intervento regionale riguarda il bilancio dell’esercizio finanziario in corso e punta a evitare conseguenze operative su un’area protetta considerata strategica per il territorio. In particolare, la copertura servirà a non compromettere attività essenziali legate alla conservazione degli habitat naturali, alla protezione delle specie animali e vegetali e alla gestione ordinaria del sito.
Capozzi ha collegato la necessità del provvedimento ai tagli statali disposti dal Governo nell’ambito delle misure adottate per fronteggiare gli effetti dell’emergenza energetica connessa alle crisi internazionali. Una riduzione arrivata, ha osservato, a bilancio già avviato e quindi con ricadute immediate sulla programmazione e sulla gestione.
Le motivazioni politiche e ambientali
Nel commentare il via libera all’emendamento, la consigliera ha sottolineato che il tema non riguarda solo l’equilibrio dei conti, ma anche la funzione ambientale della riserva marina di Miramare, indicata come un patrimonio rilevante per il Friuli Venezia Giulia. Nella nota, Capozzi richiama infatti la tutela della biodiversità, la conservazione degli habitat e il legame tra aree protette, sviluppo sostenibile e comunità che vivono e lavorano in questi contesti.
La rappresentante del M5S ha anche espresso l’auspicio che le riduzioni di bilancio restino un provvedimento straordinario e non diventino una misura strutturale, annunciando la volontà di continuare l’azione istituzionale sul tema delle risorse destinate alle aree protette.
Sanzioni più pesanti per chi distrugge i nidi
Nella stessa comunicazione, Capozzi ha segnalato anche l’approvazione di un secondo intervento proposto dal Movimento 5 Stelle. Si tratta di un emendamento, poi trasformato in ordine del giorno e recepito nel testo di legge attualmente all’esame del Consiglio regionale, che prevede sanzioni più severe nei confronti di chi distrugge i nidi degli uccelli.
Secondo quanto evidenziato dalla consigliera, la misura rafforza gli strumenti di tutela della fauna selvatica e della biodiversità, intervenendo su un aspetto specifico della protezione ambientale regionale.