Fragilità e speranza: Monastier si stringe attorno ai malati nella giornata dedicata alla cura

A Monastier, un incontro di ascolto e solidarietà celebra la Giornata mondiale del malato al Centro Villa delle Magnolie con volontari e autorità.

08 febbraio 2026 10:41
Fragilità e speranza: Monastier si stringe attorno ai malati nella giornata dedicata alla cura -
Condividi

MONASTIER (TV) - Non una celebrazione formale, ma un incontro autentico tra persone: è quello che si è svolto sabato 7 febbraio presso il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”. L'evento, organizzato dalla Pastorale della Salute della Diocesi di Treviso nell’ambito della XXXIV Giornata mondiale del malato e fortemente voluto da mons. Michele Tomasi, rappresenta una nuova modalità per celebrare la Giornata del malato, con incontri nel territorio, accanto alla messa dell’11 febbraio che anche quest’anno sarà presieduta dal Vescovo nella basilica di Santa Maria Maggiore a Treviso

La visita, quest’anno, è a una struttura di cura, per incontrare anziani e malati, e ascoltare chi, ogni giorno e spesso lontano dai riflettori, dedica la propria vita all’assistenza dei più fragili.

L’incontro che cura

L’evento, dal titolo “L’incontro che cura” organizzato dal dott. Loris Confortin, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale della salute, si inserisce nello stile del dialogo tra la Chiesa trevigiana e il mondo socio-sanitario, con uno stile che mette al centro l’ascolto.

Accolto dal parroco di Monastier, mons. Luigi Dal Bello, e dai responsabili della struttura - l’amministratore delegato Gabriele Geretto, Manuela Calvani, il presidente Massimo Calvani e la direttrice sanitaria, dott.ssa Maria Giuseppina Bonavina -, mons. Tomasi ha iniziato la giornata visitando gli ospiti della RSA. Successivamente, si è spostato nel Salone Calvani, gremito di rappresentanti del volontariato locale. “Ho voluto essere qui per dirvi grazie”, ha esordito il Vescovo, sottolineando come la sinergia tra istituzioni sanitarie e associazionismo rappresenti il vero anticorpo contro l’isolamento della malattia.

Particolarmente toccante è stata la testimonianza di chi vive la malattia sulla propria pelle, come Rita Modica: “La malattia non deve togliere la voglia di vivere; dobbiamo testimoniare a chi inizia questo percorso che la speranza esiste sempre”. Altrettanto significativa la voce di Graziana Cescon, caregiver che ha raccontato la dedizione quotidiana verso il figlio Daniele, tetraplegico da 25 anni, e il marito Berto, incarnando quella "compassione del Samaritano" scelta come tema da papa Leone per il Messaggio della Giornata del malato 2026: “La compassione del samaritano: amare portando il dolore dell'altro”.

Hanno poi condiviso la loro esperienza di cura il dott. Enrico Busato, responsabile dell'Oncologia Ginecologica del Presidio ospedaliero “Giovanni XXIII”, l’infermiera Giulia Saboanu e l’operatrice sanitaria Ketty Basso.

In sala, a formare una vera "rete della speranza", erano presenti numerose realtà del territorio, che hanno raccontato il proprio impegno quotidiano:

  • Forum famiglie Monastier (pres. Renata Furlan): associazione che sostiene attivamente circa 40 nuclei familiari del comune.

  • Angeli della notte "Bellotti Stefani" ODV (pres. Franco Dani con il fondatore Giuseppe Stefani): fornisce assistenza socio-sanitaria e supporto economico per migliorare la qualità della vita dei soggetti fragili sul territorio.

  • Auser Nuova Villa di Monastier (vice pres. Bruno Traghetta): attiva nel supporto e nella socializzazione degli anziani.

  • Gruppo Alpini di Monastier (capogruppo Matteo Milan): garantisce supporto logistico, sicurezza e assistenza pratica durante eventi e situazioni di emergenza.

  • Associazione Butterfly Meolo (Antonella Biral): promuove il benessere degli ospiti anziani delle strutture attraverso la danza-terapia e l’espressione corporea.

  • Università dell’età libera (pres. Erminia Zamuner): cura la stimolazione cognitiva e culturale degli ospiti attraverso lezioni e attività di apprendimento continuo.

  • Around Us onlus (dott. Luigi Padoan): organizzazione che garantisce cure specialistiche in contesti di povertà, come in Sierra Leone, dove nel 2026 sono previste 6 missioni mediche.

  • La forza in passerella (pres. Michela Bardi): offre sostegno alle donne oncologiche attraverso delle sfilate per recuperare autostima e identità.

  • Associazione Melograno (pres. Daniele Furlan): si occupa della tutela globale, fisica e psicologica, dei disabili e delle persone non autosufficienti.

All'incontro ha preso parte anche una rappresentanza del Consiglio pastorale parrocchiale e l'assessore alla Famiglia di Monastier, Marco Grandesso.

Realtà che mons. Tomasi ha definito "tasselli fondamentali di una comunità che non lascia indietro nessuno". Intervenendo al termine delle diverse testimonianze, il Vescovo ha voluto ringraziare coloro che sono intervenuti, ricordando che “Gesù incontrava persone e raccontava storie, ed è quello che abbiamo fatto noi stasera, raccontando e ascoltando storie di profonda umanità, che ci hanno fatto vibrare insieme, come in una sinfonia, perché siamo fatti di comunità, perché sentiamo che siamo vita. Qui, oggi, ho sentito rinarrare il Vangelo nelle vostre storie, ho sentito Cristo che parla a noi nelle vostre esperienze”. Mons. Tomasi ha sottolineato che il servizio volontario di tante associazioni è “testimonianza di grande senso civico, ed è per questo che il nostro mondo va avanti, non certo grazie ai muscoli dei più forti”. Il Vescovo, infine, ha voluto ringraziare le autorità pubbliche “per il tempo che avete dedicato ad ascoltare e ad onorare queste storie”.

L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, istituzionali e militari, tra cui l’assessore regionale ai Servizi sociali Paola Roma e il sindaco di Monastier Paola Moro. Il momento ha confermato il ruolo di Monastier, che con il Presidio ospedaliero “Giovanni XXIII” e il Centro servizi “Villa delle Magnolie” ed il Micronido “La Casa sull’albero” è un polo d'eccellenza, dove l’alta specializzazione clinica si fonde con l’umanizzazione delle cure, ma anche con un territorio aperto al bene verso il prossimo.

A rendere l’atmosfera ancora più profonda è stato il benvenuto degli ospiti anziani della struttura: le loro voci si sono unite in un coro per accogliere mons. Tomasi sulle note del "Cantico delle creature" di san Francesco. Sotto la direzione del maestro Matteo Gobbo, quel canto semplice e solenne ha trasformato il salone in un luogo di condivisione, ricordando a tutti i presenti che la fragilità, quando si fa lode e incontro, possiede una forza straordinaria.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail