Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale

Lo studio di Ollum: per il settore conteranno origine dei materiali, impatti ambientali, durabilità e riciclo.

17 giugno 2026 17:17
Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale -
Condividi

MILANO - Per mobili, sedute e lampade non basteranno più cataloghi, foto e schede tecniche. Le nuove regole europee stanno spingendo il settore dell’arredo e dell’illuminazione verso prodotti accompagnati da informazioni digitali strutturate su origine dei materiali, impatti ambientali, durabilità, riparabilità e recupero a fine vita. È quanto emerge da uno studio normativo realizzato da Ollum, società italiana specializzata in sostenibilità e misurazione degli impatti ambientali.

Il cambiamento ruota attorno al Digital Product Passport previsto dal nuovo Regolamento europeo Ecodesign per Prodotti Sostenibili, l’ESPR. L’obiettivo è rendere i prodotti più sostenibili, durevoli e trasparenti lungo tutta la filiera, raccogliendo in formato digitale dati su composizione, provenienza, prestazioni ambientali, riparabilità e riciclabilità.

Secondo il primo piano di lavoro pubblicato dalla Commissione Europea, tra le categorie prioritarie per i futuri atti applicativi figurano anche i mobili, inseriti tra i prodotti considerati strategici per la transizione verso l’economia circolare.

Cosa dovranno sapere aziende e clienti

Per il settore non si tratta solo di un nuovo adempimento formale. La trasformazione riguarda il modo in cui un prodotto viene progettato, costruito e venduto. Un tavolo, una sedia o una lampada non saranno più descritti soltanto per design, dimensioni e prestazioni tecniche, ma anche attraverso dati verificabili sull’intero ciclo di vita.

Tra le informazioni che dovranno diventare accessibili, aggiornate e controllabili rientrano la provenienza delle materie prime, il contenuto riciclato, gli impatti ambientali associati alla produzione, la possibilità di riparazione, la disponibilità di pezzi di ricambio, la durabilità del prodotto e le modalità di recupero o riciclo a fine vita.

Secondo Davide Treghini, co-founder di Ollum, nel settore sta nascendo una nuova dimensione competitiva: la qualità delle informazioni associate al prodotto. Le aziende capaci di raccogliere, organizzare e rendere verificabili i dati su materiali, impatti ambientali, durabilità e circolarità potranno avere un vantaggio non solo sul piano normativo, ma anche su quello commerciale.

Le norme che spingono la tracciabilità

Per arredo e illuminazione la richiesta di dati non dipende da una sola norma. Oltre all’ESPR, anche il nuovo Construction Products Regulation punta ad aumentare digitalizzazione e disponibilità delle informazioni sui prodotti impiegati negli edifici.

Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale
Mobili e lampade, con le nuove regole Ue arriva il passaporto digitale

A questo si aggiungono l’evoluzione della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici, l’EPBD, e la diffusione dei criteri ambientali negli appalti pubblici. In questo scenario, produttori e fornitori saranno chiamati a dimostrare non solo la conformità tecnica delle soluzioni proposte, ma anche le loro caratteristiche ambientali lungo l’intero ciclo di vita.

I dati ambientali diventano parte del prodotto

La sfida, secondo l’analisi, non sarà tanto creare un QR code o una piattaforma digitale, quanto costruire un sistema capace di raccogliere informazioni affidabili lungo tutta la catena di fornitura. È una richiesta che, osserva Ollum, molte aziende manifatturiere stanno già ricevendo su materiali, emissioni, contenuto riciclato e caratteristiche di circolarità.

Per molte imprese dell’arredo e dell’illuminazione questo significa avviare o rafforzare attività che fino a pochi anni fa erano considerate opzionali: analisi del ciclo di vita dei prodotti, raccolta strutturata dei dati ambientali, misurazione delle emissioni associate ai prodotti, valutazione della circolarità, progettazione orientata a durabilità e riparabilità, comunicazione ambientale verificata.

Tra gli strumenti indicati ci sono le analisi LCA, che misurano gli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita, e le dichiarazioni ambientali di prodotto EPD, che consentono di comunicare questi dati attraverso documenti verificati da organismi indipendenti. Allo stesso tempo, l’adozione di metodologie di EcoDesign aiuta le imprese a progettare prodotti più durevoli, riparabili e riciclabili, anticipando molte delle richieste che caratterizzeranno il futuro passaporto digitale.

Chi è Ollum

Ollum Srl fa parte del Gruppo TÜV AUSTRIA e opera nella consulenza ambientale per le imprese, con servizi che includono LCA, EPD, carbon footprint, EcoDesign, piani di decarbonizzazione, bilanci di sostenibilità e rating ESG. La società lavora in particolare nei settori arredo, illuminazione, edilizia e manifatturiero, affiancando aziende italiane e internazionali nella misurazione degli impatti ambientali, nello sviluppo di prodotti sostenibili e nella conformità alle principali normative europee.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail