Mitico Stellini vola a Londra: gli studenti friulani portano il mito all’Istituto Italiano di Cultura

Mitico Stellini approda a Londra: studenti friulani protagonisti con racconti ispirati al mito e all’eredità di Ezio Pellizer.

09 maggio 2026 11:50
Mitico Stellini vola a Londra: gli studenti friulani portano il mito all’Istituto Italiano di Cultura -
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Dalle aule del Liceo classico “Jacopo Stellini” di Udine agli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, il progetto Mitico Stellini ha compiuto un passaggio di forte valore culturale, portando fuori dai confini regionali il lavoro di scrittura, ricerca e immaginazione degli studenti friulani.

Il concorso, dedicato alla memoria del grecista Ezio Pellizer, è stato presentato giovedì 7 maggio nella capitale britannica, all’interno del ciclo The Italian Library. L’iniziativa si è inserita in una serata dedicata all’Odissea, con il professor Nicola Gardini in dialogo con lo scrittore Paolo Nelli. Un contesto internazionale che ha dato ulteriore rilievo a un percorso nato a Udine e fondato sulla capacità dei classici di continuare a generare nuove forme narrative.

Mitico Stellini nasce come concorso di scrittura rivolto a studentesse e studenti del liceo udinese, chiamati a confrontarsi con i grandi racconti della tradizione greca e a trasformarli in testi originali, capaci di dialogare con il presente.

L’approdo a Londra segna una tappa significativa per un progetto che, pur radicato nella scuola e nella memoria di un importante studioso friulano, dimostra di possedere una dimensione più ampia. Il mito, reinterpretato dalle nuove generazioni, diventa così uno strumento per leggere il mondo contemporaneo, affrontare temi attuali e restituire nuova vitalità a figure, viaggi e archetipi della cultura classica.

Il trasferimento simbolico dal banco di scuola ai saloni dell’Istituto Italiano di Cultura racconta anche il valore formativo dell’iniziativa: non una semplice esercitazione letteraria, ma un percorso che unisce studio, creatività, consapevolezza linguistica e apertura internazionale.

Il concorso è stato ideato dalla docente Monica Delfabro e promosso dai nipoti di Ezio Pellizer, Federico Spoletti e Maria Giulia Pettigiani. L’obiettivo è mantenere viva l’eredità culturale del grecista attraverso il lavoro degli studenti, offrendo loro l’occasione di entrare in relazione con il patrimonio mitologico non come materia distante, ma come linguaggio ancora attivo.

La figura di Ezio Pellizer resta al centro del progetto. La sua lunga attenzione per il mito viene raccolta e rilanciata da giovani autori che, attraverso la scrittura, trasformano racconti antichi in narrazioni capaci di attraversare il tempo.

Durante l’incontro londinese, Federico Spoletti ha evidenziato il significato profondo dell’iniziativa: vedere gli studenti misurarsi con i miti e ricomporli in forme nuove rappresenta una continuità autentica con la passione che aveva accompagnato la vita dello studioso. Un’eredità non celebrativa, ma viva, affidata alla creatività delle nuove generazioni.

La presentazione di Mitico Stellini si è svolta in una cornice particolarmente coerente: una serata dedicata all’Odissea, il grande poema del viaggio, del ritorno, della memoria e dell’identità.

Il dialogo tra Nicola Gardini e Paolo Nelli ha offerto il contesto ideale per inserire il lavoro degli studenti in una riflessione più ampia sulla permanenza dei testi classici nella cultura contemporanea. La scelta dell’Odissea come sfondo dell’evento ha rafforzato il senso del percorso compiuto dal liceo udinese: un viaggio reale verso Londra e, allo stesso tempo, un itinerario simbolico tra passato e presente.

In questo quadro, i racconti degli studenti sono diventati parte di un discorso culturale più ampio, capace di collegare la tradizione classica italiana, la formazione scolastica e il pubblico internazionale dell’Istituto.

Alla serata hanno partecipato otto studenti del Liceo classico “Jacopo Stellini”, accompagnati dalla professoressa Monica Delfabro e dalla dirigente scolastica Monica Napoli. Tra loro erano presenti anche le due vincitrici dell’edizione 2026 del concorso.

La presenza degli studenti ha dato concretezza al senso dell’iniziativa. Non si è trattato soltanto di presentare un progetto scolastico, ma di portare in un contesto culturale di alto profilo le voci di ragazze e ragazzi capaci di interpretare il mito con strumenti personali, linguaggio contemporaneo e una sorprendente profondità espressiva.

La dirigente Monica Napoli ha sottolineato il valore dell’esperienza londinese e il livello raggiunto dagli elaborati, riconoscendo nella guida della professoressa Delfabro un elemento fondamentale per accompagnare e stimolare gli studenti lungo un percorso così impegnativo.

Uno dei momenti più intensi della serata è stato affidato all’attore Marco Gambino, che ha interpretato in forma scenica i due racconti vincitori dell’edizione 2026.

Per il biennio è stato premiato “Anche a Cartagine prende il wi-fi” di Anna Passoni, mentre per il triennio il riconoscimento è andato a “Sii più uomo di chi si scorda della storia” di Helene Mainardis. Due testi diversi per impostazione e voce narrativa, ma accomunati dalla capacità di utilizzare il mito come materia viva, non come semplice riferimento scolastico.

La lettura ha permesso al pubblico di cogliere la forza dei racconti anche sul piano orale e teatrale. Le opere sono state apprezzate per maturità, originalità e profondità, confermando la qualità della scrittura prodotta dagli studenti dello Stellini.

Arrivato alla seconda edizione, Mitico Stellini ha già prodotto due raccolte di racconti, segno di un progetto capace di consolidarsi in tempi rapidi e di generare risultati concreti.

Le antologie nate dal concorso testimoniano quanto i miti greci continuino a stimolare immaginazione, pensiero critico e libertà espressiva. Le storie degli studenti non si limitano a riprendere personaggi o vicende antiche, ma li ricollocano in scenari nuovi, spesso attraversati da domande contemporanee.

Il successo dell’iniziativa conferma anche l’importanza della scrittura come strumento formativo. Attraverso il racconto, gli studenti imparano a confrontarsi con la complessità dei testi classici, a riconoscerne la struttura profonda e a trasformarla in una voce autonoma.

La cornice dell’Odissea ha reso ancora più evidente la natura del percorso vissuto dagli studenti. Il loro viaggio verso Londra non è stato soltanto geografico. È stato un passaggio culturale tra Friuli e mondo, tra scuola e istituzioni internazionali, tra memoria classica e sensibilità contemporanea.

Portare Mitico Stellini all’Istituto Italiano di Cultura significa riconoscere alla scuola un ruolo attivo nella produzione culturale. Gli studenti non sono stati semplici destinatari di un sapere trasmesso, ma autori capaci di reinterpretare quel sapere e di restituirlo in forma nuova.

In questo dialogo tra tradizione e futuro si colloca il senso più autentico del progetto dedicato a Ezio Pellizer: fare dei classici non un patrimonio immobile, ma una voce ancora capace di interrogare il presente e di parlare attraverso le generazioni più giovani, anche oltre ogni confine.

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